Conclusioni

Aldo Zanchetta

 

Sono contento che questo convegno non sia stato un incontro celebrativo che si chiuderà oggi, ma sembra poter diventare l’inizio di un percorso nel tempo da parte di un gruppo di amici seduti intorno alla tavola con una candela accesa.

Devo fare due ringraziamenti: il primo al Presidente Tagliasacchi che ha rispettato sino a oggi il contratto della mia libertà di iniziativa; so che ha avuto talvolta pressioni politiche per limitare il mio discorso e che, devo dire, con grande rispetto degli impegni presi, mi ha sostenuto e non mi ha mai chiesto di modificare il percorso.

Il secondo grazie è a Samar, a Silja, a Jean, a Sajay, a Matthias, a Kostas, ad Alessandro, a Massimo e a Raniero per aver accettato il nostro invito con tanto entusiasmo.

Il pensiero di Ivan non è né semplice né privo di asperità e di conflittualità con la cultura che molti di noi hanno ricevuto. E molti temi ritenuti da noi chiusi e pacificamente accettati, egli li ha saputi rimettere in discussione. Parlando con alcuni amici di Ivan ho trovato la sottolineatura di un’esperienza: la prima istintiva ribellione di fronte a certe sue affermazioni o intuizioni per la loro radicalità e incompatibilità con il proprio patrimonio di credenze, seguita successivamente da una sensazione di libertà nuova nel proprio pensare e analizzare. Molti mi hanno parlato di un senso di irritazione nel primo contatto con Ivan e poi della pace successiva di una libertà accresciuta.

Ivan mi ha dato la possibilità di rimettere in questione diversi temi e ho la sensazione che solo questa sua radi-
calità possa aiutarmi a risolvere interrogativi che si stanno insinuando nella mia mente. Soprattutto ho la sensazione che si possa ridiscutere creativamente e non distruttivamente molti credo personali. Vedremo se si riuscirà a farlo all’interno del luogo fisico concreto, che è il Centro di documentazione che ieri abbiamo inaugurato, dove tutto o quasi è da inventare, e dove dovremo cercare di far nascere quell’aura specifica del gruppo di amici impegnati nella ricerca della verità. Se questo potrà essere realizzato accogliendo intorno al tavolo tutti voi, amici di Ivan che siete qui convenuti in questi giorni, allora saremo andati al di là delle nostre speranze. Dire altro al di là di questo mi sembrerebbe una forzatura. Abbiamo aperto un dialogo che non deve essere concluso oggi.

Un altro grazie è doveroso a tutti voi che avete partecipato a questo incontro e al personale della Provincia che ha permesso il nostro lavoro e lo ha sostenuto con professionalità e viva simpatia. La collaborazione anche in giorni festivi o in orari serali viene fatta da persone che lavorano qui con una certa affettuosità.

Vorrei quindi salutarvi tutti con un arrivederci e non con un addio, “circostanze della vita permettendo”, come ci aveva detto l’ultima volta Ivan.