INTRODUZIONE
DI FUORITEMPO – Giulietto Chiesa nasce ad Acqui Terme nel 1940. Giornalista dal 1979,
quando entra a L'Unità come redattore ordinario. Corrispondente da Mosca per
L'Unità fino al 1990, passa poi alla Stampa, ancora come corrispondente da Mosca,
e rimane in Russia fino all'agosto 1999. Attualmente è editorialista e
commentatore politico dello stesso giornale e anche notista e commentatore del
Manifesto. Collabora con numerose riviste e giornali italiani, europei russi e
americani oltre che con Rai News 24 e Primo Piano di RAI 3. Ha
scritto diversi libri sull'Unione Sovietica e sulla Russia Negli ultimi
cinque anni si e' occupato di studio della globalizzazione e, in particolare,
degli effetti sul sistema mediatico mondiale. Di recente ha pubblicato "G8-Genova", cronaca degli avvenimenti
di luglio, e “Afghanistan anno zero", scritto con il giornalista e
disegnatore satirico Vauro, con prefazione di Gino Strada. Nella primavera del
2002 è uscito il suo ultimo libro, “La Guerra Infinita”. Francesco
E' il primo
dibattito che faccio su questo libro, "La guerra infinita", anche se
ne ho fatti 89 dopo il mio ritorno dall'Afghanistan. Questo libro è un
tentativo di rispondere a tutte le domande che mi sono state fatte nel corso
degli incontri, domande che erano anche mie, alle quali nessuno può trovare una
risposta unica, per cui neanche la mia è una risposta univoca, ma diciamo che
ci ho provato! Leggetelo e fatevi un'idea, perché per adesso di idee ce ne sono
poche, ci sono invece molti punti interrogativi da risolvere, per cui vorrei
che il libro servisse a questo, come strumento di guida in questo ginepraio.
Faccio due
premesse, brevi, ma importanti.
La prima è che io
non vado in giro a vendere speranze, non chiedetemele con domande del tipo
"tu cosa proponi?" o "come se ne esce?" ecc.. perché non lo
so, ho delle idee ma dubito che siano sufficienti. Una cosa certa è che per
uscire dalla situazione in cui siamo, noi abbiamo bisogno di una idea nuova del
mondo, che la sinistra democratica non ha, le vecchie idee e concezioni
politiche non funzionano più, perché siamo di fronte ad una situazione nuova,
quindi la prima cosa da fare è saperne di più, imparare di più, riflettere e
smettere di biascicare le litanie del passato, tanto non servono più a niente,
litanie come il discorso sulla teoria dell'imperialismo.
Questa teoria non
serve più a spiegare ciò che sta succedendo oggi, anche se io nel mio libro
comincio subito dicendo "benvenuti nell'epoca dell'Impero", noi siamo
entrati nell'epoca non dell'imperialismo, ma dell'Impero totale che è una cosa
nuova, bisogna cercare di capire intanto che cosa è.
Poi altre due cose:
noi siamo entrati nell'epoca dell'Impero l'11 settembre 2001 e questo Impero
contemporaneamente è entrato in guerra e ci dichiara che vuole fare la guerra
per un'intera generazione. Lo hanno detto tutti: Bush, Cheney e Rumsfield ci
stanno ripetendo che questa guerra è lunga e durerà un'intera generazione, e
non stanno scherzando, parlano sul serio e quindi tutti noi moriremo in stato
di guerra.
La seconda è come
mai l'Impero che da 10 anni ormai è rimasto l'unico sulla scena del mondo,
diventa Impero, diventa cioè potente, consapevole della sua forza ed entra in
guerra contro il terrorismo internazionale, come ci è stato detto.
Sanno già, in
anticipo, che ci vuole una generazione per sconfiggere il terrorismo
internazionale? Ma non vi sembra strana questa cosa, perché è necessaria una
guerra così lunga, quando fino al 10 settembre noi non sapevamo che ci fosse un
nemico così potente da richiedere una guerra che dura un'intera generazione? Ci
crediamo o no? Io ho qualche dubbio, cioè dubito che quello che ci stanno
dicendo corrisponda a quello che stanno facendo.
