INTRODUZIONE DI FUORITEMPO –  Dopo la delusione per l’approvazione della legge 1927 che modifica la legge 185 sul commercio delle armi, una speranza viene dal presidente del Brasile Lula, che propone un’interessante legge. Francesco

 

IL CORRIERE DELLA SERA

Lula: una tassa sulle armi per combattere la povertà

Di Taino Danilo

Lo stato di grazia che accompagna Lula da quando ha vinto le elezioni brasiliane non si spegne. Anzi. Anche al summit del G8 in corso a Evian ha raccolto solo applausi. Jacques Chirac lo ha invitato, assieme ai leader di altri 12 Paesi emergenti, e Luiz Inacio Lula da Silva, neo-presidente brasiliano, non solo ha accettato ma, come al solito, ha spiazzato tutti: addirittura ne ha approfittato per lanciare un coordinamento, quasi un blocco dei Paesi emergenti non in contrapposizione ma autonomo dagli Otto Grandi. Presidente, com' è andato l' incontro? «Credo che si sia trattato di una pietra miliare nella relazione tra i Paesi ricchi e quelli in sviluppo. Non solo perché è stato il primo invito ma soprattutto perché è stata l' opportunità di dire la nostra opinione. Faccia a faccia con i ricchi». Avrà degli sviluppi? «Mi sembra difficile che la prossima presidenza del G8, che nel 2004 spetta agli Stati Uniti, possa fare a meno di ripetere l' invito. Ma la cosa importante è un' altra». Quale? «I Paesi in via di sviluppo si rendono conto che devono stringere i legami tra loro. E' ora di smetterla di dare la colpa di tutto ai Paesi ricchi. Dobbiamo prenderci le nostre responsabilità e quindi anche prendere le nostre iniziative». In concreto cosa significa? «Credo che la scoperta, se così possiamo chiamarla, che abbiamo fatto in questo incontro è che i Paesi in via di sviluppo non devono aspettare. Brasile, Cina, India, Sudafrica e tutti gli altri hanno molto da fare perché hanno molto in comune. Non dobbiamo aspettare gli inviti del G8. Da questo momento in poi prenderemo noi l' iniziativa, direttamente». Su quali temi, per esempio? «Per esempio sulle tariffe che Stati Uniti ed Europa ancora conservano sui prodotti agricoli. Sarà difficile rompere queste tariffe ma dobbiamo farlo se vogliamo un commercio più equo e democratico». Tema delicato. Ha trovato appoggi qui a Evian? «Ne ho parlato con il presidente della Commissione europea Romano Prodi che ha mostrato attenzione». Lei ha proposto al G8 una tassa sulle armi. Con che risultato? «Non mi aspetto che la si accetti subito. L' importante è che entri nell' agenda anche dei prossimi G8. E' una proposta che è stata presa con attenzione e che lo stesso presidente Chirac ha giudicato interessante. La questione è che dall' incontro di oggi escono nuovi standard di discussione: o si affrontano questi problemi, a partire dalla povertà, oppure aumenteranno droga, criminalità, terrorismo e nessuno lo vuole». Ha anche proposto un fondo per la lotta alla fame. «Sì, credo che non si tratti solo di dare cibo a chi non ne ha, ma di fare riforme strutturali, di creare posti di lavoro affinché anche chi è povero possa avere accesso al cibo». Fino a qualche mese fa, lei non era ai G8, era con i no global a protestare. Cosa è cambiato? «Ero dall' altra parte della barricata per cercare di passare da questa parte. Per essere eletto presidente del Brasile e cercare da lì di cambiare le cose. Ma so che solo la pressione sociale può spingere i politici ad affrontare le questioni della povertà e dell' ingiusta distribuzione della ricchezza». A questo punto, il Brasile chiederà un posto fisso e permanente tra i Grandi? In fondo siete l' ottava economia del mondo. «Credo che il Brasile non debba chiedere niente del genere. Non punto a diventare membro di un G9. Dobbiamo aprire questi incontri: vedrei meglio un G20 o G19 o qualcosa del genere». La Francia è favorevole a darvi un seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza dell' Onu. Cosa ne dice? «Credo che dobbiamo puntarci. Ma anche altri Paesi lo devono avere, per dare ad esempio una rappresentanza all' Africa». D.Ta. 48 anni l' aspettativa di vita in Africa contro i 77 dei Paesi del G8 1 dollaro la spesa annuale per la salute di una persona in Mali 50 mila persone per un dottore in Malawi, contro 169 in Italia 14 auto ogni mille abitanti in Africa, contro 561 negli Stati Uniti 2/3 della popolazione mondiale a rischio per l' acqua nei prossimi 25 anni 50% delle persone sulla Terra non ha mai fatto una telefonata
(02/06/03)