INTRODUZIONE DI FUORITEMPO – Una bella
riflessione che mi è stata proposta da Luciano Benini. Francesco
Eduardo Galeano e' nato nel
1940 a Montevideo (Uruguay).
Giornalista e scrittore, nel 1973 in seguito al colpo di stato militare e'
stato imprigionato e poi espulso dal suo paese. Ha vissuto lungamente in
esilio fino alla caduta della dittatura. Dotato di una scrittura nitida,
pungente, vivacissima, e' un intellettuale fortemente impegnato nella lotta
per i diritti umani e dei popoli. Tra le sue opere, fondamentali sono: Le
vene aperte dell'America Latina, recentemente ripubblicato da Sperling &
Kupfer, Milano; Memoria del fuoco, Sansoni, Firenze; il recente A testa in
giu', Sperling & Kupfer, Milano. Tra gli altri suoi libri editi in
italiano:
Guatemala, una rivoluzione in lingua maya, Laterza, Bari; Voci da un mondo
in rivolta, Dedalo, Bari; La conquista che non scopri' l'America,
Manifestolibri, Roma; Las palabras andantes, Mondadori, Milano
Le bombe intelligenti, che
sembrano cosi' somare, sono quelle che sanno di
piu'. Hanno rivelato la verita' dell'invasione. Mentre Rumsfeld affermava:
"queste sono bombe umanitarie", le bombe sventravano bambini e
demolivano
mercati di strada.
Il paese che nel mondo produce piu' armi e piu' menzogne disprezza il dolore
altrui: "Non stiamo qui a contare i morti", ha risposto il generale
Franks,
quando qualcuno gli ha chiesto dei danni collaterali, come si chiamano i
civili che saltano in pezzi senza mangiarle o berle.
Babilonia, la meretrice dell'Antico Testamento, merita un simile castigo.
Per i suoi molti peccati e per il suo tanto petrolio.
Gli invasori vanno in cerca delle armi di distruzione di massa che avevano
venduto, quando il nemico era amico, al dittatore dell'Iraq, visto che esse
sono state il principale pretesto dell'aggressione. Finora, che si sappia,
hanno trovato solo armi da museo, in un conflitto cosi' impari.
Sono forse armi di "costruzione di massa" i giganteschi missili che
sparano
loro? Gli invasori fanno bella mostra delle loro armi tossiche e di quelle
proibite: le stanno usando. L'uranio impoverito avvelena la terra e l'aria e
i grappoli d'acciaio delle bombe a frammentazione uccidono o mutilano entro
un raggio che va ben oltre i loro bersagli.
*
Nel 1983, quando i marines occuparono l'isola di Grenada, l'assemblea
dell'Onu condanno' l'invasione a schiacciante maggioranza. Il presidente
Reagan commento' rispettosamente: "La cosa non ha minimamente sconvolto la
mia colazione".
Sei anni dopo, e' stata la volta di Panama. I liberatori hanno bombardato i
quartieri piu' poveri, hanno fulminato migliaia di civili, ridotti al numero
di 560 nelle statistiche ufficiali, e hanno eletto il nuovo presidente del
paese nella base militare di Fort Clayton. Il Consiglio di Sicurezza si e'
pronunciato contro, quasi all'unanimita'. Gli Stati Uniti hanno posto il
veto alla risoluzione e si sono messi al lavoro per le successive invasioni.
L'Onu ha espresso il proprio plauso per queste successive invasioni, oppure
ha disapprovato e girato lo sguardo dall'altra parte. Ed e' stato l'Onu a
decretare quell'embargo internazionale contro l'Iraq che ha assassinato
molta piu' gente della guerra di Bush padre: oltre mezzo milione di bambini
morti per mancanza di medicinali e di cibo.
Ora invece, sorpresa! L'Onu si e' rifiutata di seguire la nuova carneficina
di Bush figlio. Onde evitare che nelle prossime guerre si ripeta questo
episodio di cattiva condotta, temo non vi sara' altro rimedio che contare i
voti del Consiglio di Sicurezza nello Stato della Florida.
*
Non erano ancora comparsi i primi missili nel cielo dell'Iraq che gia' era
stato approntato il governo d'occupazione, democratico governo integralmente
formato da militari statunitensi, e gia' avveniva la spartizione delle
spoglie del vinto. Ora si continua a contendersi il bottino, che non e'
indifferente: i favolosi giacimenti di oro nero, il grande affare della
ricostruzione di quel che l'invasione distrugge...
Le imprese favorite celebrano le loro conquiste sui tabelloni della Borsa di
New York. Li' si ritrova il miglior bollettino di guerra. Gli indici ballano
al suono della carneficina umana.
Nel 1935, il generale Smedley Butler aveva riassunto cosi' il suo
trentennale lavoro di ufficiale dei marines: "Sono stato un gangster del
capitalismo". E aveva dichiarato che avrebbe potuto fornire qualche
consiglio ad Al Capone, visto che i marines operavano in tre continenti e Al
Capone si muoveva soltanto in tre distretti di una sola citta'.