La seconda premessa
è questa: io immagino che stasera tornerete a casa un po' più inquieti di
prima, almeno lo spero! Perché io ritengo che la prima cosa da fare è
inquietarsi, prima ancora di decidere che cosa si deve fare, inquietarsi,
perché molta gente non si è ancora resa conto di ciò che sta succedendo. La
guerra afgana è cominciata, sembra quasi finita, è stata annunciata quella in
Iraq, però non c'è ancora l'idea che la guerra sia una cosa che ci riguarda.
Milioni di persone in Italia non pensano che la guerra li riguardi, ma si
sbagliano! La guerra rapidamente ci riguarderà molto da vicino.
Cerchiamo di vedere
un po' più da vicino che cosa sta accadendo.
11 settembre: una
data annunciata
Vi propongo alcuni
elementi di riflessione sull'11 settembre, perché tutto ruota o sembra ruotare
intorno a questa data. C'è stato un giornalista americano che scrive per il Los
Angeles Times e per l'Herald Tribune, William Pfaff, che ha scritto una frase
che mi ha ispirato. E' da li che sono partito per scrivere il libro: "l'11
settembre l'impero ha preso coscienza di essere tale", cioè fino al giorno
prima già esisteva, perché con il crollo dell'unione Sovietica nel 1991 questo
impero si è formato, non c'era più il mondo bipolare, sono rimasti solo gli
Stati Uniti con una potenza sconfinata, micidiale, unica già allora.
Ma di questo potere
non se ne resero conto subito, c'è voluto un po' di tempo.
Che avessero già il
senso della potenza si intuiva e nel libro racconto dettagliatamente un
episodio del tutto sconosciuto: la guerra del Golfo del 1991 non iniziò mica
come noi sapevamo! Cominciò 17 ore prima con una operazione militare che è
rimasta segreta fino a pochi mesi fa, si chiamava "operazione
scoiattolo".
Ve la racconto:
16/17 ore prima che cominciasse l'attacco contro l'Iraq una squadriglia di
bombardieri B52 M-modificati si levò da una base della Louisiana carica di
missili di crociera, attraversò l'Oceano Atlantico e sorvolò lo Stretto di
Gibilterra e tutto il Mediterraneo, entrò nello spazio aereo egiziano,
attraversò il Mar Rosso, sorvolò l'Arabia Saudita e da lì, senza entrare nel
territorio iracheno, sganciò 32 missili di crociera; la guerra iniziò così, con
una operazione sperimentale e segreta, poi questi
aerei fecero una
virata di 180 gradi e ritornarono nella loro base in Virginia senza mai
scendere a terra, ripetutamente riforniti in volo da aerei che si erano alzati
dalle Azzorre.
Perché questa
operazione ce l'hanno tenuta nascosta? Perché era la prima volta che gli
americani provavano a fare una guerra completamente da soli: infatti non
chiesero il permesso a nessuno per questa operazione, nemmeno alla Nato. Questo
nel '91, diversi anni fa, quindi significa che già da allora c'era qualcuno che
pensava a sviluppi futuri, non sono mica ingenui; hanno decine di centri di
ricerca dove fanno i loro calcoli, ragionano strategicamente e pianificano.
Avevano già pensato alla guerra da condurre da soli, in qualsiasi parte del
pianeta, ma perché? Di che cosa non si fidavano i generali americani nel '91?
Perché non si fidavano neanche degli europei? C'era quindi già allora l'idea
che l'America sarebbe diventata qualcosa di diverso da quello che noi abbiamo
percepito fino ad oggi, sono passati 10 anni e la guerra afgana si fa senza
bisogno di nessuno, neanche della Nato, non ci hanno chiesto di partecipare e
anzi hanno cercato di tenerci da parte e con noi i francesi e i tedeschi. Hanno
partecipato solo gli inglesi e potevano anche non farlo, neanche di loro c'era
bisogno.
Questa è una prova
dell'impero, vogliono far da soli, perché non si fidano più di nessuno e perché
intendono dominare il mondo.
C'è una frase che
io vi propongo come spiegazione, anche questa abbastanza lontana: Ronald Reagan
dice durante il suo primo mandato a tutto il mondo "il tenore di vita
degli americani non è negoziabile", questo c'entra moltissimo con la
guerra. Vedremo dopo cosa significa questa frase.
