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.: diario :.

12 febbraio 2009

Telefonata a casa Piei: "Oh Piero! So' Ricci, il carrozziere… I cerchi è da un po' ch'en' pronti! Passali a pià prima che s'arisporcano! Poi… 'en el so… hai fatt' sa Camillo?" - "Cosa? Per i soldi?" - "Eh… sì!" - "Ambè… sì sì, sta tranquillo, vi porto tutto!"

Così, subito prima di pranzo, Piei si reca emozionato in carrozzeria e rimane estasiato di fronte al loro luccicare. Li carica in macchina, salda definitivamente i conti e… prima di andare via, fa vedere velocemente una cosa al carrozziere: è il meccanismo per il sollevamento del finestrino lato guida. L'acqua e l'umidità l'hanno fatto arrugginire in fondo e la guida si è spezzata. Di conseguenza il finestrino viene su storto, si blocca ecc… Con qualche punto di saldatura si sistemerebbe e anche Ricci lo conferma. Ma adesso è ora di pranzo… Ci lavorerà stasera e domani si potrà passare a ritirarlo!

Ora in magazzino abbiamo tutti i pezzi che andavano riverniciati e che ora bisogna rimontare sul pulmino. E' proprio un bello spettacolo: tutti nuovi e lucidi!

3 febbraio 2009

Alle 14 spaccate Piei è davanti alla casa del delitto. Suona il campanello e viene accolto da Monia e mamma di Monia. Conoscono il motivo della sua visita e si mettono subito alla ricerca dei cerchi sabbiati, che il babbo dovrebbe aver lasciato lì da qualche parte. Ma… quella che inizialmente viene evocata come scherzosa ipotesi, si dimostra la realtà: i cerchi non ci sono, il babbo non li ha scaricati, sono ancora nel baule della sua macchina e adesso lui è fuori per lavoro. Mannaggia! C'è stato un disguido… Non ci siamo capiti… Succede…

Mamma e figlia, un po' imbarazzate e arrabbiate per essersi trovate in mezzo a questa storia, gli telefonano subito e, dopo prolungati batti e ribatti per stabilire di chi sia la colpa, la telefonata si conclude con un nuovo appuntamento, tre quarti d'ora dopo, a Ponte Rio. Così Piero ringrazia e se ne riscende a Ponte Rio, fermandosi con fare sospetto nel piazzale di un distributore.

Dopo minuti e minuti di attesa (comunque scorsa veloce grazie alla compagnia della radio), spunta all'orizzonte l'agognata auto. Una stretta di mano e il trasferimento dei cerchi da un'auto all'altra… sembriamo un po' dei trafficanti ma in realtà di losco c'è bene poco e la posta in gioco è bassa!

Senza stare nemmeno troppo a guardare i cerchi perfettamente ripuliti, Piei si invola immediatamente verso San Lorenzo. Viene accolto calorosamente da Camillo, che addirittura gli spalanca l'enorme porta per farlo entrare nel capannone con la macchina ed evitare così che i cerchi, molto vunerabili essendo stati spogliati di tutto dall'aggressiva sabbia, si bagnino e per questo si ammalino (è una giornata un po' uggiosa…). Poi ci si accorda sul colore… filologicamente andrebbero fatti grigi, grigio cromo, L91, secondo le tabelle degli esperti. Ma 'sto grigio L91 non c'è nell'elenco dei colori disponibili, o meglio, ce ne sono tanti di L91 (L91-D, L91-Q, L91-Y, L91-Z) ma nessuno è grigio! Comunque devono venire grigi… "'i farò del grigio classico… com' quei là! Co' te posso dì? Alluminio! Com' questi? Va ben'?" Sì sì… va bene Camillo! "Alora, se poi passà sabato… se 'i la fai… duvria riuscì a falli… se no, quan' c'hai un po' de temp'… ved' un po' te!"

2 febbraio 2009

Nel tardo pomeriggio squilla il telefono a casa di Piei! E' la Monia! Dice che i cerchi sono pronti e che è opportuno, dice suo babbo, andarli a prendere al più presto per poi ricoprirli subito di antiruggine, prima che incomincino ad arrugginirsi. Meglio addirittura la sera stessa! Ma Piei in serata ha un impegno quindi l'appuntamento è per il giorno seguente alle 14:00 a San Costanzo.

31 gennaio 2009

I cerchi vanno sabbiati. E… siccome abbiamo scoperto che il babbo della nostra amica Monia fa il sabbiatore di professione, non possiamo che rivolgerci a lui. Sabato 31 gennaio è la data stabilita per la consegna dei pezzi (da parte nostra a lui). Così, alle 15:30 spaccate, Piero si trova sul luogo dell'appuntamento. Trasferimento dalla sua macchina a quella del sabbiatore, due chiacchiere e siamo a posto. A breve ci ricontatterà e poi, a quel punto, dovremo correre dal carrozziere per farci spruzzare subito l'antiruggine, prima che si riarrugginiscano!

21 gennaio 2009

E' da un po' che si è ritornati al dovere e il dovere purtroppo assorbe tempo. Ma… subito dopo un paio di esami intascati, ci si può dedicare per qualche giorno agli hobby e così Piero ritorna alla questione pulmino. Ciò che urge fare ora riguarda i cerchi. L'obiettivo è riverniciarli, per stare in linea con la carrozzeria tutta rinnovata. Ma per arrivare a questo obiettivo, occorre prima smontare le ruote, "staccare" le gomme dai cerchi, prendere i cerchi e sverniciarli (sarebbe cosa buona farli sabbiare), portarli da Camillo per verniciarli e anche per chiudere i conti, rimasti aperti da troppo tempo!

Per fortuna non c'è bisogno di tirar giù tutte e quattro le ruote. Ne abbiamo già due da parte (una era quella di scorta e l'altra era tra i doni del Diso). E' sufficiente smontare perciò solo due ruote.

Ma… tolte le ruote il pulmino… casca!!! Dove lo appoggiamo??? Eh… a questo punto della storia entrano in gioco i provvidenziali cavalletti che Federico ci prestò tantissimo tempo fa. Prima di restituirli bisognerà usarli e questo è il momento!

Insomma, per farla breve, in mattinata Piero si reca nel misterioso garage che conserva al riparo da sguardi e umidità indiscreti il pulmino. E' armato di cric, chiave a "X", torcia e cavalletti. E' già intenzionato a togliere le due ruote anteriori e non le posteriori in quanto è bene che restino a reggere il grosso del peso (il motore).

Per prima cosa, torcia alla mano, si stende a terra e studia la situazione: dove far aggangiare il cric? dove posizionare i cavalletti? E poi… procede: allentatina ai 5 dadi che tengono la ruota; sollevamento tramite cric; posizionamento cavalletto; sfilaggio ruota; delicata discesa del cric e appoggio sul cavalletto. E così anche dall'altra parte. In poche semplici mosse, il pulmino è senza ruote anteriori ma comunque su solidi appoggi.

E via subito con la fase successiva, dal gommista. Ovviamente da Pulcinelli! Il buon Maurizio si mette a disposizione e con sicurezza "estrae" i 4 cerchi. Con estrema sorpresa di Piero, gli pneumatici sono con camera d'aria! Ma Maurizio lo rassicura, dicendogli che quei cerchi sono fatti per gomme tubeless (quelle moderne senza camera d'aria) e che probabilmente essa è stata messa da qualche gommista perchè la gomma non stagnava più bene. Mah… non convinto fino in fondo, Piero ringrazia e se ne va. Il conto? Bò, ha detto che facciamo tutto un conto quando poi le gomme le rimontiamo. Speriamo bene!

16 dicembre 2008

Si mette insieme qualche soldo e si sale verso San Lorenzo per ritirare i tanto desiderati pezzi.

L'accoglienza è calorosa! Camillo ha un po' da fare ma non si sbraga in insulti gratuiti come farebbe di solito quando è nervoso e in apprensione per qualche verniciatura: quando si tratta di persone che incontra di rado è sempre cordiale. Ricci aiuta gentilmente Piero a caricare i pezzi. Sembrano proprio nuovi, molto belli. Come per il resto del pulmino bisogna dire che i nostri carrozzieri han fatto proprio un bel lavoro.

Poi, dopo aver sganciato un'altra consistente rata, Piero si intrattiene un po' in officina, guardando i lavori in corso: c'è il vecchio 1100 sotto i ferri.

E infine Camillo, in uno slancio di generosità e forse colpito dalla famosa bontà natalizia, ci tiene a omaggiare Piero con qualche regalino: una penna, un block-notes e… un paio di calendari… Mmmm… so già cosa state pensando! Nelle officine di solito i calendari sono a tema… E infatti l'omaggio prevede un calendario neutro e uno a tema! Eheheh…

13 dicembre 2008

Dopo quasi un mese in cui nessuno è più andato a sollecitare Camillo&Co arriva una chiamata a casa di Piei: «Oh...Piero! So' il carrozziere! Machì i paraurti 'en pronti. C'ha lavorato Gabriele. Vielli a prende prima che si sporcano! E poi… sai… con la fine dell'anno c'è anche un po' di roba da pagà… capito?». Eh sì, capito! Bisogna portar su la terza rata ma in compenso ci dovrebbero essere i paraurti pronti! Che figata!

15 novembre 2008

Piei fa un salto in carrozzeria, per vedere di questi paraurti. Viene accolto calorosamente da tutti e in particolare da Camillo che gli confida un segreto: "Quando hai un lavoro da fare, un mezzo da sistemare, sempre lì tra i piedi… pare che stanca! Sembra che non vedi l'ora di finirlo. Poi però… quando non c'è più, un po' dispiace." Sapevo che Camillo aveva il cuore tenero in fondo!

Comunque… i paraurti giacciono ancora lì, i carrozzieri non hanno avuto tempo di lavorarli. Speriamo più che altro che non li lascino riarrugginire…

11 novembre 2008

E' la data di un attesissimo incontro: Piei e Fulle si recano, nel tardo pomeriggio, a Bellocchi da Corrado. E' un possessore di un pulmino VW come il nostro, di un westfalia, per essere precisi. Oltre a questo, che è in ottima forma e viene usato quotidianamente, ne ha un altro: un catorcio, comprato da un tizio, giusto per usarlo come donatore di pezzi di ricambio. Corrado si è detto disponibile a darci qualche pezzo che potrebbe servirci. In più è un amico di famiglia di Fulle. E allora si organizza l'incontro.

Sul far della sera Corrado, molto cordialmente ci accoglie, ci chiede come stessino andando i nostri lavori e ci porta a vedere il catorcio. E' messo davvero male ma ha una curiosa particolarità: porta scorrevole su entrambi i lati! Dice che era di uno svizzero che aveva parenti in Italia. Comunque è un po' diverso dal nostro e non sembrano esserci molti pezzi a noi utili, perlomeno a una prima occhiata…

Poi però, saputo che siamo in cerca di un faro anteriore, Corrado ce ne offre uno, che teneva in uno scatolone. Sembrerà una sciocchezza ma è davvero un grosso regalo. Grazie!

Dopodichè ci rifacciamo gli occhi col suo westfalia e ci intratteniamo a parlare di pulmini, restauri, carrozzieri…

8 novembre 2008

Piei si decide ad andare a recuperare alcuni pezzi del pulmino, smontati a suo tempo e ancora ospitati nei possedimenti immobili di Fulle.

Urge in particolare mettere mano ai cerchi delle ruote. Sono la prossima cosa da riverniciare. Per ripulirli perbene sarà necessario separarli dai pneumatici ma soprattutto smontarli dal pulmino. Ma poi il pulmino senza ruote… non si reggerà in piedi! Mmmm… come possiamo fare?

Abbiamo un paio di piedistalli, adatti per sorreggere auto momentaneamente senza ruote. Ce li prestò il buon Federico tanto tempo fa e poi non glieli abbiamo più restituiti nè li abbiamo mai usati. A 'sto punto ci conviene usarli, così quando poi glieli andremo a restituire, potremmo dirgli se funzionano bene o no! Sono però due: potremmo togliere le ruote anteriori o posteriori, lasciando comunque le altre due montate. «Bè, che problema c'è?» - direte voi - «Ne vernicerete due per volta!». In effetti si potrebbe tranquillamente fare ma… sicuramente sarebbe più comodo fare la vernice una volta sola. Sicchè potremmo risolvere il problema smontando due ruote dal pulmino e recuperando i due cerchi mancanti dalla ruota di scorta e da quella donataci dal Diso.

