INTRODUZIONE DI FUORITEMPO: Ecco come il governo Israeliano si sta dimostrando veramente inaccettabile. Andrea
Diktat di Sharon alle Ong
Israele
chiede (in primo luogo all'Ism di Rachel Corrie) la rinuncia ai diritti nei
Territori occupati. Amnesty accusa
MI. GIO.
Subito
sono seguiti i fatti all'annuncio che le autorità militari e il ministero
dell'interno israeliano limiteranno al minimo, anche con le espulsioni, la
presenza dei degli «internazionali» nei Territori occupati. Giovedì, al valico
di Erez tra Gaza e Israele, sono entrate in vigore le nuove procedure per
l'ingresso nella Striscia. E ieri i soldati hanno perquisito la sede
dell'International solidarity movement (Ism) al quale viene fatto pagare a caro
prezzo il fatto che i due kamikaze britannici responsabili dell'ultimo
attentato a Tel Aviv avessero partecipato ad alcune iniziative dell'Ism a Gaza.
E' noto, gli eventi di questi ultimi due anni lo dimostrano, che il movimento
non ha mai organizzato azioni di protesta violenta e si è limitato ad opporre
solo resistenza passiva alle demolizioni di case e ad altri abusi delle forze
di occupazione a danno dei civili palestinesi. Ma ora perfino sul «liberal» Haaretz, i giovani
dell'Ism sono definiti «provocatori», perché «aiutano i palestinesi a superare
i posti di blocco militari», cioè i civili chiusi da mesi nei villaggi
circondati dall'esercito. Una ragazza americana dell'Ism, Rachel Corrie, due
mesi fa ha pagato con la vita l'aver cercato di bloccare la distruzione di una
abitazione a Rafah. Un altro giovane dell'Ism di nazionalità britannica, Tom
Hurndall, è in coma irreversibile, colpito alla testa da pallottole sparate da
un cecchino israeliano. Un altro americano, Brian Avery, è stato ferito
gravemente al volto. L'attacco all'Ism è una offensiva contro quella lotta
quotidiana e non violenta portata avanti da giovani di vari paesi in difesa
della legalità internazionale, mostrando al mondo la realtà dei Territori
occupati. Ai responsabili delle Ong viene ora chiesto di firmare una
dichiarazione che consente all'esercito israeliano di agire senza restrizioni.
Chi si reca a Gaza, c'è scritto nella «liberatoria», sa di entrare in una zona
di guerra, quindi rinuncia ai propri diritti. Chi firma si assume la
responsabilità di possibili «incidenti». Come dire: se vi ammazziamo, è stata
solo colpa vostra.