Ma torniamo al
2001, al fatale 11 di settembre e alla frase di Pfaff, che dice che da questa
data l'America ha preso coscienza di essere diventata l'impero e di voler
esercitare il suo potere. Che cosa era successo in quell'anno? Noi abbiamo
saputo che l'America è entrata in recessione, lo abbiamo saputo il 13 novembre
2001, che nel calendario viene dopo l'11 di settembre; ma quando ci hanno detto
che l'America era entrata in recessione ci hanno anche detto simultaneamente
che lo sapevano dall'aprile del 2001, che viene prima dell'11 di settembre!
E allora di fronte
a queste due date cerchiamo di riflettere: ci dicono nel 2001 che l'America è
entrata in recessione, ma questa è la notizia più importante dell'ultimo
quindicennio!
Perché in tutti i
quindicenni precedenti ci hanno detto che il modello americano era fantastico,
funzionava meravigliosamente, che la globalizzazione era un grande successo,
che si produceva più ricchezza di prima e che questa ricchezza veniva
distribuita in tutto il mondo, era il modello giusto. Ma non abbiamo forse
vissuto gli ultimi anni con una sinistra italiana che diceva che questo era il
modello che bisognava seguire, che o fai come loro oppure perdi la concorrenzialità,
che bisognava essere privatizzanti, deregolanti, che bisognava accettare tutto
il modello americano perché funzionava benissimo, era perfetto, che non ci
sarebbero più state crisi, che era la fine delle crisi cicliche del
capitalismo. Non ha detto tutto questo D'Alema, in questi anni? Ma cito lui
solo perché questa era l'opinione comune.
Novembre 2001: la
crisi della globalizzazione americana
E invece, nel
novembre 2001, noi veniamo a sapere che l'America si è fermata, e chi è che
l'ha fermata? Non c'è più l'Unione Sovietica, il nemico, e infatti nessuno l'ha
fermata, si è fermata da sola!
Nel 2001 noi
abbiamo assistito alla formalizzazione della crisi della globalizzazione
americana. Però loro lo sapevano da aprile e ci hanno impiegato otto mesi per
dirci la più importante notizia dell'ultimo quindicennio. Ma come? Non viviamo
forse nell'epoca della tecnologia più raffinata, dove basta schiacciare un
pulsante per trasferire cento miliardi di dollari dalla borsa di New York a
quella di Tokyo, o di Londra?
E poi mi è venuta
in mente un'altra cosa: gli otto grandi che si sono riuniti a Genova a luglio,
sempre prima dell'11 settembre, lo sapevano o non lo sapevano che l'America era
già in recessione da alcuni mesi? Anche questa è una domanda interessante,
perché i casi sono due: o questi otto lo sapevano, e allora ci hanno mentito in
modo clamoroso e spudorato, oppure non lo sapevano, e allora non sono otto
grandi, allora c'è qualcuno che è più grande di loro che l'ha tenuto nascosto
all'opinione pubblica mondiale, circa 6 miliardi di persone.
In questo fatale
2001 è successa un'altra cosa: è crollata la Enron Corporation, abbiamo sentito
qualcosa, ma poca roba perché da noi la nostra stampa non si occupa delle cose
importanti, Bruno Vespa ce lo insegna tutte le sere, non è vero?
Questa Enron aveva
due caratteristiche "divertenti": era il più grande gigante
energetico del mondo e la settima impresa mondiale nella graduatoria. Se crolla
una cosa di questo genere, che era nell'elenco dei primi 100 potenti del mondo,
è come dire non tanto che sono stati messi sul lastrico circa 50 mila persone a
cui hanno rubato anche le pensioni, ma è come se ci dicessero che il Belgio è
affondato, sparito. Nel 2001 l'intero gruppo dirigente della Enron si è portato
via qualcosa come 1000 miliardi di dollari. Questo sarebbe niente se non fosse
anche che la Enron ha finanziato la campagna elettorale di Bush, Cheney,
Rumsfield, e altri membri di questa amministrazione che praticamente è tutta
composta di ex funzionari o dirigenti della ENRON CORPARATION.
Quindi immagino che
anche a voi inizia a venire qualche sospetto su ciò che è successo nel 2001, a
me ne sono venuti molti, perché in tutta questa storia c'è qualcosa che non
funziona, compresa l'elezione del Presidente Bush.