Le ruote del pulmino ce l'ha il pulmino, quella del Diso ce l'ha Piei a portata di mano e invece quella di scorta è ancora da Fulle. Così, con l'aiuto della fida Zafira, Piei sale sul monte e la recupera. Approfitta anche per prendere i vetri, che al più presto andranno montati. Infine riprende anche il simpatico cric di Manetta: un'emulazione dei veri cric da officina ma più piccolino, seppur in grado comunque di alzare pesi notevoli.

Come ricordavamo, la ruota di scorta è praticamente una slick, liscissima! In più è tutta sporca di una granella marroncino/arancione che infestava il vano dove era alloggiata sul pulmino, cioè sotto i sedili dei passeggeri. Quello che ci interessa però è il cerchio, che sembra essere messo molto bene, quasi per nulla arrugginito.

C'è comunque una brutta sorpresa! Quando tanto tempo fa smontammo il pulmino, trovammo molta ruggine sotto alcuni vetri, soprattutto in quelli del lato sinistro. C'era in particolare un deflettore il cui telaietto era completamente mangiato dalla ruggine, tanto che non sembrava più nemmeno un telaietto, perchè spezzato a metà. Gli altri invece ci parsero a posto… o almeno così ricordavamo. In realtà oggi, osservando meglio, è venuto fuori che anche l'altro telaietto del lato sinistro è pesantemente intaccato, seppur meno di quello rotto completamente. Mmmm… un'altra cosa da ricomprare o riparare… mannaggia!

29 ottobre 2008

Son passati ben 12 giorni… quasi due settimane, senza che nessuno di noi si sia fatto vedere in carrozzeria. Non poco… considerando che fino a quel momento si andava su praticamente tutti i giorni.

Dopo tutto questo tempo, Piei torna in officina. Con stupore i carrozzieri lo accolgono molto amichevolmente: «Ohhhh… Avà chi c'è!? Hai visto!?» «Com' va!?» «Co' hai fatto tutto 'sto tempo?» «Ecco qui… vedi! Come al solito c'è l'aspiratore che fa rumore, l'aria compressa… eheh…» «Allora… come ti trovi a tornare al lavoro dopo tanto tempo?»

Dopo i saluti e i sorrisi, Piei, con estrema naturalezza, riprende il pezzo a cui si stava lavorando l'ultima volta (il gancio) e continua a pulirlo. Dopo qualche ora e un po' di sudore, si ritiene soddisfatto e conclude il lavoro spennellando qua e là del Ferox! Paraurti e gancio, cioè tutto ciò che di bianco dovrà essere verniciato, sono pronti! O meglio… sono sverniciati ma dovranno essere adeguatamente raddrizzati e stuccati prima di proseguire con la verniciatura. Questo però compete a chi ha esperienza e maestrìa coi ferri del mestiere.

Prima di tornarsene a casa però, Piei provvede a espletare ciò che è più gradito a Camillo: versare la seconda rata. Centinaia e centinaia di euro di nuovo erogati a favore dei carrozzieri. Ma… siamo ancora a poco più di metà!

17 ottobre 2008

Ancora paraurti anzi, i paraurti sono pronti (per quel che ci riguarda) ma c'è il gancio da traino da ripulire. Il lavoro è già stato avviato nei giorni scorsi ma c'è ancora da fare abbastanza. L'impresa viene iniziata nel primo pomeriggio da Piei e più tardi arrivano a dar manforte Gigio e Enri. In tre al lavoro, eccezionale! Ma c'è da lavorare solo al gancio! E così… tutti e tre abbarbicati sul gancio: chi lo prende da una parte, chi da un'altra, chi dal centro, scambiandosi continuamente di posizione. Quasi un numero da circo.

Smontiamo anche il pomellone, cioè la sfera su cui si appoggia concretamente il carrello. Questa è saldamente vincolata al resto della struttura con un grosso dado (chiave da 32!!!) tenuto fermo da una rosetta elastica e una copiglia! (e voi direte: «E che diavolo è la copiglia!?»… vi lascio il dubbio)

Ma più che altro questo è il giorno in cui si inizia a parlare di soldi! Ci siamo recati al lavoro con una notevole cifra in tasca, pensando di lasciarla come acconto, visto che il pezzo più grosso ormai ci è stato consegnato. Siamo convinti che i nostri 1200€ copriranno circa metà della spesa… Ma… ci sbagliamo! Quando Camillo ci fa vedere il conto rimaniamo un po' perplessi! Del resto però… ci hanno effettivamente lavorato tante tante ore.

L'importante insomma è che abbiano fatto un bel lavoro e su quello credo che non ci siano dubbi!

16 ottobre 2008

Dopo mesi (anzi, direi anni…) che non succedeva, torna una seduta di lavoro notturna. Niente di serio. Giusto un lavoretto ma di notte, come ai vecchi tempi, quando iniziammo il restauro con poche idee ma confuse!

C'è giusto da togliere un po' di carta gommata, rimasta ancora dalla verniciatura. Niente di grave o impegnativo ma se si aspetta troppo poi è una cosa che potrebbe diventare tragica: dopo tanto tempo lo scotch si incolla e incrosta e poi diventa difficoltoso ripulirlo, oltre al fatto che asportandolo si rischia di tirar via anche la vernice.

Una piccola dose di attenzione però serve: la carta gommata da togliere è quella attorno al portellone laterale. Bisogna in pratica aprirlo per poi riuscire a staccarla agevolmente. Il problema è che il portellone scorrevole al momento non è montato su tutte e tre le guide ma solo su due. Cioè, in poche parole, se lo apri, casca! E così, Piei e Enri, con raffinato gioco di squadra riescono a risolvere brillantemente la situazione.

Si approfitta per smontare anche quel pezzo del meccanismo del portellone che è rotto. Gli manca una molla! Per poterci riflettere su e lavorare serve però di averlo su un tavolo, un bancone o comunque un posto comodo. Per smontarlo, stesso discorso, bisogna aprire il portellone scorrevole ma… se lo apri, casca! E allora… in due: uno sorregge il portellone e l'altro svita.

E si conclude con una passeggiata in bicicletta al chiaro di luna! Che bello andare dal pulmino in bici!

14 ottobre 2008

Si continua col lavoro dei paraurti. Ma è un lavoro che ha qualcosa di triste: fino a qualche giorno fa si andava a lavorare "sul pulmino" o, più amichevolmente, "dal pulmino". Da oggi invece no, non più. Per lavorare ai paraurti non siamo andati dal pulmino perchè il pulmino non è più lì! Siamo andati semplicemente e banalmente in carrozzeria!

11 ottobre 2008

Si ritrasporta a casa il pulmino. Momento molto emozionante. Far sfilare questo gioiellino tutto sistemato per la SP424 dà proprio soddisfazione. Sempre il buon Veronesi fa da nocchiero. Oggi è più simpatico e meno enigmatico ma… non ci fa lo sconto che avremmo voluto. Mannaggia!

Comunque tutto scorre liscio e il pulmino viene riposto nel garage della frizzante e disponibile nonna di Piei. Potrà starsene lì tranquillo fino a che non arriveranno tutti i suoi pezzi e sarà ora di montarlo.

Nel pomeriggio vediamo il Diso (ieri abbiamo preso le gomme ma lui non c'era) e scopriamo la soluzione del mistero delle ruote donate, di ieri: quando ha deciso di rottamare il suo VW ha cercato di recuperare tutto il recuperabile. In particolare è andato dal gommista e si è fatto cambiare le gomme seminuove che aveva montate con altre vecchie e brutte. Quelle seminuove le ha poi date a noi. Probabilmente per far prima anzichè cambiargliene 4, gliene ha cambiate 3 e per la quarta hanno montato quella di scorta. Tutto qui.

10 ottobre 2008

Altro giorno lontani dal pulmino ma con la mente sempre là!

Piei e Enri, approfittando di un passaggio dalle parti di San Costanzo vanno a recuperare le ruote che, molto gentilmente, il Diso ci ha donato prima di dare l'addio al suo VW rosso. Ci aspettavamo quattro gomme, su quattro cerchi, con quattro borchie davanti. Invece sono quattro gomme e un cerchio. Non ci sputiamo certo sopra, anzi! Tra l'altro le gomme sembrano anche messe molto bene ma… Non riusciamo a capire: perchè aveva da parte tre gomme più un'altra montata su un cerchio? Vi lascio fantasticare sulla questione!

Nella notte, molto tardi, come si conviene per queste cose, Marta e Dani ci consegnano il simpatico regalo: una piccola rana calamitata, verde come il nostro pulmino! E' il simbolo di Salamanca, città dove hanno soggiornato per un mese e mezzo quest'estate. E' interessante la storia di questa piccola e umile calamita: la Marta l'ha vista quando erano là a casa di una loro amica slovena. Poi tornata in Italia ha pensato che avrebbe dovuto prenderne una per noi, allora ha contattato questa amica e le ha chiesto se poteva comprarne un'altra uguale e poi spedirgliela. Ma… l'amica slovena stava tornando in Slovenia. Così ha fatto appena in tempo a comprarla, è tornata in Slovenia e poi l'ha spedità da lì.

Che avventura! Quanta poesia! Che bello!

9 ottobre 2008

Solo lavoro sedentario oggi e solo nei ritagli di tempo. Lo studio e il lavoro "vero" non ci lasciano troppo tempo libero…

Otteniamo però una notizia importante: sabato 11 alle 10:30 l'autotrasportatore ci riporterà a casa il pulmino! Che bello! Una domanda forse vi sta sorgendo spontanea, miei cari lettori: "ma… a casa dove? A casa di chi?" Dite bene! Da chi? Dove? Di nuovo da Fulle o no? Eheh… per ora non posso e non so svelarvi il mistero! Vi lascio con un po' di sana suspance.

Sempre rimanendo sedentari, riceviamo anche un'altra bella notizia: pare che Marta e Dani abbiano un altro simpatico regalino da consegnarci. Che gentili! Ma anche qui… quando avverrà la consegna? Domani? Dopodomani? Quando capita? Mai!? Eheh… di nuovo mistero miei cari!

Hihihi…

8 ottobre 2008

Si continua con i paraurti! E la fatica si fa sentire… Ma… perchè dovrebbe farsi sentire la fatica!? E' da un mese e mezzo che lavoriamo senza sosta. Le mani e il fisico dovrebbero essersi abituate fin troppo bene anche a molte ore di carteggiatura… Mah, in effetti è misterioso. Fatto sta però che oggi la fatica si è proprio fatta sentire!

Sarà perchè in effetti era da qualche giorno che non si carteggiava più, presi dai lavori di incartamento e verniciatura. Sarà che lavorando ai paraurti, posizionati sui cavalletti, si sta sempre a testa china e dopo un po' viene un gran torcicollo. O forse sarà per una motivazione puramente psicologica: abbiamo in mente che ormai il lavoro è finito a meno di piccoli dettagli, cioè di 'sti paraurti e invece ci rendiamo conto che 'sti cosi non sono poi così piccoli e c'è da sfregare ancora per parecchie ore. Insomma… diciamo che all'inizio eravamo di fronte a un lavoro grandissimissimo (il restauro ndr), ora il lavoro grandissimo l'abbiamo fatto ma c'è rimasto ancora un lavoro grande.

Inutile dire che… non ci fermeremo ora! Sostenendoci l'un l'altro e pensando sempre a come sarà bello quando il pulmino sarà in strada tutto bello luccicante, ci faremo coraggio e concluderemo!

Prima di chiudere bottega copriamo il pulmino con un telo di nostra conoscenza (cfr diario, 4 maggio 2007 ndr), tempestivamente recuperato e rispolverato. Non arriva a coprirlo tutto ma speriamo che gli sia perlomeno di conforto, per aiutarlo a sopravvivere in questo terribile ambiente abitato da polveri malefiche e appiccicose.

7 ottobre 2008

Dopo qualche giorno di ferie, Piei torna dal pulmino, "invero un po' emozionatino" (come avrebbe detto Gaber). Il pulmino è al centro dell'officina, tutto lustro e lucente. Sembra una star. Quasi intimorisce il nostro misero carteggiatore, che non può fare a meno di indugiare a lungo sull'osservazione da ogni angolazione del suo paziente. Lo guarda, lo tocca, lo accarezza, lo fotografa… E solo dopo molto tempo torna in sè per fiondarsi sul prossimo importante e impegnativo lavoro da compiere: la preparazione dei paraurti!

