LA GUERRA

 

E’ gia passata una settimana dalle prime bombe lanciate sull’Iraq.

Questa guerra mi ha lasciato amareggiato, deluso, commosso e molto arrabbiato.

Quando mi sono svegliato e subito dal TG ho appreso la notizia, per tutta la mattina ho sentito la rabbia contro questo “ordine mondiale” che ancora una volta decide, e decide sempre più isolato, di uccidere.

Dai mezzi di informazione continuano ad arrivare ancora ai nostri orecchi quelle tesi di “guerra giusta”.

Alcuni dicono che le vittime civili sono relativamente poche, dunque accettabili, vedi Vittorio Feltri; altri davanti alle immagini degli ultimi pesanti bombardamenti sui civili, addirittura in un mercato, dicono di rimanere sconvolti, ma che sono comunque dalla parte di Bush, poiché se la dittatura di Saddam non fosse rovesciata provocherebbe più vittime.

In tutto il pianeta si vede chiaramente che sono sempre più persone a chiedere la pace, donne e uomini che non credono alle parole dei nostri governanti come Berlusconi, Blair, Aznar e Bush, ma che affermano che anche questo conflitto è scatenato solo per trarne profitti economici, dal petrolio all’acqua, dal controllo militare della zona all’industria bellica statunitense.

Io mi chiedo: “Se veramente questi sbandieratori di giustizia credono nei valori di democrazia e libertà che predicano, perché continuano a mantenere intatto il sistema economico mondiale, che crea la sua ricchezza sfruttando i paesi poveri e lasciandosi alle spalle milioni di morti di fame?”

La risposta penso sia semplice e cioè che a nessuno di questi “liberatori” gliene  frega niente dei popoli oppressi, ma quando vogliono li usano come pretesto per riempirsi in qualche maniera le tasche, e volersi assicurare il proprio dominio per paura di nuove grandi potenze che potrebbero essere nuove concorrenti economiche come la Cina, quindi possibili futuri nemici.

Però non riesco a credere che tutti quelli  che in questo periodo giustificano questo attacco siano così stronzi, anzi son sicuro che molti credono veramente alla buona fede del presidente americano e della sua amministrazione; solo una cosa vorrei chiedere a questi: “Se abitaste a Bagdad, se in questo momento vi trovaste sotto le bombe degli “alleati”, se le vostre notti fossero insonni con il continuo suono della sirena e delle bombe, se magari qualcuno dei vostri cari fosse gia morto sotto le macerie, se il vostro bambino fosse all’ospedale ferito, magari senza neanche medicinali a causa dell’ embargo imposto da USA e Gran Bretagna, veramente riuscireste a chiamare “liberatori” gli anglo-americani come adesso state facendo?”

Non capisco come facciate ad accettare anche solo una vita innocente spazzata via, come fate ad accettare la guerra stando tranquilli a chilometri di distanza, senza sentire la puzza della morte, senza vedere da vicino quei corpi dilaniati, non solo iracheni ma anche americani e inglesi,  senza toccare con mano quell’atrocità immensa che da un televisore forse non capiremo mai, quell’atroce sciagura chiamata guerra.

 

Continuiamo a cercare la pace, manifestiamo,  preghiamo, parliamo, digiuniamo, quello che facciamo facciamolo comunque con serietà ed impegno, perché penso che ogni sforzo vero che tenteremo non sarà sprecato, e se anche lo fosse agli occhi degli uomini, credo che non lo sarà agli occhi di Dio.  

 

Senza aver perso la speranza,  Andrea