A proposito di
D'Alema; non ci hanno forse spiegato questi signori che il modello americano e
la democrazia americana era la migliore possibile, che bisognava imitare
l'America, tanto è vero che l'abbiamo imitata, perché i 61 deputati eletti in
Sicilia per il Polo sono stati regalati al Polo perché noi gli abbiamo regalato
il sistema maggioritario e perché glielo abbiamo regalato? Stavamo imitando il
sistema elettorale americano, il bipartitismo, l'alternanza, tutte queste
scemenze da bambini delle elementari, e poi scopriamo che la più grande
democrazia del mondo, anzi l'Impero, ha un imperatore che non è stato eletto
dagli americani, ma nominato da un tribunale della Florida dipendente dal
fratello del Presidente degli Usa.
Che meravigliosa
democrazia che abbiamo di fronte! L'imperatore, che è soltanto un facente
funzione, perché come tutti voi avrete capito Bush non è il vero imperatore
troppo incolto per fare il Presidente sul serio, il Presidente vero è Cheney,
"è stato comunque eletto", anche se probabilmente "non ha
neanche vinto le elezioni", anche questo è accaduto all'inizio del 2001.
Allora io cosa concludo? Che ho deciso di mettermi a studiare questo 11 di
settembre e ho cominciato pazientemente a raccogliere tutte le informazioni che
sono state pubblicate sulla stampa americana, con calma, ho ritagliato i
giornali, ho messo insieme le cifre, ho fatto un po' di conti e guardando
questo problema da ogni parte, ogni cosa che vedevo mi portava ad una
conclusione unica, anche se sono stato prudente e ho riflettuto a lungo se
dirla o meno, perché mi sembrava troppo grossa, ma poi siccome era evidente, me
ne sono sempre più convinto e leggendo Chomsky, che più o meno diceva le stesse
cose, sono arrivato a questa conclusione che vi comunico: noi non sapremo mai
la storia dell'11 di settembre, queste storie non si sanno mai nel corso di una
vita, noi italiani siamo molto esperti a cominciare dalla strage di Piazza
Fontana per cui ci sono voluti 40 anni per capire qualcosa, dall'Italicus, da
Brescia, da Bologna ecc.. noi non abbiamo saputo mai niente perché c'erano i
servizi deviati, un termine del tutto italiano, ma chi li devia i servizi?
Allora, per
analogia e non solo, la prima considerazione è questa: l'11 settembre è troppo
grande per un fanatico islamico, perché in una grotta afgana non si costruisce
l'11 settembre, visto che ci saranno voluti almeno 250 uomini mettendo insieme
quelli che hanno raccolto i soldi, usato le carte di credito, fatto le
prenotazioni, controllato i movimenti, che hanno fatto il cifrario segreto per
le comunicazioni ecc.. non l'ho fatto io questo conto; ma come si fa a non
sapere nulla prima?
Ho chiesto ad un
mio vecchio compagno partigiano genovese quanto tempo impiegavano per
organizzare un'azione gappista seria durante la guerra clandestina contro i
nazisti e i fascisti. Mi ha risposto che per una operazione seria non si poteva
aspettare più di una settimana perché qualcuno si lasciava sfuggire sempre
qualcosa, quindi di queste 250 persone operando all'interno degli Stati Uniti
per anni e anni nessuno si è accorto di niente? Poi ci viene detto che in
realtà qualche cosa lo sapevano, ma che dovevano fare altre indagini, poi
veniamo a scoprire che addirittura tra i kamikaze che avrebbero preso parte a
questa operazione alcuni sono stati fermati tre o quattro volte quella stessa
giornata prima di salire sull'aereo, e poi pian piano viene fuori l'ultima cosa
divertente e incontrovertibile, perché ci sono i documenti, cioè il fatto,
pubblicato da Le Monde, per cui esiste un rapporto che l'FBI ha inviato subito
dopo l'11 settembre al Ministero della Giustizia americano e che rivela che
nella cittadina di Fort Lauderdale in Florida (di nuovo la Florida! che
coincidenza!) alcuni giorni prima dell'11 settembre un gruppo di 60 studenti
israeliani erano alloggiati, nella stessa cittadina in cui si trovavano 7 dei
15 kamikaze che avrebbero preso parte all'attacco aereo. L'FBI quando viene a
scoprirlo si chiede che cosa ci facessero questi studenti israeliani a Fort
Lauderdale e se per caso erano lì per seguire i kamikaze? Perché non hanno
detto niente all'FBI e alla Cia?