Essi non sarebbero nè molto rovinati nè difficili da carteggiare ma… la ruggine li ha intaccati un po' ovunque, a macchia di leopardo. Non è certamente arrivata a bucarli (e come potrebbe? Su una lamiera di quello spessore…) ma… questa ruggine diffusa costringe a effettuare una pulizia praticamente completa di tutto il pezzo. Di solito è sufficiente carteggiare fino a scoprire il metallo vivo solo nei punti arrugginiti, ma… siccome qui i punti arrugginiti sono dappertutto… in questo particolare caso bisogna carteggiare tutto! E allora, come un sabbiatore senza sabbiatrice, il nostro indomito Piei si mette a lavorare senza sosta, fino a quasi concludere il paraurti anteriore ma… l'ora di chiusura lo ferma! Dovrà finirlo prossimamente… E vabè, nessuno si è immaginato che questo restauro fosse un lavoretto di poco tempo.

Camillo, incredibilmente di buon umore, ci fa capire che è meglio se il pulmino lo portiamo via. Dice che un posto in carrozzeria si troverebbe anche ma poi con le polveri e tutto il resto andrebbe a finire che si sporcherebbe tutto. Quindi se possiamo portarlo via tanto meglio! Si ricontatterà il mitico ed enigmatico autotrasportatore dell'andata! Tra l'altro sembra che debba fare un viaggio verso la carrozzeria sabato 11. Potremmo approfittare e fargli portar su l'altro mezzo e ritornare a casa con il nostro sulle spalle. Gli risparmieremmo un viaggio e forse anche qualche soldo (noi)!

4 ottobre 2008

Oggi nessuno di noi si reca materialmente al lavoro, anche se la voglia di vederlo verniciato è grande. Ci si dedica al lavoro sedentario: ricerca in internet di ricambi, spiegazioni, particolari che non tornano. Piei prepara una lista dettagliata di tutti i pezzi mancanti. Dopo averla visionata ben bene e corretta, verrà mandata ai ricambisti italiani per la richiesta dei preventivi. In internet riesce anche a chiarire il funzionamento di una parte dei meccanismi del portellone scorrevole che, così com'era, sembrava mancante di una molla. I massimi esperti del forum dell'MKC confermano che lì c'era una molla… Ora bisogna vedere se si riuscirà a trovarne una che possa andarci bene.

3 ottobre 2008

E' il giorno della ultima verniciatura e lo si intuisce sin dal mattino: i carrozzieri hanno iniziato l'impacchettamento. Un occhio inesperto stimerebbe che dall'inizio dell'impacchettamento alla verniciatura passino poche decine di minuti, massimo un'ora. In realtà i tempi sono molto più lunghi. Ci vogliono ore per incollare tutta la carta gommata e tutta la carta per chiudere ogni buco e ogni apertura interdetta alla vernice. Non tutto quanto va incartato perchè il volante e le ruote servono libere per poterlo poi spostare in forno. Una volta che è dentro, dopo aver incartato le ultime cose, bisogna pulire bene bene tutto il pulmino; sfregarci l'antisilicone (per evitare poi che si creino buchi nella vernice); pulire di nuovo; spruzzare un po' di antiruggine nei punti dove si è riscoperta la lamiera durante la carteggiatura del fondo e… a questo punto, e solo a questo punto, si vernicia! E invece no! Anche i nostri occhi esperti (eh…esperti 'na mucchia!) si stavano dimenticando un passaggio: il mastice. Bisogna applicarlo in tutti i punti dove c'era prima e dove è stato asportato dalla carteggiatura. Il mastice viene messo nelle giunzioni delle lamiere. In tutte le righe dove le lamiere si uniscono con saldature, viene messo del mastice per assicurare la tenuta stagna. Questo va fatto dopo aver pulito il pulmino con l'antisilicone.

Tra una cosa e l'altra, Camillo inizia a verniciare alle 18 passate e il pulmino si colora tutto di verde. Che bello! Nel frattempo iniziamo a preparare i paraurti, prossima cosa da verniciare.

Le cose degne di nota della giornata sono che Piei ha collezionato ben due bernoccoli da altrettante testate date contro gli sportelli anteriori mentre appiccicava della carta gommata a protezione delle ruote. Questi si aggiungono al dito maciullato e danno altri preziosissimi punti per poter diventare un eroe ricordato dai posteri.

Altra cosa curiosa è l'esistenza della festa degli autoriparatori che cade ogni primo lunedì di ottobre. Per questo forse la carrozzeria lunedì 6 sarà chiusa… o forse non sarà proprio chiusa ma poi loro dovranno andare al megapranzo di pesce con tutti i carrozzieri, meccanici ed elettrauti della zona.

Infine viene confermato il sospetto che da alcuni giorni aleggiava nelle nostre menti: forse quello che noi chiamiamo verde carolina, non si chiama in realtà così. Da ricerche in internet il suo nome è questo ma… nell'archivio di Camillo l'L62D è denominato caloforniangrün, cioè verde californiano, presumiamo. Mmmm… c'è una bella differenza!

2 ottobre 2008

Dopo giorni e giorni in cui la giornata era sempre coperta interamente da Piei, oggi ci si reca dal pulmino solo nel pomeriggio. Lo troviamo proprio sulla porta. Probabilmente perché gli altri lavori, tra cui il camion, avevano bisogno di spazio di manovra… ma sembra proprio che vogliano toglierselo dalle balle! I lavori sono però ormai avanzati e ciò ci fa pensare che questa apparente avversione è da valutare positivamente: vogliono vederlo finito e fiammante al più presto!

All'arrivo c'è anche un'altra sorpresa: la serratura della portiera del guidatore, che Piei ieri aveva messo a bagno nel diluente per pulirla perbene, è fuori dal barattolo ed è tutta sfumata di giallo. Camillo deve aver pulito la pistola che ha usato per verniciare il camion spruzzando proprio sopra alla nsotra povera serratura. "Ma cavoli… non posso lasciarli soli un attimo questi carrozzieri!" - pensa Piei.

Dopo aver pulito le ultime serrature e meccanismi, si iniziano a montare gli sportelli. Sembrerebbe un'operazione semplice, complicata solo dal fatto che bisogna essere almeno in due perchè c'è sia da sorreggere il peso che da avvitare le viti. Invece è più difficile del previsto: gli sportelli vanno registrati! Che brutta parola… lo so, miei cari lettori… In pratica significa che i fori dove vanno avvitate le viti hanno un po' di gioco e possono spostarsi un po' più in alto, più in basso e più avanti o più indietro. Così si può regolare lo sportello. Detto così sembra un'opzione utile e in effetti così è ma richiede una grande cura nel montaggio. Se infatti si sbaglia e si mette troppo avanti, troppo indietro, troppo in alto o troppo in basso, non solo può accadere che lo sportello sia leggermente storto ma anche, purtroppo, che punti e raschi quando lo si vada a chiudere.

E infatti… montiamo lo sportello del portabagagli… uno tiene fermo, l'altro sposta lo sportello in qua e in là fino a trovare i buchi, inserisce le viti, le stringe… tutto sembra a posto. Andiamo per chiudere, delicatamente e, a un certo punto, SGRRR!!! Ci fermiamo subito, evidentemente è registrato male… ora lo risvitiamo e lo spostiamo un pelo… ma… un po' di vernice è andata. Porca miseria! Qui bisognerà fare un ritocco col pennello…

Dopo questo sfortunato esordio, si continua con gli altri sportelli con maggior attenzione e un numero più alto di operatori. Si arriva al critico punto in cui c'è qualcuno che lavora e molti, troppi che aiutano, cioè… che stanno a vedere! Anche se i morsi della fame si fanno sempre più forti e l'ora di cena si avvicina inesorabilmente, riusciamo a concludere il montaggio di tutti gli sportelli in giornata. E… adesso viene il bello, anzi… domani!

1° ottobre 2008

Il pulmino viene estratto dal forno ma… chi va a verniciarsi perde il posto dove adagiarsi! E infatti il posto dove di solito stava, gli è stato fregato dal camion giallo, su cui è catalizzata l'attenzione dei carrozzieri in questi giorni. Così viene messo in mezzo all'officina, un po' a impicciare ma in bella vista per tutti i clienti che arrivano.

Camillo si mette a preparare il davanti delle portiere che poi verranno montate e verniciate insieme al resto del pulmino. Nel frattempo Piei pulisce le serrature, che ci serviranno per tenere su gli sportelli: il grasso dopo tanto tempo anzichè rendere più fluidi i meccaanismi, li blocca. Allora è necessario pulire in ogni buchino con svitol oppure con il versatilissimo e famosissimo diluente e poi… funziona, in teoria. Vedremo un po'… Per prima cosa comunque Piei riesce a riparare la serratura del portellone del portabagagli. Prima si poteva inchiavare semplicemente girando il pulsante, senza chiave. Ora è stato ripristinato il funzionamento giusto, si inchiava e si schiava solo con la chiave!

Tra gli avventori dell'officina, oggi c'è anche Paolo. E' un ragazzo che ogni tanto capita e che ci viene sempre a "dar da dire" incitandoci, consigliandoci, facendo apprezzamenti e anche proponendo l'acquisto del pulmino. Questa mattina ha addirittura il privilegio di scattare una foto nel posto di guida!

Ci sono altri lavori da sbrigare in officina e perciò il pulmino viene lasciato un attimo indietro. Ma i nostri eroi non perdono tempo e radunano e rimontano tutto il necessario per far star su e chiuse le porte. Così poi si potrà passare all'ultimo atto: la verniciatura di tutto l'esterno, sportelli compresi.

30 settembre 2008

Contro ogni legge probabilistica, anche oggi la "colazione della carrozzeria" c'è! Pane e mortadella! Viene però servita un po' più tardi e quindi Piei riesce a mangiarla più volentieri, come spuntino di metà mattina. Nel pulmino viene ultimata la preparazione dell'abitacolo, togliendo l'ultima colla e carteggiando e feroxando i punti arrugginiti. Poi si impacchetta tutto. E' un impacchettamento un po' più complesso del solito visto che, oltre a vetri e buchi, vanno impacchettati anche pedali, cambio, freno a mano, volante ecc…

Tornando per la pausa pranzo, Piei può portare a casa, con estrema fierezza, alcuni pezzi del pulmino, ormai finiti di verniciare. Sono i due profili laterali e la griglia anteriore. Ora riposano in pace nel garage insieme agli altri pezzi del pulmino.

Nel pomeriggio si conclude l'impacchettamento e Camillo, che oggi era molto scazzato e non ha fatto praticamente niente tutto il giorno, si mette all'opera. Mettiamo il pulmino in forno e lo puliamo ben bene con aria e antisilicone. Poi Camillo spruzza un po' di antiruggine e procede con la verniciatura dell'enorme tetto, dell'abitacolo e di tutte le battute.

29 settembre 2008

Ogni tanto accade (da studi statistici, di media una volta a settimana ndr) che in officina venga servita la colazione. Cioè qualcuno va a comprare pane e companatico (qualcosa di salato, anzi… qualcosa di carnivoro ndr) poi si fa una pausa nel lavoro e si mangia tutti insieme, lubrificando con acqua o vino. Questa simpatica e piacevole usanza cela però risvolti meno piacevoli, per i nostri eroi: si sa che capita più o meno una volta a settimana ma non si sa quando sarà di preciso. Così tutte le mattine, prima di andare al lavoro, la colazione si fa bella abbondante per poter arrivare al pranzo e… se poi c'è anche "la colazione della carrozzeria"!? Bè… rifiutare non si può perchè sta brutto, così si prende sempre qualcosa.

Stamattina "la colazione della carrozzeria" c'è e addirittura oggi il menù prevede pane e porchetta. Piei ha ancora lo stomaco pieno da un'abbondante cena ma di no non può dire e così… aggiunge un altro bel mattoncino sullo stomaco, incitato da "Magna magna! Chè poi c'è tanto da carteggià!".

Come previsto, in mattinata Camillo crea il verde da noi scelto, grazie alla ricetta fornitagli dal computer e utilizzando le misteriose sostanze del suo laboratorio da piccolo chimico. Più tardi entra nel forno e si mette al lavoro sull'interno degli sportelli anteriori, dello sportello del motore e su altri pezzetti che vengono appesi, per consentire di verniciarli davanti e dietro in una volta sola. Per prima cosa dà una spruzzatina di antiruggine per coprire i punti dove, carteggiando il fondo, si è riscoperta la lamiera. Poi procede con la vernice. Nel pomeriggio i pezzi vengono estratti dal forno (per lasciar posto a un'altra verniciatura) e sono lasciati asciugare vicino alla porta, dove il calore del sole e l'aria sono più vigorosi.

