INTRODUZIONE
DI FUORITEMPO – Günter Grass è uno scrittore tedesco. Nel 1999 ha vinto il
Nobel per la letteratura. In questo articolo si può apprezzare la sua arte
narrativa oltre che essere un ottimo scritto per la Pace. Francesco
IL MANIFESTO
Il
torto del più forte
di GÜNTER GRASS
È iniziata una guerra voluta e
pianificata da tempo. A dispetto di ogni remora e monito delle Nazioni Unite,
un apparato militare di potenza enormemente superiore ha ricevuto l'ordine che
viola il diritto dei popoli: quello di un attacco preventivo. Le proteste non
sono servite. Il voto del Consiglio di Sicurezza è stato accantonato e
disprezzato come un dettaglio irrilevante. Dal 20 marzo 2003 vale solo il
diritto del più forte. E in base a questo diritto senza diritto, il più forte
ha il potere di comprare e blandire chi è pronto alla guerra, disprezzare e
punire chi non vi è disposto. Le parole dell'attuale presidente americano, «chi
non è con noi è contro di noi», gravano come un'eco di età barbariche su tutti
gli avvenimenti in corso. Non stupisce perciò che il linguaggio dell'aggressore
si vada assimilando sempre di più al lessico del suo nemico. Il fondamentalismo
religioso spinge entrambi i fronti ad abusare del concetto di «Dio», che è
comune a tutte le religioni, prendendo «Dio» in ostaggio del proprio fanatismo.
Persino l'appassionato monito del Papa, che ben conosce il lungo strascico di
sofferenze generate dagli atti e dalla mentalità dei crociati cristiani, non ha
sortito effetti. Confusi, impotenti, ma anche pieni di collera, assistiamo al
declino morale della sola potenza mondiale dominante, intuendo che questa
follia organizzata avrà una conseguenza certa: la spinta crescente al
terrorismo, ad altra violenza e ad altre rappresaglie.
Sono questi gli stessi Stati Uniti d'America di cui abbiamo per tante ragioni
un buon ricordo? I generosi finanziatori del piano Marshall? I bravi maestri
della scuola di democrazia che tutti abbiamo frequentato con profitto? I
critici coraggiosi di se stessi? Il paese in cui l'illuminismo europeo fu
un'arma per sconfiggere il dominio coloniale e dotarsi di una costituzione
democratica esemplare, in cui la libertà di parola è un diritto irrinunciabile
di tutti gli esseri umani?
Non siamo i soli a sentire come questa immagine, che nel corso degli anni si è
fatta sempre più evanescente e idaele, sia impallidita e oggi diventi la
caricatura di se stessa. Anche molti cittadini americani, che amano il loro
paese, sono indignati per il crollo dei loro valori più genuini e per la hybris
del potere che li governa. E'con loro che mi sento solidale. Al loro fianco mi
proclamo filoamericano. Assieme a loro protesto contro il brutale esercizio del
torto del più forte, contro la limitazione della libertà d'opinione, contro un
uso politico dell'informazione quale solo uno stato totalitario ha mai
praticato in passato, e contro quel calcolo cinico che considera accettabile la
morte di migliaia di bambini e di donne, quando si tratta di tutelare interessi
economici e potere politico.
No, non è l'antiamericanismo a offendere l'immagine degli Stati Uniti; non sono
il dittatore Saddam Hussein e il suo paese già in larga misura disarmato a
minacciare la maggiore potenza del mondo. Sono il presidente Bush e il suo
governo che spingono i valori democratici al declino, che danneggiano il loro
paese, ignorano le Nazioni Unite e con una guerra contraria al diritto dei
popoli gettano il mondo intero nel terrore.
A noi tedeschi è stato chiesto spesso se siamo orgogliosi del nostro paese. La
risposta non è mai stata facile, e tanta esitazione ha i suoi motivi. Posso
dire che il rifiuto, da parte della maggioranza dei miei concittadini, della
guerra privata che ha appena avuto inizio, mi rende un po' orgoglioso della
Germania. Dopo le due guerre mondiali di cui portiamo la responsabilità, con
tutti i loro crimini, abbiamo compiuto il difficile passo di imparare dalla
storia, mettendo a profitto la lezione che ci è stata impartita. E' dal 1990
che la Repubblica Federale è uno stato sovrano. Per la prima volta, il governo
ha fatto uso di questa sovranità e ha avuto il coraggio di contraddire il
potente alleato, preservando la Germania da una ricaduta nell'irresponsabilità.
Sono grato al cancelliere Gerhard Schröder e al suo ministro degli esteri
Joschka Fischer per la loro fermezza. A dispetto delle tante ostilità e
calunnie, dentro e fuori il paese, hanno mantenuto il loro impegno.
Oggi molti si sentiranno scoraggiati, e con buoni motivi. Eppure, non possiamo
far tacere il nostro no alla guerra e il nostro si alla pace.
Cosa è successo? Il masso che avevamo spinto fino in cima, ora è di nuovo ai
piedi della montagna. Spingiamolo allora di nuovo verso l'alto, anche se
abbiamo il sentore che, appena raggiunta la vetta, ce lo ritroveremo ancora a
valle. Questo, almeno questo, l'obiezione e la protesta senza fine, è e resta
umanamente possibile.
(trad. di Massimo De Carolis)
(25/03/03)