Se cominciamo a
snocciolare queste cose, viene fuori quello che dice Chomsky: la verità non la
sapremo, ma una cosa la sappiamo con assoluta certezza per me, ed è che la
versione che ci hanno offerto è falsa! Tutto ciò che i mass media mondiali
hanno pubblicato sull'11 settembre è falso, l'interpretazione politica dell'11
settembre è falsificata completamente. Ma è su questa base che siamo andati
alla guerra in Afghanistan! È su questa base che si sono uccisi 6500/7000
civili afgani e 15000 combattenti talebani, certo brutali, ma li abbiamo
ammazzati, e in ogni caso se non ci paiono tanto gravi i militari non
dimentichiamo i civili, una bella vendetta! 1 a 3, ma loro valgono meno dei
morti delle Twin Towers, che pure sono morti anche quelli, ma ci sono due pesi
e due misure, anche in questo senso. Ma non è questo il punto. Se la versione è
falsa, se la guerra è stata fatta sulla base di criteri falsificati, che cosa è
accaduto che spiega questa guerra lunga che ci sta di fronte?
Che cosa è accaduto
per far raggiungere agli americani la più alta cifra mai stanziata nella loro
storia, in termini percentuali e assoluti, di spese militari? Ufficialmente si
tratta di 387 miliardi di dollari, 48 miliardi in più dell'anno precedente!
Ufficiosamente, perché alcuni questo calcolo l'hanno fatto guardando con
attenzione il bilancio americano, sono circa 550 miliardi di dollari per il
solo 2003! Per dare un'idea di questa spesa basta dire che in termini
percentuali gli americani hanno superato la cifra del 1982, l'anno più
drammatico della guerra fredda quando la Russia con Breznev annunciò la parità
strategica con gli Usa, il momento in cui si minacciava lo scontro nucleare con
l'Unione sovietica! Quindi è evidente che non scherzano. Poi c'è una seconda
cosa: hanno deciso di abbandonare unilateralmente il Trattato ABM del 1972, il
trattato che garantiva l'equilibrio strategico tra Unione Sovietica e Usa e
voleva dire che siccome si era raggiunta la parità militare o la si stava per
raggiungere, entrambe le due potenze rinunciavano all'idea di costruirsi uno
scudo stellare missilistico che coprisse l'intero paese, o meglio ne
costruirono solo uno a testa, i Russi per proteggere Mosca e gli americani per
proteggere una base strategica. Era il famoso discorso dell'equilibrio del
terrore, cioè una mutua distruzione assicurata, perché se una potenza attaccava
e l'altra aveva un "ombrello" sarebbe stata in grado di contrattaccare,
quindi nessuno dei due avrebbe mai attaccato.
Perché
improvvisamente nel 2001 una delle prime decisione che prende il presidente
Bush appena arrivato al potere è quella di ritirarsi fuori da questo Trattato,
dichiarando alla Russia che gli americani si faranno il loro scudo stellare?
Perché, che cosa è successo? L'argomentazione, alla quale credono tutti i
nostri commentatori italiani, è che ci sono alcuni paesi, cosiddetti
"stati canaglia", di cui non ci si può fidare e che un giorno
potrebbero attaccare gli Usa, tra cui l'Iraq, l'Iran, la Corea del Nord, ma non
risulta che questi stati abbiano le armi nucleari, forse se le potranno fare,
tra qualche anno, ma per ora non ce l'hanno. Per cui, bisogna abbandonare il
Trattato ABM, rovesciare completamente il sistema degli accordi internazionali
per proteggersi da questi tre stati che l'arma nucleare neanche ce l'hanno: la
spiegazione non può essere questa.