Nel frattempo si prepara il pulmino per il passaggio successivo: la verniciatura dell'abitacolo, delle battute delle porte e del tetto. Gabriele si occupa della delicata carteggiatura del fondo, con carta fina. Piei invece della preparazione dell'abitacolo, che prevede carteggiatura dei punti arrugginiti e pulizia della colla che teneva il rivestimento originariamente esistente.

Anticipando il consiglio di Gabriele (che è solito dire, in praticamente ogni situazione, "lì… 'i dai 'na botta sal diluente e 'n penell' o 'no stracett' e sei a post'!" ndr), Piei si procura un po' di diluente, un pennello e uno strofinaccio e incomincia a pulire le parti sporche di colla. Si tratta di un lavoro infame che appiccica tutte le mani e che soprattutto porta via tantissimo tempo. Ma come tutti i lavori sporchi, qualcuno dovrà pur farlo!

Non si riesce a concludere la preparazione in giornata ma è solo questione di ore!

Lavori urgenti in officina pare che non ce ne siano, a parte un camion giallo che però a Camillo non "aspira" molto, quindi molto probabilmente il pulmino sarà concluso nei tempi più brevi possibili.

27 settembre 2008

In questi ultimi giorni si va avanti a ritmo notevole. Camillo, mosso da un'altra delle sue frasi cult ("Qui en finim più! Se en incominciam' a fa' qualcò, non finim più. Capit'?"), sta andando a tutta. Siamo ormai al forno, che, come è noto, è l'ultimo passo. Di strada da fare ce n'è ancora tanta però. Non si può verniciare tutto in una botta sola ma un po' per volta, nella sequenza giusta. Già, ma… qual'è 'sta sequenza giusta? Noi di esperienza non ne abbiamo e siamo nelle mani dei carrozzieri, che però sono un po' enigmatici e perciò ancora non abbiam capito come si snoderà il lavoro. Ma oggi qualcuno ci ha illuminato: Gabriele, simpatico e gentile come sempre, ma ormai anche con una certa confidenza nei nostri confronti, visto il mese passato a lavorare insieme. In sostanza ci ha svelato la sequenza. Ve la riporto qui…

Dopo aver dato a tutti i pezzi antiruggini e fondi, si procede con la verniciatura iniziando dagli interni, cioè pavimenti, soffitti (tecnicamente si chiamerebbe cielo) e pareti e tutte le parti interne degli sportelli. Poi si verniciano tutte le battute, cioè i bordi della carrozzeria su cui chiudono le porte. Infine si montano tutti gli sportelli e si vernicia l'esterno. In questo modo si evita che ci siano variazioni di colore o lucentezza tra le varie parti.

Nel nostro caso iniziamo dagli interni della parte posteriore, lasciando quelli dell'abitacolo al secondo passaggio. Questo perchè c'è differenza di colore. Quindi prima si fa il dietro tappando il davanti e poi il davanti tappando il dietro.

Non so quanto possa interessare al lettore questa approfondita spiegazione, ma a noi è sembrata molto interessante e l'abbiamo ascoltata molto volentieri.

Oggi, dopo che Gabriele aveva dato l'antiruggine a tutto l'interno posteriore, Camillo ha finito il lavoro spruzzando il beige L275. Sono stati ripassati anche gli sportelli che ieri non si erano asciugati bene.

Ora col beige abbiamo fatto… una giornata e mezza di riposo e si riprende lunedì… col verde!

26 settembre 2008 ore 15:00

Qualcosa di rumoroso accade nell'officina: Piei, per poter carteggiare in un punto altrimenti poco accessibile, tira su i supporti del portellone posteriore. Essi sono dotati di molle potentissime e per questo sono tra le cose più pericolose al mondo. Piei lo sa e perciò fa attenzione. Vorrebbe alzarli senza fare il botto, delicatamente…

Il primo va.

Il secondo sfugge.. SBAM! Un guanto rimane impigliato.

Piei estrae la mano. «Fiuuu… è andata bene. Potevo perderci un dito!» - pensa.

Ma subito dopo si rende conto che percepisce un certo dolore. E infatti… il dito c'è ancora. E' stato solo un colpo di striscio. Ma c'è anche una ferita bella profonda! Tra l'altro ora gli gira un po' la testa… Si va immediatamente a lavare e chiede un cerotto. Gabriele gli dà una mano nella medicazione, serrando la fasciatura con un poetico pezzo di carta gommata. Poco dopo Fulle lo accompagna al pronto soccorso, per sicurezza… Ma è tutto a posto! Bene… tutto è bene ciò che finisce bene!

Poco più di un'ora dopo Piei è di nuovo a lavorare, coi guanti che nascondono la fasciatura. Come nuovo!

Ora c'è da concludere in fretta la preparazione dell'interno: Camillo vorrebbe verniciarlo domattina! Così Piei, Fulle e Manetta si mettono tutti e tre di gran lena, con macchinette e carta e cercano di fare tutto il possibile. Nel frattempo Gabriele chiude un piccolo buco che si trovava all'interno della presa d'aria destra con della vetroresina e dà qualche consiglio per aumentare l'efficienza della carteggiatura. Ma per arrivare a una pulizia ottimale (quella tanto vituperata da Camillo con frasi ormai diventate cult come "Ma vo' set' trop' precisi") servirebbe più tempo. Nonostante il massimo impegno, i nostri eroi non riescono! Arrivano comunque a un ottimo risultato. Poi una bella spolverata e si spinge il pulmino dentro il forno. Domattina si vernicia dentro!

26 settembre 2008

Piove pure oggi ma noi stiamo dentro quindi... chi se ne frega? Comunque è il gran giorno degli sportelli. Nella mattinata vengono sistemati su numerosi cavalletti e si spruzza il primo strato: antiruggine sulla parte interna e, dopo un po', fondo (verde) sulla parte esterna. Nel frattempo si lavora alla preparazione degli interni, che saranno la prossima cosa da trattare.

Da segnalare l'inaspettato apporto di Panossi (celebre personaggio sanmichelese ndr) ai lavori: trovandosi in officina per sistemare la sua auto, si è messo poi a carteggiare una parte del fondo del pulmino, mentre discorreva con Camillo. Mitico!

Nel pomeriggio si passa subito alla vernice. Entra in scena il tanto atteso forno! Vi vengono sistemati i due sportelli posteriori per stendere la vernice interna.

Piei ha trovato su internet il codice del colore originale. Pare che sia un L275. Camillo non ne è del tutto convinto ma è fiducioso. Digita il codice nel suo computer di bordo e gli appare la ricetta di un light beige del 1954. E' lui! Così si procede con la verniciatura.

25 settembre 2008

La giornata inizia con un violento temporale. Le tre porte dell'officina, che fino a qualche giorno fa erano tutte spalancate ma ciò non bastava ad alleviare il gran caldo, sono tutte chiuse. Durante la giornata, con intenso lavoro (dalle 8:30 alle 19:15), viene conclusa la preparazione degli sportelli. L'ultimo rimasto da concludere era il portellone scorrevole. Ha svariati punti arrugginiti che possono essere lavorati solo a mano e che, per quanto ci si sforzi, non si riescono a pulire del tutto. E' proprio maledetto! Del resto, chissà quante volte avrà subito imprecazioni da inesperti passeggeri, che non riuscivano a chiuderlo!? Un classico…

24 settembre 2008

La preparazione degli sportelli e di tutto ciò che dovrà essere pitturato di verde volge al termine. Tra ieri e oggi Ricci e Camillo hanno sistemato mirabilmente gli squarci che si trovavano nei due sportelli anteriori. Una bella pezza metallica, svariati punti di saldatura e dello stucco hanno fatto le portiere nuove!

Carteggiando è venuto fuori che nel lembo inferiore dello sportello destro c'era una riparazione, una bozza sistemata con dello stucco. In effetti quello sportello era di un verde un po' diverso…

Si è iniziato anche a carteggiare gli interni. Già che ci siamo, riverniceremo anche questi ma non c'è bisogno di usare la stessa cura degli esterni. Infatti si tratta di zone che poi saranno coperte da tappeti o pannelli in legno. E' sufficiente togliere e fermare la ruggine, tutto qui.

22 settembre 2008

E' un giorno molto importante: il nostro webmaster Ser incomincia a intraprendere il lungo cammino che lo porterà a diventare ingegnere informatico. Ciò fa sperare che webmasterizzerà sempre meglio. Ma… non solo! Questo è un giorno ancora più importante perché è il giorno della fondamentale riunione dove vengono decise le sorti del pulmino: il colore e la personalità che d'ora in poi dovrà assumere. Tempo e tempo fa avevamo deciso di farlo bicolore, sopra bianco e sotto verde. Ora si è un po' cambiato idea, perchè monocolore costerebbe meno e anche perchè sarebbe più in linea con ciò che era realmente. Il colore originale però non gustava a tutti… Alla fine si è scesi al compromesso dell'L62D, cioè carolinagrün, verde carolina! E' molto simile all'originale (L63H - taigagrün)ma leggermente più chiaro e brillante; o perlomeno speriamo che sia così… sapete, la stampa sul cartoncino a volte fa un effetto un po' diverso rispetto alla realtà. Comunque questo L62D è un colore che venne usato per maggiolini e pulmini nell'anno 1977, come riportato qui.

Eheh ragazzi… qui si fa sul serio!

Mentre si parla, si discute e si sceglie, i carrozzieri continuano a lavorare: Gabriele raddrizza e prepara gli altri pezzi. Sono già pronti i due profili che vanno montati posteriormente, sotto i vetri più indietro e lo sportellino del motore. Quasi pronta la griglia anteriore e il portellone del bagagliaio. In lavorazione il portellone laterale. Nel frattempo Camillo sta carteggiando il fondo con una carta fina e sta rimettendo qua e là un pochino di stucco per arrivare ad avere una base perfetta su cui poi verniciare.

Infine si incominciano a guardare gli sportelli anteriori e… c'è una brutta sorpresa! La parte bassa di quello dell'autista è tutta squarciata: l'acqua che in 30 anni è entrata dal finestrino, ha mangiato tutta la lamiera. Situazione molto simile a quella che c'era sotto il parabrezza, ma ci spaventiamo un po' di meno, ripensando all'ottimo lavoro che i nostri carrozzieri sono riusciti a fare là.

19 settembre 2008

E' il gran giorno! Davvero storico! Dopo anni di lavoro blando e quasi un mese di lavoro intensissimo, verrà finalmente coperto tutto. L'emozione è grande.

Nella mattinata, dopo aver di nuovo per sicurezza spolverato tutto, Camillo stende l'antiruggine. Il pulmino si colora di grigio, ma non proprio uniformemente: l'antiruggine va spruzzato solo dove è stato sverniciato e non anche nei punti dove c'è stato messo lo stucco o dove è stata lasciata la vernice vecchia. Dopo aver dato questo velo leggero di antiruggine, lo lasciamo un attimo in pace, per farlo asciugare e per far gustare al nostro compagno di viaggi il suo nuovo vestito intimo che gli protegge le parti più imbarazzanti.

Nel pomeriggio, si procede subito col fondo, ciò che dovrà fare da base alla vernice vera e propria. Questo va steso su tutta la carrozzeria e anche abbondantemente, per poi far da letto allo strato finale. Si sceglie di usare un fondo di colore verde, in modo che poi la vernice farà prima e meglio a coprirlo. In poco tempo tutto il pulmino diventa fosforescente. E' proprio bello. Lo guardiamo ammirati e con profonda stima nei suoi confronti (del pulmino, non di Camillo ovviamente ndr). Poi Camillo passa e ripassa più e più volte fino a buttarci ben 4kg di fondo. Il pulmino è visibilmente appesantito; si vede dalle sospensioni. Ma è anche felice: ora ha addosso un cappotto bello sostanzioso e protettivo.

Ora si procede con gli sportelli e tutti i pezzi che avevamo smontato. Vanno preparati (cioè carteggiati, raddrizzati e stuccati) per antiruggine e fondo pure loro. Ma… il grosso è fatto, l'entusiasmo è alle stelle e adesso è tutto in discesa!

18 settembre 2008

Viene ultimata la copertura di tutti i punti da non raggiungere con la vernice. Poi, con abbondante aria compressa e con uno straccetto pulito, Piei pulisce per benino ogni parte della carrozzeria. Ora siamo davvero pronti!