*
E a me quale fetta tocchera'?, si domandano alcuni membri della coalizione.
Ma che coalizione? I complici di questa missione liberatrice, che sono
quaranta come nella novella di Ali' Baba', fanno parte di un coro in cui
abbondano i violatori dei diritti umani e le dittature belle e buone. E da
dove e' partita la crociata? Dove erano ubicate la basi militari degli Stati
Uniti? Basta dare un'occhiata alla mappa: quelle monarchie del petrolio,
inventate dalle potenze militari, assomigliano tanto alla democrazia quanto
Bush a Gandhi.
*
Si tratta di un'alleanza a due. Uno in crescita, l'impero di oggi, l'altro
che declina, l'impero di ieri. Il resto serve il caffe' e aspetta la mancia.
Questa alleanza a due per la liberta' del petrolio, che l'Iraq ha
nazionalizzato, non ha niente di nuovo.
Nel 1953, quando l'Iran aveva annunciato la nazionalizzazione del petrolio,
Washington e Londra risposero organizzando, insieme, un colpo di Stato. Il
mondo libero minacciato fece scorrere il sangue e lo scia' Pahlevi, astro
dei rotocalchi, divenne il carceriere dell'Iran per un quarto di secolo.
Nel 1965, quando l'Indonesia annuncio' la nazionalizzazione del petrolio,
ancora una volta Washington e Londra risposero insieme organizzando un colpo
di Stato. Il mondo libero minacciato installò la dittatura del generale
Suharto su un cumulo di cadaveri. Mezzo milione, stando ai calcoli che si
fermano alla cifra piu' bassa. Da ogni albero pendeva un impiccato. Tutti
comunisti, spiegava Suharto.
E continuo' ad uccidere. Gli era rimasto il tic. Nel 1975, qualche ora dopo
la visita del presidente Gerald Ford, invase Timor Est e assassino' un terzo
della popolazione. Nel 1991 uccise, sempre a Timor, qualche altro migliaio
di persone. Dieci risoluzioni dell'Onu obbligavano Suharto al ritiro
"immediato" da Timor Est. E lui, regolarmente sordo. Nessuno lo ha
bombardato per questo, ne' l'Onu ha decretato l'embargo universale.
*
Nel 1994, John Pilger ha visitato Timor Est. Dovunque volgesse lo sguardo,
ai campi, ai monti, alle strade, vedeva soltanto croci. L'isola, tutta piena
di croci, era un grande cimitero. Nessuno si era interessato a quella
carneficina.
Lo scorso anno, Ana Luisa Valdes e' stata a Jenin, uno dei campi profughi
palestinesi bombardati da Israele. Ha visto una immensa buca piena di
cadaveri sepolti sotto le macerie. La buca di Jenin aveva la stessa
dimensione di quella delle Torri Gemelle di New York. Ma chi la vedeva, a
parte i sopravvissuti che rivoltavano le macerie in cerca dei loro cari? Le
tragedie commuovono il mondo in modo direttamente proporzionale alla
pubblicita' che ottengono.
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Ci sono giornalisti onesti, che raccontano la guerra dell'Iraq come la
vedono. Alcuni hanno pagato con la vita. Ma ci sono giornalisti camuffati da
soldati, che sembrano piuttosto soldati camuffati da giornalisti, che
forniscono versioni adattate al gusto delle grandi catene della
disinformazione globalizzata.
Carneficine in mercati zeppi di gente? Sono state le bombe irachene. Civili
uccisi? Scudi umani usati dal dittatore. Citta' assediate senza acqua ne'
cibo? L'invasione e' una missione umanitaria. Qualche citta' ha resistito
piu' del previsto? In televisione si sono arrese tutti i giorni.
Gli invasori sono eroi. Gli invasi che resistono sono strumenti della
tirannide, accusati di difendersi. La maggioranza dei cittadini statunitensi
e' convinta che sia stato Saddam Hussein ad abbattere le Torri di New York.
E crede inoltre, questa maggioranza, che il presidente faccia quel che fa
per il bene dell'umanita' e per ispirazione divina. I mezzi di comunicazione
di massa smerciano certezze, e le certezze non hanno bisogno di prove. Ma il
mondo e' stufo che ancora una volta lo costringano ad ingoiare
quotidianamente i rospi di questo menu'.
*
Il paese dedito a bombardare gli altri paesi, che da anni e anni sta
infliggendo al pianeta una incalcolabile quantita' di 11 settembre, ha
proclamato la terza guerra mondiale infinita.
Il presidente che non e' stato in Vietnam grazie a papa' e che conosce solo
le guerre hollywoodiane, manda ad uccidere e manda a morire.
Non in nostro nome, gridano i parenti delle vittime delle Torri.
Non in nostro nome, grida l'umanita'.
Non in mio nome, grida Dio.