Il nemico americano
di sempre: La Cina . Gli americani si stanno preparando ad un grande scontro
strategico mondiale, questo non significa che si stanno preparando a fare la
guerra, ma che si stanno preparando ad uno scontro mondiale con il solo paese
che in questo momento riesce a prendere decisioni senza chiedere il permesso a
qualcuno, neanche agli Usa. È evidente che parliamo della Cina. Gli americani
si stanno preparando alla guerra contro la Cina, naturalmente non ce lo dicono,
non si può dire, sarebbero tutti indignati soprattutto per le motivazioni che
adesso cercheremo di capire. Facciamo un calcolo, io ho parlato di crisi della
globalizzazione americana, perché ciò che sta accadendo è che l'occidente si è
fermato, il Giappone non cresce più da dieci anni, l'America si è fermata nel
2001, l'Europa arranca intorno allo 0,7-1,2%, se le mettiamo insieme l'anno
prossimo raggiungiamo un livello di crescita medio annuo dell'1,7% del prodotto
mondiale lordo, se va bene! Ma dieci anni fa gli americani, il FMI, dicevano
che se si fosse giunti ad una crescita inferiore al 2% del prodotto interno
lordo mondiale, saremmo stati in crisi gravissima! Ci siamo arrivati, siamo già
nella crisi mondiale dell'economia, ed è una crisi grande, non credete a quelli
che scrivono sul Sole 24 Ore, che ci dicono che la ripresa è dietro l'angolo,
perché non c'è nessuna ripresa, guardate come vanno le borse, sembra
un'altalena! La Federal Reserve nel 2001 ha abbassato il tasso di sconto del
dollaro di 11 volte, in un solo anno! non era mai accaduto nella storia degli
Usa che si abbassasse così il tasso per far riprendere gli investimenti, e
comunque non ci sono riusciti! hanno diminuito le tasse per i ricchi, per
aumentare i loro consumi e gli investimenti, non ci sono riusciti! E pensare
che l'America era la locomotiva mondiale. Dall'altra parte? Guardiamo la Cina:
un miliardo e 250 milioni di persone, che da dieci anni continua a crescere a
tassi medi lordi superiori all'8% medio annuo.
Proviamo a fare un
ragionamento banale: i cinesi incominciano già adesso (non occorre arrivare
all'anno fatale che poi vi dirò) a desiderare di consumare tanto quanto
consumiamo noi, di bere tanta acqua quanto noi, di avere tante automobili
quante ne abbiamo noi e di consumare tanta benzina quanto noi. Cosa succederà
nel famoso anno 2017? Perché, direte voi, il 2017? Ve lo dico subito: c'è un
documento del Pentagono pubblicato alla fine del 2000, pochi mesi prima del
fatale 2001, in cui Rumsfield, non ancora Ministro della Difesa, scriveva,
insieme ad un gruppo di importanti generali del Pentagono, che nel 2017 la Cina
sarebbe divenuta il nemico principale degli Usa. Gli esperti hanno già fatto
tutti i conti, mettendo in lista lo sviluppo demografico della Cina, il suo
sviluppo economico, tecnologico, militare e facendo la somma hanno concluso che
la Cina del 2017 sarà un paese in condizioni non solo di difendersi, ma di
minacciare la sicurezza degli Usa. Allora bisogna arrivare al 2017 mettendo gli
Usa in una superiorità tale da consentire agli Usa in quel momento cruciale, di
dettare le loro condizioni al mondo intero.
Sta succedendo che
dove si conoscono le cose, si è capito che siamo arrivati ad un punto cruciale
della storia dell'uomo, ai limiti dello sviluppo.
Oltre significa
porsi il problema che Ronald Reagan aveva già intuito 15 anni fa: le condizioni
di vita degli Usa non si negoziano. Vedete, noi stiamo già chiudendo le nostre
città la domenica perché non ci respiriamo più, la temperatura del pianeta sta
crescendo perché causiamo l'effetto serra, perché consumiamo troppa energia e
stiamo depredando tutte le ricchezze della terra, stiamo facendo andare
indietro i ghiacciai e salire il livello del mare, nei giorni scorsi ho letto
una notizia agghiacciante in un piccolissimo trafiletto del Financial Times
dove c'era scritto che tutte le aziende della pesca mondiale hanno fatto una
Conferenza in Alaska e hanno tirato fuori tutti i dati che avevano a
disposizione dai quali risulta che noi abbiamo dimezzato il patrimonio ittico
di tutti gli oceani del mondo negli ultimi dieci anni. Quindi stiamo
distruggendo l'intero patrimonio ecologico del pianeta ad una rapidità
vertiginosa.
