ESPERIENZA DI ANDREA E SIMONE IN PALESTINA

02/04/2005 - 17/04/2005

 

 

Palestina: riflessione prima della partenza.

di Simone Massi

  Finalmente si parte! Dopo un tentativo andato a monte a Novembre per varie ragioni, il secondo è quello buono! Andrea e io  andiamo in Palestina per un paio di settimane dal 2 al 17 aprile. In molti mi hanno chiesto: " Perché la Palestina proprio adesso?".  E' vero. Probabilmente non è il momento ideale per andarci, ma quando mai lo è stato? E soprattutto, lo sarà mai? Tanto vale partire senza pensarci troppo.

  In questi ultimi anni ho avuto occasione di fare dei viaggi molto piacevoli, divertenti fin quando si vuole ma che finivano una volta scesi dall'aereo. Lo scorso Agosto invece, abbiamo deciso di fare un’esperienza un po’ particolare. Siamo andati a trovare il nostro amico Tauland in Albania. Era un'idea sulla quale ci eravamo soffermati spesso, ma che si è concretizzata improvvisamente in una sera di estate nel giro di 10 minuti. E’ stato un viaggio particolare ed inconsueto, nel senso che non tutti sceglierebbero di andare in vacanza in Albania, ed infatti non è di una vacanza che si è trattato ma di un Viaggio con la V maiuscola, un’esperienza che fai per uno scopo ben preciso, quello di conoscere e capire una realtà completamente diversa dalla tua, dunque al di fuori dalla logica della vacanza fine a se stessa. E’ una cosa che mi è rimasta dentro, e che ha dato forma al mio attuale concetto di viaggio.     

 Questa è una risposta alla domanda “perché la Palestina”, ma ci sono altre motivazioni. Quella che ci ospiterà è una terra che mi ha sempre affascinato per la sua complessità. Un crocevia di culture diversissime, un calderone di differenze sociali, politiche e religiose che incute paura. Si possono leggere fiumi di documenti sulle vicende storiche che hanno segnato questa terra, più intricate di quello che si pensi. Spesso dopo un paio d’ore di letture il quadro di ciò che è successo nell’ultimo secolo mi appare più sfocato di prima, tante sono le opinioni, i punti di vista e le chiavi di lettura.  La stessa geografia del luogo è complessa ed in continuo divenire. Quando abbiamo deciso di partire mi sono messo a cercare una cartina in formato stampabile per studiare la collocazione dei luoghi e per farmi un’idea delle città che mi piacerebbe visitare. Niente di più difficile! In rete provi a cercare una mappa della Palestina e ti appare una schermata di confini tratteggiati, confini a doppie linee, confini a crocette, confini a tratto e punto, confini a pallini, zone bianche, zone grigie, zone tratteggiate, con delle legende talmente lunghe che sembrano un elenco telefonico. Per non parlare dell’evoluzione storica! Per farla breve, sono partito con l’intenzione di stamparmi una bella mappa su un foglio A3 da portare in viaggio e ho finito per riempire un raccoglitore di mappe la maggior parte delle quali non ho ancora avuto nemmeno il tempo guardare. Le uniche cose che non sono state ridisegnate sono il mar mediterraneo il mar rosso ed i laghi! Tutto all’insegna della complessità; troppo difficile farsi un’idea precisa solo documentandosi, credo che la strada migliore per capire sia andarci osservare e riflettere. Probabilmente due settimane sono troppo poche, ma si fa quel che si può!

  Ovviamente questo non è il tipo di viaggio che si può fare autonomamente. Israele e West Bank (Cisgiordania) sono poco più grandi dell’Emilia-Romagna, ma spostarsi senza un contatto del posto sarebbe praticamente impossibile, si rischierebbe di passare giornate intere ai check-point Israeliani. Avremo la possibilità di vedere bene Nazareth al centro della quale verremo ospitati in una casa per quasi due settimane. Nazareth è una città piuttosto grande, quasi 100.000 abitanti (come Ancona per intenderci), ed è anche in una posizione piuttosto alta, tutta sopra i 350 metri fino ad arrivare a 500. Proprio per il discorso che facevo poco fa, soggiornare lì rappresenta una bella opportunità, perché Nazareth è la maggiore città araba in territorio israeliano ed è un bel esempio di come le due etnie, molto composite anche al loro interno, convivano in un’unica realtà. La parte bassa della città è a maggioranza araba, mentre la parte più alta è quasi totalmente di etnia ebraica. Attualmente la situazione sociale è stabile, ma anche Nazareth ha recentemente vissuto momenti di tensione. Nei pressi di Nazareth avremo modo di vedere il lago di Tiberiade che dista pochi chilometri e spero anche sulle alture del Golan che sono in territorio Siriano ma controllate da Israele. Nella seconda settimana invece ci sposteremo a sud, nella West Bank fino a Gerusalemme e Betlemme. Anche se non è il motivo principale per cui faccio questo viaggio, mi incuriosisce molto l'idea di visitare questi luoghi biblici, non nascondo però che mi piacerebbe molto entrare nella realtà dei territori occupati. Penso che sarà quasi impossibile, però ...mai dire mai! Nella cartina qui a fianco ho evidenziato con un punto rosso i luoghi che sicuramente visiteremo, con un punto giallo le città palestinesi che spero avremo la possibilità di vedere, come Jenin, Nablus, Ramallah, Hebron e Gaza, anche se credo che sarà più probabile che io riesca a camminare sulle acque del lago di Tiberiade che riusciamo anche solo ad avvicinarci a questi insediamenti! Mah... io sono ottimista!

  Con questo ho concluso. Al ritorno avrò sicuramente tanto da scrivere e da raccontare su questa esperienza. Un abbraccio a tutti. 

  Simone

 

 

Palestina: riflessione prima della partenza.

di Andrea Aloisi

  Mi aspetto grandi cose da questo viaggio in Terra Santa.

  Sto scrivendo queste poche righe proprio nel giorno in cui celebriamo la Pasqua di Risurrezione e in questi giorni dove vivendo le Celebrazioni liturgiche “centrali” per la vita cristiana, ho pensato molto a chi sia veramente Gesù.

  La Palestina è la Terra in cui Cristo è nato ed è vissuto proclamando la pace ed ora lo stesso paese è teatro di violenze e soprusi, forse come lo era allora sotto il dominio romano. E’ la Terra in cui Cristo è morto perdonando i suoi crocifissori e adesso in questo piccolo angolo di mondo la parola perdono sembra lasciare spazio alla vendetta.

  E’ la Terra dove Cristo Risorto appare esclamando: “Pace a voi!” (Vangelo secondo Giovanni), eppure ai nostri tempi sembra che in Israele la guerra non riesca a cessare.

  Le due settimane che vivrò in Palestina spero siano per me un tempo speciale per “crescere” nella fede. E i giorni passati in un paese dove il conflitto e le ingiustizie sono elementi quotidiani possano spingermi maggiormente a lottare contro ogni ingiustizia.

  Le difficoltà della convivenza tra culture diverse che forse incontrerò mi facciano capire l’importanza del rispetto verso chi mi sta vicino e la necessità di fare ogni cosa per vero amore e mai per presunzione!

  Spero che anche per Simone questo viaggio sia qualcosa di speciale…       

  Un abbraccio e Buona Pasqua!

  Andrea