La stesura dell'antiruggine è prevista per il pomeriggio ma poi altri lavori urgenti in carrozzeria fregano questo onore al pulmino. (in particolare c'era un pulmino grosso il doppio del nostro da ritoccare)

17 settembre 2008

Dopo aver dato tutto il possibile, cioè raschiato e riraschiato ovunque, rimangono ancora dei punti marroni, con della ruggine, ma sono proprio inaccessibili. Nè col frullino, nè con la spazzola, nè a mano, nè con dischi rotanti di nessun tipo si riesce a raggiungerli. Qui si agisce con il Ferox, anzi, per la precisione noi abbiamo usato il Neofer, cioè un prodotto di una marca concorrente. Si tratta di un convertitore di ruggine. Attacca la ruggine e la trasforma in una gomma nera. C'è qualche dubbio sulla sua reale efficacia ma… dove si riusciva a toglierla manualmente, è stato fatto. E… in questi punti si farà così. Tanto sennò cosa vuoi fare!?

Nel pomeriggio viene iniziata la fase finale di preparazione alla verniciatura. Con grandi fogli di carta e con la carta gommata per incollarli, si coprono tutti i punti che non devono essere verniciati. Cioè tutto il sotto (ruote, marmitta, motore e scatole e carter vari che sporgono un po'). Poi chiudiamo tutti i finestrini per evitare che la vernice entri.

16 settembre 2008

La preparazione è sempre più avanzata. Il pulmino è ormai quasi tutto maculato. Un po' bianco, un po' giallo, un po' grigio, un po' verde… Cioè in alcuni punti, dove c'era ruggine, è stato necessario raschiare fino a scoprire il metallo; in altri è stato sufficiente solo dare una carteggiatina per renderlo opaco e per far poi aggrappare meglio le vernici; in altri ancora, dove non era chiaro se ci fosse ruggine nascosta o meno, si è tolto lo strato verde di vernice e si è scoperto lo strato bianco o quello grigio, rispettivamente il fondo e l'antiruggine originali; in altri infine è stato steso dello stucco (che potrebbe essere di colore bianco o giallo) perché la lamiera non era lì ben dritta o a causa di una bozza o a causa di una raschiata troppo pofonda per togliere la ruggine. Anche il tetto è stato carteggiato, c'erano lassù parecchie bolle rugginose da togliere.

Oggi si fa un secondo carico: con il capiente fiorino di Fulle, portiamo su gli sportelli mancanti e i paraurti.

8 settembre 2008

C'è chi si dedica di nuovo al nostro furgoncino. In particolare Gabriele sistema, con stucco sapientemente steso e rifinito, l'angolo posteriore destro, affetto dalla bozza di cui si è già parlato, da altre bozzette minori e da un brutto buco, che è stato saldato da qualche giorno.

2 settembre 2008 ore 10:45

Un triste giorno: il VW rosso del Diso (parroco di San Costanzo) viene rottamato. Nessuno lo salva dalla forca e… forse è giusto così… chi lo sa!? Comunque da oggi il "Ferrarino" non c'è più. O meglio… qualcosa è rimasto: il Diso ci ha tenuto da parte le ruote, compresi cerchi e borchie. Nonostante si trattasse del modello di pulmino successivo (T3) aveva le ruote e le borchie uguali. Ci faranno molto comodo, visto che le nostre sono messe male. Cercheremo però di usufruirne donando sempre un pensiero al compianto Ferrarino. (possiamo ricordarlo insieme qua)

1-6 settembre 2008

Settimana di fuoco! Sia a causa dell'incredibile strascico di caldo afoso, insolito e insopportabile per essere a fine estate, sia per la carrozzeria che si ritrova oberata di lavoro. Tutta colpa di un camion, un camion vero, grosso… che occupa metà della già grande officina. Deve fare alcuni ritocchi al cassone e ha anche una certa urgenza. Arriva il mercoledì ed è da consegnare entro sabato. Tutti i carrozzieri e gli aiutanti si dedicano a questo grosso lavoro, con attrezzi a volte inadeguati, come la scaletta da cui non si può arrivare alla cima del cassone… Il pulmino a cui a inizio settimana sono stati chiusi, tramite saldatura, alcuni buchi, rimane sotto le cure di Piei e Fulle, che hanno anche il compito di tirargli su il morale. Ha avuto un grosso schiaffo passando dal più grande della carrozzeria a una formichina rispetto all'enorme e arrogante camion.

In questi giorni, dallo studio della targhetta denominata "M-code", Piei scopre che il nostro pulmino è nato esattamente il 21 aprile 1976. Questo significa che avevamo festeggiato il compleanno il giorno sbagliato… ma, a parte questo, è una bella notizia! Ci fa entrare in sintonia ancora di più con lui!

29 agosto 2008

Dalla postazione che lo vedeva in mezzo a due vecchie Fiat, il pulmino viene spostato dall'altra parte della carrozzeria. Si tratta dell'angolo appositamente attrezzato per la preparazione dei mezzi. Ha un paio di grossi aspiratori a parete, che servono per portar via la polvere alzata dalla carteggiatura di ruggine e stucco. La zona è isolabile dal resto dell'officina tramite grosse tende di plastica, così da consentire di dare antiruggine e fondi a spruzzo, senza verniciare l'intero parco macchine presente all'interno del capannone. Infine ha comode prese per aria compressa e corrente elettrica.

Venuto il momento di carteggiare lo stucco dato al profilo del parabrezza e trattandosi di un'operazione che fa molta polvere, era il caso di avvicinarsi agli aspiratori.

28 agosto 2008

Nei primi giorni di lavoro sono quasi esclusivamente i nostri eroi a grattare il pulmino. I carrozzieri veri hanno molto da fare; sono l'unica carrozzeria non in ferie della zona e perciò hanno molto lavoro da smaltire e… i restauri non urgenti possono tranquillamente aspettare. Ogni tanto passa il carrozziere e dice che noi siamo troppo precisi, che così non finiamo più. Solo critiche distruttive… mai un complimento, niente… Ma… lo sapevamo già che in questo mondo è difficile sopravvivere, in qualsiasi realtà ci si cali.

Negli ultimi giorni però Camillo ha trovato un po' di tempo per sistemare il pezzo più danneggiato e cioè la parte sotto al parabrezza. Dopo averla pulita per bene con un frullino e dopo aver saggiato lo spessore della lamiera con un cacciavite, cercando di bucarla in tutti i punti dove fosse più sottile, ha ritagliato tanti pezzetti di lamiera nuova, li ha piegati e modellati in modo da farli adagiare comodamente sul profilo da ricostruire e li ha fissati con qualche punto di saldatura. Successivamente ha continuato il lavoro con la saldatrice, attaccandoli completamente lungo gli interi spigoli e poi ha ripulito nuovamente tutto col frullino, cercando di spianare le asperità. Infine ha steso lo stucco sull'intera parte. Esso andrà carteggiato a lungo fino a riottenere il profilo con la giusta curvatura e senza sporgenze o affossamenti. Purtoppo non esiste documentazione fotografica delle fasi di questo affascinante lavoro.

Ora che i lavori sono avviati, ogni tanto Camillo ci ricorda che "no oggi o domani" ma presto dovremo iniziare a portare in officina anche gli sportelli e tutto ciò che andrà verniciato. Così nel pomeriggio del 28 agosto Enri e Piei tornano al capannone di Fulle e fanno un carico di sportelli, con la gloriosa Zafira. Riescono a consegnare in un solo viaggio i due sportelli anteriori, lo sportellino del motore e la parte che copre la guida del portellone laterale e quella simmetricamente opposta.

Più tardi il carrozziere inizia a tirar su qualche bozza. In particolare si dedica a quella più vistosa che si trova nell'angolo posteriore destro. Quando prendemmo il pulmino, due anni fa, appariva chiaramente che in quel punto ci fosse qualche problema: non era bozzato ma era verniciato con una vernice di un altro verde, segno di grossolano ritocco di carrozziere. Poi carteggiando scoprimmo che sotto c'era una grossa bozza, risistemata con solo stucco, tantissimo stucco. Camillo ci ha detto di ripulirla da tutto lo stucco e ora tira su la lamiera. Non si può fare smartellando da dentro perchè è una parte scatolata, cioè non è quella lamiera che separa il fuori dal dentro del pulmino ma in quel punto ci sono due lamiere separate da un'intercapedine d'aria. Si adopera quindi un interessante attrezzo con una lancia che si attacca elettricamente alla lamiera e poi consente di tirare da davanti! Il pulmino però è un duro e non si lascia piegare! Ha la lamiera più spessa di quelle delle auto moderne e quell'attrezzo è per le macchine di oggi. Questo dà non pochi problemi al carrozziere, a cui si stacca sempre 'sta lancia prima che sia riuscito a tirar su qualcosa. Alla fine comunque la bozza non c'è più, anche se la lamiera non è perfettamente dritta come una volta. Ci vorrà un pochino di stucco per riportarla alla forma perfetta…

20 agosto 2008

Piei alle 8:00 è pronto in carrozzeria. Si aspetta di far vedere ai carrozzieri il paziente e di parlarne un attimo insieme. Presto dovrebbe arrivare anche Enri… Così saremo anche più recettivi alle loro indicazioni. Ma… non ha ancora capito che Camillo non è così facile da capire. E' difficile decodificare i messaggi, intendersi… Bisogna essere sulla stessa lunghezza d'onda e ci vorrà un po' di tempo. Comunque Camillo porta un po' di carta vetrata e dice: «Bò… Co' poi fà? Inizia a rotà (cioè "carteggiare" o "sverniciare" ndr) da qualch' part'! Tò! Usa la carta, la spazzola, il cacciavite. Quel che voi!».

Il pulmino è di fianco alla carrozzeria, all'aperto. Bisognerà trovargli un posto al chiuso se non vogliamo che la ruggine ci segua e si impossessi di tutto quello che sverniciamo. Camillo però ci dice che finchè è mattina ci conviene lasciarlo lì che è più fresco e si lavora meglio. Poi nel pomeriggio si metterà dentro.

Infatti nel pomeriggio viene spostato all'interno tra altre due glorie del passato, due Fiat. Una 1100 e una 500! Ci sembra proprio l'ambiente giusto!

19 agosto 2008 ore 20:00

Dopo essere andati nel pomeriggio a estrarre il pulmino dalla polvere e a sistemarlo nella posizione più comoda per il carico, Enri e Piei sono appostati davanti a casa dell'autotrasportatore. Ci si presenta, lui attacca il carrello al suo furgone, prende tutto il necessario e partiamo.

In pochi minuti siamo sul luogo. Veronesi scede e prende visione del posto, per fare le necessarie manovre, e del mezzo. Scopre che non va in moto, che non si muove e che quindi dobbiamo spingerlo o trascinarlo. Noi pensiamo: "Ma tanto… Gigio al telefono non gliel'avrà detto che era tutto smontato!?" (anche molti giorni dopo non sapremo rispondere a questa domanda)

Comunque 'st'autotrasportatore inizia a fare le storie: «Eh… ma allora bisogna fare il doppio della fatica!» «Poi… è messo all'indietro ma bisognerebbe metterlo all'avanti. E adesso chi lo sposta senza motore?» e cose del genere. Tra una lamentela e l'altra pronuncia la misteriosa formula "Capito co' voio dì?", che ci lascia sempre molto turbati: ci sembrava di aver ben capito cosa volesse dire ma forse, se ce lo chiede è perchè dovremmo aver capito una cosa che non ha detto ma che ci aveva lasciato intendere!? O forse semplicemente ci vuole dire che il trasporto ci costerà più del previsto? Quest'ultima ipotesi ci terrorizza!

A parte il tempo impiegato per mettere nella giusta posizione il carrello, cosa non facile considerati gli spazi stretti e la difficoltosa manovrabilità di un rimorchio, riusciamo a caricare e sistemare per bene il pulmino sul carrello in breve tempo. Ci involiamo ora verso San Lorenzo. Tra una cosa e un'altra, si sta facendo notte. Il viaggio, che è per noi storico, si tinge anche di mistero. Verso metà strada, veniamo scorti dalla famiglia della Tami che era ferma a un distributore per rifornirsi di benzina. Pare che il suo babbo abbia esclamato, sbigottito: «E dove va il pulmino!?».

Arriviamo a destinazione attorno alle 20:45. E' impensabile che i carrozzieri ci abbiano aspettato fino a quell'ora. Ma, come da accordi telefonici, ci hanno lasciato il cancello schiavato. Lo apriamo e scarichiamo il pulmino all'interno. Ringraziamo l'autotrasportatore e ci congediamo, alleggeriti di 70 euro e pieni di dubbi: avremo capito cosa ci voleva dì!?

19 agosto 2008

Che fare ora?

Il pulmino è da anni fermo ad impicciare in quel capannone. Siamo tutti d'accordo che non si possa lasciare lì in eterno, che i genitori di Fulle non possono continuare a subire questa "violenza".