Ma noi possiamo
permetterci davvero che un miliardo e 250 milioni di cinesi entrino sul mercato
mondiale facendo quello che abbiamo fatto noi fino ad ora? Ma salterebbe tutto
per aria!
Tiriamo le somme:
bisogna impedirglielo. Non necessariamente facendo la guerra, ma costringendoli
a subire le nostre decisioni. Non c'è soltanto il problema dei ricchi e dei
poveri nel pianeta, il classico "elastico di classe" che l'occidente
ha teso negli ultimi anni oltre ogni misura, ci sono 800 milioni di persone che
non mangiano abbastanza, c'è un miliardo di persone che non beve abbastanza, ma
questo non è tutto. C'è un terribile secondo "elastico" che non vi ho
descritto, noi siamo arrivati ai limiti dello sviluppo o perlomeno di quello
sviluppo, perché non è detto che non ce ne possa essere un altro. Questo
sviluppo per essere mantenuto richiede la guerra, una grande potenziale guerra
di sterminio per mantenere il loro livello di vita.
L'Europa: quale
ruolo?
E allora, che cosa
possiamo fare? Poco, io non ho parlato neanche dell'Europa, perché è un nano
militare che non conta niente, ma è un gigante economico che potrebbe contare.
Guardate come riesce a contare nella crisi palestinese, noi abbiamo dei
dirigenti che oltre ad essere vili e incapaci, sono dei vassalli incapaci di
capire ciò che sta accadendo. In che cosa possiamo sperare, nell'Europa che si
erge e dice che la guerra non la vuole?
Questa è una guerra
folle, non sarebbe meglio cercare di capire tutti insieme come utilizzare al
meglio le risorse del pianeta? Forse noi dovremmo rinunciare a qualche cosa, ma
in compenso avremmo la pace, potremmo sopravvivere e dare un futuro ai nostri
figli, oppure la guerra. Ma chi sono gli uomini in Europa capaci di alzarsi un
giorno e riflettere in termini strategici, non soltanto nei termini di tre o
quattro anni, quando si saranno eletti di nuovo? Noi non abbiamo leader capaci
di guardare più in là di quindici anni, non abbiamo nessuno intorno a noi,
senza parlare di questo gruppo di criminali che sta alla testa degli Usa in
questo momento. Occorre una grande "riforma intellettuale e morale"
come direbbe Gramsci, che non inizia certo dai nostri dirigenti, ma da noi
stessi, che intanto dobbiamo cominciare a dire che questa guerra non la vogliamo
e che faremo di tutto per impedirla.
È necessaria poi
una riflessione nuova, senza stare a biascicare sulle vecchie formule del
passato, e capire che noi ci troviamo in una svolta della storia che nessun'
altra generazione ha mai vissuto. Mai era capitato che l'uomo potesse turbare
l'universo, e non c'è nessuna teoria di classe che ci spiega come se ne esce.
Non c'è un vincitore o perlomeno a Washington pensano che possono essere loro,
io non ne sono sicuro, perché questa guerra potremmo anche non vincerla. E
anche se la vincessimo? Che cosa ne uscirebbe? Avremmo sicuramente perduto la
libertà, la democrazia, tutte le cose belle di questa società, la civiltà, il
diritto, la nostra dignità e i nostri valori.
Concludo ricordando
con quello che mi è accaduto nella Valle del Panshir il giorno prima della mia
partenza, quando, guardando la televisione nell'ospedale di Emergency, fummo
informati che quel pomeriggio nella cittadina di Peshawar, in Pakistan, 500
giovani avevano firmato per la Jiad, in un solo giorno. Mi chiesi: che cosa
succederà quando uccideranno Bin Laden? Diventeranno 50 mila, poi 500 mila,
ripeto quindi che non sono sicuro che noi vinceremo questa guerra, contro un
esercito di kamikaze che stiamo creando con le nostre mani. Ho scritto questo
libro il più in fretta possibile, perché sono convinto che questa riflessione
non ha tempi infiniti. Sono angosciato, volevo angosciarvi, spero di esserci
riuscito.