Il pulmino era parzialmente stato sverniciato. Ora, stando lì mesi e mesi, è stato ricoperto di nuova ruggine; è tutto impolverato; è coperto da mille cose. Sappiamo tutti che anche i mezzi, soprattutto quelli vecchi, hanno un'anima e per questo non è giusto maltrattarli così. E' un delitto… un reato, anche se non perseguibile. Come se qualcuno prendesse a uno di noi, ci portasse in una cantina, ci togliesse pezzi di pelle qua e là e poi ci lasciasse lì per due anni! Siamo tutti d'accordo che bisogna far qualcosa. Bisogna sistemarlo, ad ogni costo!

Ma… se è da così tanto tempo che è là all'abbandono, è perché tutti noi abbiamo un sacco di impegni. Non abbiamo tempo. E ultimamente non abbiamo nemmeno più voglia. Chissà cosa ci mettiamo a fare adesso dall'oggi al domani!?

Eppure, se ci pensiamo bene, non sarebbe così assurdo ripercorrere la strada del restauro. Sì, agosto è quasi finito, ma ancora qualche giorno di ferie ci resta. Potremmo sfruttare questi. E poi… portandolo là dai carrozzieri, avremmo sia il fiato sul collo, sia gli attrezzi che i consigli necessari per lavorare seriamente.

Mossi da tali motivazioni, senza pensarci troppo su, diamo opera allo storico colpo di mano. Prendiamo subito contatti con l'autotrasportatore consigliatoci dal carrozziere. Guarda caso al telefono ci dice che potrebbe esserci il problema che - indovinate un po' - nel suo cartello non ci stia. Così lo ritelefoniamo per dargli le misure. Poi, dopo averle comparate con le sue, ci ritelefona ecc… Comunque ci accordiamo per il tardo pomeriggio. Poi sentiamo Ricci e Camilletti, che ci danno l'ok per portarlo in officina. Insomma, tutto sembra a posto. Da oggi il pulmino inizierà una nuova vita, anzi… una nuova rinascita!

18 agosto 2008

E' lunedì. Non proprio quello previsto, ma quello della settimana successiva. Fa lo stesso, dai! Dopo tutto questo tempo, qualche giorno in più cambia poco. Con qualche foto in mano, Gigio, Enri e Piei si recano dal misterioso carrozziere.

Lo trovano fuori, a dorso nudo e con gli occhiali sulla punta del naso, intento a sistemare un'AUDI. Scruta guardingo i tre ragazzi scanzonati che gli si avvicinano. Teme forse per le possibili bizzarre richieste che potrebbero uscire dalle loro bocche. Noi gli porgiamo i nostri fogli con le immagini riassuntive della situazione della carrozzeria del nostro pulmino e gli chiediamo un parere… un preventivo… Con faccia triste e malinconica ci risponde che lui 'sti lavori non li fa più… che un restauro vuol dire mesi di lavoro… che servirebbe un posto al chiuso per tenerlo ma lui non lo ha… Insomma non è un lavoro che può prendere. Sembra però che gli dispiaccia…

La sua tristezza contagia anche i nostri cuori: la nostra unica ed ultima speranza sta svanendo in una nuvola di ruggine… Lui sì, ci avrebbe fatto un prezzo basso ma sennò chi mette le mani nella spesa richiesta da un carrozziere "normale" per un restauro?

Dopo questo attimo di sconforto, riprendiamo dignità e… chiediamo a lui chi potrebbe consigliarci. Ci dà due nomi… anzi… tre! I primi due sono accoppiati: Ricci e Camilletti, una carrozzeria a San Lorenzo. Il terzo è Saturno, storico carrozziere di Monte Porzio. Questi dovrebbero fare bei lavori a prezzi ragionevoli.

Già che siamo in girata, decidiamo di passare subito a sentire ai suddetti. Potremmo anche estendere il sondaggio agli altri che incontriamo per strada… E' però pur sempre il 18 agosto… la probabilità di trovare esercizi e imprese chiuse per ferie è piuttosto alta. Ma nemmeno questo ci fermerà…

Per prima cosa ci rechiamo a San Lorenzo. La carrozzeria è bella: capannone e attrezzature nuove e efficienti. Dopo un momento di smarrimento, intercettiamo Ricci e gli facciamo vedere le foto, esponendogli la situazione. Ci appare interessato ma dice più volte che bisognerebbe vederlo per poter dire quanto potrebbe costare. Quando gli diciamo dove lo teniamo, ci chiama il suo collega, che "è più esperto di quei luoghi"!

Ci troviamo ora di fronte a Camilletti, che ci sembra subito bizzarro. Ci fissa con sguardo indescrivibile e sembra non voler rispondere, facendosi ripetere più volte la domanda, per poi esordire con «Sì sì sì… Ho capito!». Gli spieghiamo che il pulmino si trova a Valdiveltrica. Il suo volto si illumina di complicità. «Ahh… Dai! Io ci abitavo a Valdiveltrica! Ma dov'è di preciso!?» «Ahhh… sì, sì… ho capito. Eh… lo conoscerò Sauro!? A voglia! Abitavo lì di fianco a casa sua!» Il clima più disteso, tranquillizza anche noi. Ma nonostante tutto lui continua a dire che non si può dire quanto costerà. «A chi lo vuoi chiedere!?» «Come si fa a saperlo?». E, dopo lungo preludio, sondando prima con sguardo guardingo e grande attenzione i nostri cuori, dichiara «1500 euro». Al che noi, per nulla turbati, gli rispondiamo che ci andrebbe bene, lui tramuta la sua espressione in un sorriso, per poi spiegarci con tranquillità la sua idea: potremmo portarglielo quando vogliamo per poi tenerlo lì anche per mesi. Poi, lavorando anche noi insieme a lui, terremmo così il prezzo contenuto. Insomma potremmo carteggiare, come del resto abbiamo sempre fatto fino ad ora, e lui farebbe i lavori un po' più complessi, come raddrizzare, stuccare, verniciare.

Prima di andar via, ci dà anche consigli su come portarglielo. Ovviamente non si può portare su in moto. E' tutto smontato! Così ci dà il biglietto da visita di un autotrasportatore di San Michele (che però stranamente non conosciamo). Camilletti, preso dal discorso, dichiara che 'sto Veronesi Sergio c'ha un "carrello della madonna".

«Pensate... ieri m'ha portato su quella là!» - indicando qualcosa alle nostre spalle - ci giriamo, pensando che si tratti di una grossa macchina americana, una limousine, chissà!? Forse una corriera!? E invece, con profondo sgomento, vediamo che il buon Camillo stava parlando di una peugeot 106, peraltro tutta ciaccata!

A parte questo ultimo dettaglio, la sua offerta ci sembra subito allettante, ma decidiamo comunque di continuare il giro.

Andiamo ora da Saturno a Monte Porzio. Quando siamo sulla porta della carrozzeria, intravediamo un cartello con scritto "Chiuso per Ferie". Lui è lì dentro ma effettivamente non sta lavorando a lamiere bensì sta facendo la manutenzione alle persiane, insieme al figlio. In particolare Saturno è chino alle prese con un ferretto rosso. Gigio si avvicina facendogli vedere le foto e dicendo che abbiamo un pulmino ecc… ma Saturno reagisce violentemente. Si alza di scatto e dice «Basta! Io vado a casa!». Rimaniamo per un attimo sbigottiti: perchè una reazione così violenta? Che abbiamo detto di male? E soprattutto… lui è già a casa (la sua officina è nel garage di casa ndr), quindi, dove va? Il figlio ci sussurra: «Perchè… sarebbe in ferie!». Saturno nel frattempo riprende: «Perlomeno lasciatemi in pace quando sono in ferie… No!?». Spaventati e offesi ce ne andiamo. L'offerta di Saturno non ci ha per niente allettato. Per il momento vincono decisamente Ricci e Camilletti.

Continuamo il giro visitando altre 3 carrozzerie, che però sono tutte chiuse per ferie! Poi ce ne torniamo a casa, meditando in cuor nostro.

7 agosto 2008

E' passato un anno in cui non è accaduto niente! Restauro fermo, bloccato, congelato… Tutto abbandonato, dimenticato... Tutto spento. Ancora più spento da quando verso dicembre sono state portate via prolunghe e quadri elettrici, che servivano per illuminare il capannone, perchè ce n'era bisogno per il presepe in parrocchia.

Abbiamo messo a dura prova la pazienza della famiglia Secchiaroli. Hanno sempre continuato ad essere gentilissimi. Spostando il pulmino avanti e indietro e attorniandolo e sommergendolo di sacchi, piante, attrezzi, hanno sempre e comunque continuato a dichiarare che non dava nessun fastidio. Davvero dei santi! Non potremo mai ringraziarli e scusarci abbastanza!

Ma il 7 agosto del 2008 succede qualcosa. Durante una cena a casa di Enri, organizzata per tutt'altro motivo, ci si ritrova a parlare del pulmino. Si accenna al discorso. Non si tratta di una riunione. Non vengono prese determinanti decisioni ma semplicemente se ne riparla. Si avanza la timida idea di andare a sentire da un carrozziere… in particolare uno che conosce Gigio che fa i prezzi bassi… Un carrozziere un po' misterioso. «Dai! Ci andiamo lunedì! Ok!?»

24 agosto 2007

Gli amici virtuali si materializzano! Alcune concitate telefonate combinano lo storico incontro tra il gruppo del pulmino e Ciccio e Paoletta. Sono di passaggio dalle nostre parti nell'ambito di un viaggio per l'Italia col loro VW azzurro. Ci si vede a Senigallia nella notte. Stiamo un po' insieme. Andiamo a sorseggiare una bibita in un locale. Parliamo delle loro passioni e del nostro restauro praticamente fermo… Ci lasciamo con la promessa che un giorno li andremoa trovare noi a Monza col nostro pulmino.

Rimaniamo piacevolmente colpiti dalla simpatia e allegria di Paoletta e dall'insistente intercalare di Ciccio ("minchia!"), strano per uno che viene da Monza… Proprio una bella serata.

11 agosto 2007

Viene compiuta un'operazione molto importante è delicata! Ci si decide a sistemare il parabrezza (cioè il vetro davanti) in un posto sicuro. Si tratta del vetro più costoso. Rischiare di romperlo sarebbe da pazzi. E noi lo tenevamo lì… tra i piedi… nel pulmino… mentre ci lavoravamo sopra, dentro, intorno… Piei e Enri lo caricano su una macchina anonima e lo portano in un ex-pollaio abbandonato. Sarà davvero al sicuro là!?

10 agosto 2007

I lavori si sono bloccati. L'entusiasmo si è perso. Lo smarrimento dato dall'inesperienza, il non saper come proseguire, ha spento l'entusiasmo dei nostri ragazzi. Per cercare di riprendere la rotta viene organizzata una riunione da Enri… Si prende visione di tutti i dettagli che i gentilissimi avventori del forum dell'MKC ci hanno spiegato su come impostare il lavoro. Le indicazioni sono precisissime… Il problema è che ci appare chiarissimo che il lavoro è davvero immane ma soprattutto gestibile con molta, troppa difficoltà da persone con zero esperienza. Che sia il caso di iniziare a sentire qualche carrozziere…!?

maggio 2007

Grazie alla conoscenza dei suddetti Paoletta e Ciccio e quindi soprattutto grazie all’idea di fare il sito del pulmino, veniamo a sapere della grande comunità di esperti e appassionati che è pronta a dispensar consigli sul forum del sito del Maggiolino Käfer Club. Si tratta del più grande club italiano di possessori di antiche Volkswagen raffreddate ad aria.

Ci "rechiamo" subito nel sito in questione, ci registriamo e scopriamo che effettivamente le cose stavano così: c'è un forum molto ricco e popolato di maggiolinisti e pulministi da tutta Italia; si parla di raduni, viaggi, storia dei veicoli VW, acquisti di mezzi rinvenuti in capannoni di misteriosi carrozzieri o in mezzo alle campagne e poi si parla di restauri con tutti i dettagli tecnici di ogni possibile operazione. Ci facciamo avanti e iniziamo a chiedere tutto ciò che ci serve per capire come poter procedere i lavori e le risposte dei massimi esperti arrivano in poco tempo.

Così ci facciamo un’idea un po’ più chiara di ciò che ci aspetta. Forse è peggio di quello che potevamo immaginare ma già il fatto di saperlo e di avere un orizzonte più nitido e chiaro, seppur più lontano, ci dà più sicurezza e più entusiasmo.

8 maggio 2007

Inizia il viaggio col nostro pulmino! No no, un attimo… cosa avete capito? Non l’abbiamo ancora finito di restaurare, no! E’ ancora lì sotto cura ma il bello è che, tramite il sito, abbiamo incominciato a viaggiare e a conoscere gente. Anzi, più che gente abbiamo conosciuto colleghi! Si tratta di paoletta e ciccio, di Monza, che hanno un furgone come il nostro, che ci hanno trovato per caso sulla rete e che ci hanno contattato tramite il guestbook.

Siamo lontani, diversi e con problemi differenti da risolvere (noi siamo nella fase iniziale di restauro, loro invece ora si trovano a rimediare i danni di un incidente), ma ci sentiamo tutti un po’ meno soli, ognuno nella propria impresa! Si preannuncia quindi un fitto scambio di e-mail, per conoscerci meglio o per suggerimenti su questioni tecniche.

4 maggio 2007

Prendiamo un bel telo di nylon trasparente 6mx3m e copriamo il paziente. Ora le goccettine che penetrano nel capannone quando piove tanto e l’umidità che scende nelle serate un po’ più critiche non dovrebbero più rappresentare una insidia preoccupante. Forse era meglio farlo prima per l’inverno ma… vabè… meglio tardi che mai!

28 aprile 2007

Visita di Gino, su invito di Piei, che è stato suo compagno di scuola per medie e superiori. Gino viene da Barchi e quindi, in età adolescenziale, ha sicuramente avuto modo di fare un giro col nostro pulmino, guidato dal prete che era parroco in quelle zone qualche anno fa: don Alcide.

Da appassionato di meccanica, motori e avventure di faidaté, rimane positivamente impressionato dal nostro progetto. Ci augura di non farci scoraggiare dall’enormità del lavoro e ci consiglia di riservarci un periodo, magari durante le ferie estive, in cui prendiamo in mano la situazione e diamo una bella botta al lavoro, perlomeno per ciò che riguarda la riverniciatura. Tornerà sicuramente a trovarci per vedere l’evoluzione del lavoro…

22 aprile 2007

Giornata molto bella e densa di avvenimenti. Riassumiamoli per punti:

  • Decidiamo di festeggiare i trent’anni del pulmino, anche se un po’ in ritardo, con pomeriggio di lavoro collettivo e cena finale. Anche se effettivamente poi non riusciamo ad essere per tutto il tempo in formazione completa, lavoriamo perlomeno in 4 o 5 contemporaneamente con una resa davvero notevole;

  • Riceviamo la visita di un bel gruppo di nostri amici sanmichelesi che passavano di lì per una passeggiata;

  • Infine giunge anche Ser, il webmaster, a darci manforte nella carteggiatura;

  • Notevolmente motivati dalla giornata e dalle numerose visite, concludiamo la serata con la cena di compleanno e, a seguire, una "riunione" dei restauratori in cui decidiamo di riorganizzarci in maniera più sistematica per procedere più speditamente nel lavoro;

  • Prima di andare a dormire scattiamo una bella foto tutti insieme col pulmino!

20 aprile 2007

Riceviamo un altro regalo gradito, sempre da parte della Marta: recatasi in gita scolastica a Parigi, è tornata dopo una settimana con un simpaticissimo portachiavi a forma di VW T1, tra l’altro verde e bianco, quindi praticamente come il nostro. Grazie Marta, che pensi sempre a noi! E… sicuramente questo diventerà il portachiavi ufficiale del nostro furgone.

29 marzo 2007

Un gruppo di coraggiosi riprende i lavori. Il prolungato periodo di pausa è stato letale per la violenta avanzata della ruggine ma anche per le nostre mani…: i numerosi giorni di inattività hanno cancellato i calli o comunque l’abitudine al lavoro di strofinatura della carta vetrata e quindi sarà necessario riprendere con regolarità i lavori per riuscire a far rendere al massimo ogni seduta…

16 marzo 2007

Il pulmino compie 30 ANNI!

Da questo momento si inizia a benificiare di tutti gli “sconti” riservati ai mezzi antichi e il nostro furgone vede legittimata la sua storicità e leggendarietà!

febbraio-marzo 2007

I lavori subiscono una brusca pausa. I restauratori, impegnati in altri lavori o attività personali, si trovano in un periodo un po’ pieno e non trovano tempo da dedicare al pulmino. Nel frattempo però la ruggine avanza e ricopre tutto il lavoro già fatto, è ancora superficiale ma non bisogna trascurarla. Il problema è più serio in un punto particolare… molto probabilmente il capannone non ha il tetto perfettamente impermeabile e in quel preciso punto scendono delle goccioline d’acqua quando fuori piove. Insomma lì può formarsi con velocità la ruggine più profonda, quella rossa e cattiva, che può arrivare a bucare la carrozzeria. Ma la soluzione al problema non è nemmeno così complicata: è sufficiente coprire il punto fatidico con un telo di nylon!

12 febbraio 2007

Con una piccola e portatile saldatrice, Nazareno, coadiuvato dal figlio Federico, ci raggiunge nel capannone per tentare di chiudere i brutti buchi che si trovano nella parte inferiore al parabrezza. Si tratta forse del lavoro più importante e difficile di tutto il restauro e l’emozione del momento è palpabile tra gli ansiosi proprietari del mezzo, i quali aspettavano da tanto tempo questo momento. Dopo quasi un’ora di lavoro però, Nazareno conclude che non ha a disposizione i mezzi adatti per concludere in maniera veloce e precisa l’operazione. Dice che comunque potrà risolvere il problema portando sul luogo un altro tipo di saldatrice più potente e precisa, che gli consentirà un lavoro più veloce e anche molto più preciso. Si rimanda quindi il lavoro in data da destinarsi…

3 febbraio 2007 ore 10:30

Riceviamo una visita molto gradita. Si tratta di Samuele, nostro amico fanese che di lavoro fa… niente popò di meno che… il carrozziere! Offrendoci la sua solidarietà al nostro progetto, viene a visionare il mezzo e il progresso dei lavori. Ci dà preziosi consigli pratici su come procedere e ci offre il suo aiuto. Tornerà in futuro a rivisionare i lavori e nel frattempo ci fornirà tutti i materiali migliori necessari per il restauro della carrozzeria. Nell’immediato ci suggerisce di trattare il pianale sotto i sedili del pulmino con un particolare catrame che serve a bloccare la ruggine e a rendere protetta e impermeabile la superficie metallica di quella parte di furgone.

17 gennaio 2007

Durante i lavori, l’instancabile Gigio, trova, sotto la vernice, intarsiato nell’acciaio, un piccolo logo Volkswagen. E’ la testimonianza che il nostro pulmino sia originale e tedesco oppure il segno distintivo di un furgone speciale, diverso dagli altri e perciò marchiato per riconoscerlo? Il dilemma si fa intrigante e ci appassiona sempre di più ai lavori… Chissà che, togliendo altra vernice con energiche carteggiate non riusciamo a svelare a fondo il mistero?

11 gennaio 2007

Un po’ di tempo non passato propriamente al lavoro sul pulmino ma a qualcosa che gli è strettamente legato…: con una certa determinazione si prende in mano la situazione e si fa ordine! Attrezzi, mozziconi di carta vetrata, fazzoletti e mascherine sono equamente distribuiti su tutta la superficie del pianale posteriore del furgone. Con una rapida ma accurata selezione si getta ciò che ormai non ha più nulla da dare e si mette da parte tutto quello che invece può ancora essere molto utile. Il tutto viene riposto in un simpatico mobiletto bianco, che viene sistemato proprio sul pianale di cui sopra, e ora può stare al riparo da polvere e sguardi indiscreti.

Inoltre viene allestito "l’angolo igiene" in cui si può trovare un dispenser di sapone liquido e un lungo asciugamano.

7 gennaio 2006

E’ trascorso il lungo periodo di vacanze natalizie ma, a dispetto di ciò che magari si poteva prevedere, il tempo passato nel restauro è stato nullo. Giorni in cui tutti pensavamo di essere più liberi, in pausa da studio e lavoro, e speravamo di riuscire a fare qualche intensa giornata di lavoro tutti insieme, sono stati trascorsi in realtà in maniera diversa, a volte anche insieme sì, ma non al lavoro…

Bè…forse in tutto ciò ha giocato un ruolo fondamentale, perlomeno dal punto di vista psicologico, la scomparsa della prolunga! Infatti il cavo con cui eravamo soliti collegare alla sorgente di corrente elettrica l’impianto elettrico di illuminazione e supporto dei lavori… non si trovava più!! Mmmhh, non si trovava più perchè i padroni di casa, per accendere le luci del simpatico albero di Natale allestito all’aperto, avevano bisogno di una prolunga e avevano pensato di prendere quella, l’unica libera e inutilizzata!

Comunque dopo queste varianti, i lavori ricominciano e, i nostri eroi, districandosi tra impegni universitari, artistici e mistici continuano a trovare qualche ora alla settimana da dedicare al mitico restauro.

25 dicembre 2006 ore 1:00 circa

I simpatici e cari amici Daniele e Marta ci fanno dono di un oggetto piccolo, semplice ma molto utile: un orologio, ciò di cui, puntualmente ad ogni seduta di restauro, veniva reclamata la mancanza… Esso servirà poi anche nel pulmino, nel giorno in cui finalmente sarà operativo. E’ ovviamente verde e le sue ridotte dimensioni lo rendono adattabile ad ogni tipo di applicazione. Ciò che fa il regalo ancora più gradito è il bigliettino con la dedica, corredato di un artistico e commovente disegnino di un pulmino verde con alcuni strani passeggeri…

10 dicembre 2006

Il pulmino riceve la gradita visita di Pietro, amico che poi in futuro entrerà anche a far parte del gruppo fuoritempo, che tra le altre cose è anche laureando in ingegneria meccanica e perciò dotato di quel nonsochè oltre la media dei comuni esseri umani che lo avvicina al pulmino e alle sue simpatie. Questioni di competenze tecniche ingegneristiche oppure affinità istintiva verso gli oggetti metallici dotati di moto… bò… chi lo sa!?

17 novembre 2006

Carteggiare non è una cosa semplice ma più che altro è un lavoro lungo e per questo un po’ palloso e anche scoraggiante, se non si è un gruppetto che si fa coraggio a vicenda. «E… ma cosa ci vuole? Prendi la macchinetta, l’accendi e poi carteggia lei, te devi solo muoverla in qua e in là!», certo, dite bene, ma la ruggine è subdola e si incunea e si riproduce negli angolini, negli spigoli e nelle pieghe più nascoste dove la levigatrice non arriva. L’unica soluzione è far tutto a mano e questo comporta che ci vuole molto tempo sicuramente ma anche una certa degradazione fisica… «E… ma mica devi carteggiare la mano, la carta vetrata la devi mettere con il lato ruvido verso la carrozzeria, non verso di te!», sì, grazie del consiglio, ma quando si carteggia nei posti nascosti, la carta si tiene come meglio si può e, anche se si riesce a tenerla tutta dalla parte non ruvida, come minimo si raschia con la mano in uno spigolo che è lì a delimitare la rientranza dove si sta lavorando. Alla lunga però, oltre ai polpastrelli, finiscono anche le riserve di carta vetrata. E così oggi ci siamo recati al Brico, dove avevamo anche un buono sconto, e ne abbiamo presa un po’, cioè veramente ne abbiamo presa parecchia: ben 5 metri (!!) di quella da 120 (è abbastanza ruvida ma nei punti più occultati si riesce ad arrivare efficacemente con quella), ma tanto serve sempre…

10 novembre 2006

Dopo lunga gestazione, i documenti del pulmino sono pronti. Il libretto, che è un libretto per davvero e non come quelli di adesso che non sono altro che fogli piegati, è stato aggiornato con l’adesivo che attesta la nuova proprietà. Il foglio complementare, ahinoi, è stato ritirato e così se ne vanno i dati dei precedenti proprietari e il numero di targa che aveva prima (non sapendo che sarebbe successo non avevamo fatto nemmeno una fotocopia!). In cambio ci è stato dato il certificato di proprietà, sicuramente più moderno e luccicoso ma senza una storia dietro e non adeguato al mezzo che certifica…

8 novembre 2006

Dopo un periodo di pausa, a causa di altri impegni dei restauratori, i lavori ricominciano. Purtroppo le parti già carteggiate, se non vengono trattate subito, si riarrugginiscono un po’ ma i nostri eroi non si scoraggiano e continuano, con movimenti regolari, a sfregare i sudici angolini di carta vetrata nelle pieghe e nelle fessure più nascoste e arrugginite.

Anche uno dei fans giunge a dar una mano e a far compagnia ai lavoratori, si tratta del Maroz (lo chiameremo con questo nome in codice per non svelare la sua vera identità) che direttamente da Orciano (un paese in codice ovviamente, per evitare che il riferimento della sua provenienza dia un valido elemento per identificarlo) arriva e imbraccia pure lui l’angolino di carta abrasiva per dar manforte al resto della ciurma!

18 ottobre 2006

La sverniciatura è incominciata. Federico è tornato nuovamente ad aiutarci e consigliarci e i lavori possono procedere abbastanza speditamente (tenete conto che si tratta sempre di un pulmino e non di una cinquecento che avrebbe sicuramente meno carrozzeria da “manipolare”).

La novità più grossa è però che, oltre a Federico, si è reso disponibile anche suo padre Nazareno. In maniera molto discreta, simpatica e sorridente ha già visitato il pulmino e ha detto che nei prossimi giorni tornerà con tutto l’occorrente per sistemare la parte più rovinata del nostro pulmino. Si tratta della parte che rimane sotto la guarnizione del parabrezza; è stata mangiata e bucata dalla ruggine ed è necessario risaldarci sopra della lamiera.

15 ottobre 2006 ore 17:55

Ahhh, vittoria!!! Finalmente anche l’ultima vite è distrutta. Per colpa della sua tenacia e testardaggine il portellone posteriore rimaneva indifferente ai nostri sforzi da già una settimana, senza che si riuscisse a smontarlo. Grazie a un set di punte nuove al titanio e a un trapano moderno la vite maledetta è stata disintegrata e poi, con alcune torsioni del pezzo, è stato possibile smontarlo. Ora il pulmino è completamente scorporato e si può iniziare la fase di carteggiatura, non prima di consultare di nuovo Federico, esperto indiscusso del settore!

8 ottobre 2006

Il pulmino riceve, ben volentieri, la visita di una decina di suoi fans e simpatizzanti che, venuti a conoscenza dei lavori di restauro, non hanno potuto resistere e dovevano vedere con i loro occhi la situazione. Alcuni di loro promettono che torneranno e si rendono disponibili anche a dare una mano per i lavori. La consistente visita desta attimi di perplessità nei padroni di casa, che sono abituati a veder arrivare non più di quattro-cinque persone per volta, ma poi le intenzioni pacifiche e la breve durata del ricevimento li tranquillizzano subito.

inizio ottobre 2006

Si continua a scorporare il VW nelle sue parti e un po’ oggi un po’ domani il corpo principale diventa sempre più spoglio e cadaverico. Via vetri, paraurti, fanali, sportelli, cruscotto, rivestimenti e tutto ciò che sia possibile staccare senza ricorrere alla mola o a altre armi violente. Tutto viene smontato, catalogato e riposto in scatoloni e angoli sicuri del capannone.

Le viti, che sono lì ferme serrate da trenta anni, a volte risultano veramente irriducibili e diventa una alacre sfida riuscire a toglierle; sottoposte a sforzi immani, preferiscono farsi rovinare la testa da chiavi e cacciaviti pur di non cedere nemmeno un millimetro ruotando il gambo; e se anche lo “svitol” risulta insufficiente… bisogna passare alle maniere forti! Per quei tre pezzi rimasti ancora attaccati al resto del pulmino si usa il trapano per disintegrare le viti e smontarli finalmente.

28 settembre 2006

Mentre iniziano i lavori veri e propri (smontaggio di sedili, cinture di sicurezza e dei primi tre vetri), una delegazione del gruppo si reca insieme a Don Pasquale all’ACI per sbrigare le pratiche burocratiche relative al passaggio di proprietà, un’usanza un po’ pallosa e anche costosa ma che comunque va fatta. E finalmente il pulmino è nostro a tutti gli effetti!

27 settembre 2006

Dopo aver installato un essenziale impianto elettrico che servirà per illuminare tutto il restauro e per dar vita agli attrezzi elettrici, si fa un primo incontro tecnico. Il “relatore” nonché esperto della serata è Federico. Prima ancora di iniziare a svitare la prima vite, vogliamo farci dare da lui tutti i consigli necessari per poter impostare il nostro lavoro di recupero del mezzo.

La priorità, come si poteva immaginare, è la carrozzeria, essa presenta molti punti arrugginiti, non ancora gravissimi ma nei quali bisogna intervenire al più presto. Si inizierà perciò procedendo con la carteggiatura e successiva riverniciatura dell’esterno del pulmino. Per poter fare un buon lavoro non ci si può limitare a riverniciare le parti in vista ma bisognerà smontare ogni pezzo smontabile per riuscire ad arrivare con la carta vetrata e poi con la vernice dappertutto. Il lavoro dei prossimi giorno sarà lo smontaggio di ogni parte esterna del pulmino più quello delle parti interne più ingombranti e che celano anch’esse punti arrugginiti.

21 settembre 2006

Il pulmino viene equipaggiato di una batteria seminuova, e comunque più carica della precedente e sistemato per il trasporto (da farsi sulle sue gambe) dall’officina Conti al capannone che sarà la sua nuova dimora. Emidio visiona il mezzo e ne testa le condizioni del motore, frizione, cambio e freni dimostrandosi visibilmente stupito dell’ottimo stato in cui si trova la meccanica del mezzo, «Avete fatto un affare ragazzi!» sono le sue parole. Molto gentilmente vi monta la targa prova e ce lo guida fino a Valdiveltrica, accorgendosi però che i freni avrebbero bisogno di una revisionata… (video del trasporto)

Ora il pulmino è al sicuro nelle mani (o meglio, nel capannone) dei suoi nuovi proprietari che inizieranno l’opera di restauro della carrozzeria, degli interni e della meccanica (seppur sembra che non abbia particolari acciacchi, tranne la marmitta forse, come si può vedere dalla foto…).

Non si può che dire GRAZIE EMIDIO! e rimboccarsi le maniche per il lungo e duro lavoro che ci aspetterà ma che faremo volentieri.

Altro ringraziamento doveroso va alla FAMIGLIA SECCHIAROLI che mette a disposizione il posto al coperto, l’energia elettrica e la completa disponibilità nell’ospitare i lavori in qualsiasi giorno a qualsiasi ora (nei limiti della ragionevolezza)!

15 settembre 2006

Siamo pronti ad andare, insieme a Emidio, a prendere il pulmino ma alla fine optiamo per la più ragionevole ipotesi di farlo portare fino a San Michele da un carroattrezzi per poi aver la possibilità di lavorarci con calma e con tutti gli attrezzi necessari a portata di mano. Gli vengono date le prime cure: viene sbloccato il blocco chiave e il bloccasterzo, viene pulito il motore nelle sue parti delicate per poterlo riaccendere, viene scassinato il tappo del serbatoio per versarci un po’ di benzina e il pulmino, docile, si accende facendo una buona impressione sul pubblico presente.

La sera stessa Federico, sanmichelese noto appassionato e già restauratore di furgoni VW, viene a sapere del nostro progetto e, per amor del mezzo, mette a disposizione braccia, attrezzi, passione e esperienza per aiutarci nella avventura del restauro.

luglio/agosto 2006

Continuiamo a informarci sui documenti e le pratiche necessarie per il passaggio di proprietà e tutto il resto.

Pensiamo di prendere e portar via il pulmino da Calcinelli a San Michele con l’aiuto di Emidio e la sua targa prova. Non sappiamo però se il VW sia in grado di muoversi con le sue gambe e in più ha il blocco chiave che sembra rotto e bloccato; il serbatoio a secco e il tappo anche bloccato; il metano in quantità dubbia… Inoltre Emidio non ha mai tempo per abbandonare la sua officina e starci dietro fino a Calcinelli per far smuovere il nostro antico e stanco mezzo.

10 luglio 2006

Ci si reca a Calcinelli, il pulmino è ancora lì in buono stato (anche se non ha più il vetro di un fanale), tiriamo un primo sospiro di sollievo! Parlando con il titolare ci dice che il pulmino, com’era prevedibile, non l’hanno acquistato dalla parrocchia ma l’hanno semplicemente portato via e parcheggiato davanti all’officina per poi far in modo di rottamarlo per conto della parrocchia stessa. Gli comunichiamo che, da accordi presi con il parroco, abbiamo stabilito che noi compreremmo il pulmino. Perciò dovremo pagare il rimborso per il trasporto del pulmino dalla sua dimora all’officina di Calcinelli e poi tutto sarà sistemato e il furgoncino sarà nostro!

9 luglio 2006

Alcuni di noi incontrano Don Pasquale e gli raccontano della decisione, presa purtroppo in ritardo. La sua risposta è «Ma polisania… potevate dirmelo prima…». Comunque si viene a sapere che il pulmino l’ha preso un meccanico-carrozziere di Calcinelli che penserà a rottamarlo senza aggravi economici sulla parrocchia, ripagandosi le spese dalla vendita delle bombole del metano che sono quasi nuove.

8 luglio 2006

I problemi, i grandi interrogativi e i dubbi sorti durante la settimana sembrano risolti: le spese di restauro potrebbero essere anche consistenti ma non sembrano tutte urgenti e sarebbe ragionevole fare i lavori un po’ per volta spendendo poco per volta; essendo veicolo con 30 anni di vita il bollo sarebbe esiguo e sarebbe possibile assicurarlo con alcune speciali agevolazioni e con un notevole risparmio; Fulle metterebbe a disposizione un angolino del suo capannone garage coperto e riparato dalle intemperie e con la corrente elettrica a disposizione. Insomma l’avventura è tranquillamente percorribile e tutti sono convinti dell’acquisto. Non resta che farsi vedere di persona da Don Pasquale e comunicargli l’intenzione.

Ma quando tutto sta per risolversi per il meglio Enrico scopre che il pulmino nel parcheggio non c’è più! Niente, è finita, l’hanno portato via, presto diventerà un cubetto di ferraglia, se non c’è già diventato, e tutti si scorderanno di lui… La serata passa triste anche se c’è ancora un barlume di speranza nei cuori!

1° luglio – 8 luglio 2006

Seguono concitate giornate di consultazione e altre ispezioni. L’idea di prendere il pulmino insieme stuzzica i giovani amici ma d’altronde ci sono anche alcuni problemi da valutare bene prima di imbarcarsi in un’avventura del genere:

  • Com’è messo? E’ solo arrugginito o anche il motore è una ciofega?

  • Quanti soldi serviranno per risistemarlo?

  • E per mantenerlo? Riusciremo a pagare bollo, assicurazione, manutenzione e documenti vari?

  • E soprattutto… se lo prendiamo, poi dove lo posteggiamo, più che altro per fargli i primi lavori di restauro? Servirebbe un garage, un capanno, un posto chiuso, ma chi può metterlo a disposizione?

1° luglio 2006

Viene organizzata una prima spedizione perlustrativa alla volta di San Bartolo. Il pulmino viene ispezionato in ogni sua parte dagli amici emozionati ed entusiasti. Purtroppo le sue lamiere celano una triste e immediata sorpresa: più accampamenti di vespe abitano lì da parecchio tempo (a giudicare dai nidi) ed è Fulle a farne le spese!

29 giugno 2006

Piero contatta telefonicamente Don Pasquale chiedendogli se sia possibile bloccare momentaneamente la disintegrazione del furgoncino, in modo da avere qualche giorno di tempo per valutarne l’acquisto. Il parroco risponde che avrebbe piacere se lo prendesse qualcuno senza rottamarlo ma non se la sente di bloccare la richiesta allo sfasciacarrozze senza la certezza assoluta che poi il pulmino verrà “sistemato” lontano dai possedimenti parrocchiali. Egli esorta Piero ad andare immediatamente a vedere il mezzo, che è tranquillamente parcheggiato in un ampio piazzale, e a decidersi al più presto insieme ai suoi amici.

28 giugno 2006 ore 23:00

Piero viene a sapere da fonti abbastanza attendibili che Don Pasquale (parroco di Barchi) vuole disfarsi del pulmino VW verde. Per la precisione sembra che abbia già chiamato lo sfasciacarrozze e che, gli dicono, dovrebbe farlo sparire entro la fine di giugno. Pare però che se qualcuno fosse disposto a portarlo via senza spese per la parrocchia lui lo regalerebbe addirittura!

Grazie a…

  • Don Pasquale

  • Diso

  • Emidio & C.

  • Federico

  • Nazareno

  • Samuele

  • Fam. Secchiaroli

I restauratori:

  • ENR

  • FULLE

  • GIGIO

  • MANETTA

  • MITCH

  • PIEI

  • TAMI

Ultimo aggiornamento 12.02.2009

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