INTRODUZIONE DI FUORITEMPO –  Questa l’intervista che il Corriere della Sera aveva ottenuto dal premier serbo Zoran Djindjic prima che venisse ucciso. La crisi irachena mi stava facendo perdere questa triste realtà che mette tutta la regione balcanica nuovamente in uno stato di grossa incertezza. Francesco

 

IL CORRIERE DELLA SERA

«L' Occidente ignora quanti provvedimenti impopolari debbo prendere»

 

di De Feo Marika

 

FRANCOFORTE - «Se non inizieranno al più presto i negoziati per stabilizzare la regione kosovara, si rafforzeranno gli estremisti. Ed è drammatico che finora non ci sia alcuna disponibilità da parte della comunità internazionale a parlare del futuro assetto nella regione. Il tema è tabù. Invece, è necessario far partire ora i colloqui, perché fra uno o due anni sarà ancora più difficile» trovare un accordo. Era molto preoccupato, il premier serbo Zoran Djindjic, nell' ultima intervista rilasciata al Corriere pochi giorni fa. Quando, di passaggio nella «sua» Francoforte, dove era vissuto in esilio negli anni Ottanta, aveva raccolto i fondi destinati alla ricostruzione della chiesa ortodossa di Santa Sava, a Belgrado, e si era ripreso dai postumi di una operazione a una gamba. In passato, Djindjic si considerava «il cavallo su cui l' Occidente avrebbe dovuto puntare». Ma ora appariva deluso, perché «noi a Belgrado prendiamo provvedimenti del tutto impopolari, e questo non viene considerato a sufficienza, in Occidente». Mentre la lotta alla corruzione, la caccia agli ex capi politici della Serbia, pur di ottenere gli aiuti occidentali, l' arresto degli estremisti musulmani, la negazione dell' indipendenza del Kosovo e tutte le riforme spronate nei due anni passati al governo gli avevano procurato nemici mortali. Come giudica i rischi della smobilitazione del contingente internazionale nei Balcani, ora che il Golfo concentra l' attenzione degli Stati Uniti e dei suoi alleati? «Io penso che la graduale riduzione delle truppe sia una buona notizia. Ma questo processo deve essere accompagnato da un dibattito, da parte dei governi delle singole regioni coinvolte, sulla strategia di lungo termine da adottare per mantenere la pace e la stabilità». E qual è la posizione della comunità internazionale? «Ho l' impressione che il personale amministrativo internazionale abbia interesse a prolungare la presenza in queste regioni, anche perché prende lauti stipendi... Per quanto riguarda il Kosovo, circa un mese fa, ho fatto pressione per iniziare a discutere del futuro assetto della regione. Ma la risposta da parte occidentale è stata molto fredda. La portavoce di Javier Solana, l' Alto Rappresentante per la politica estera della Ue, ha sostenuto che "non è il momento di aprire la discussione". E poi ho ricevuto una lettera dal Segretario di Stato americano Colin Powell, con il medesimo contenuto». Accetterebbe una federazione composta dalla Serbia e dal Kosovo, sulla falsariga della Serbia-Montenegro? «No, perché in questo caso il Kosovo potrebbe dichiarare la sua indipendenza attraverso un referendum. E ho già un piano sullo status del Kosovo, elaborato sulla falsariga della federazione croata e musulmana in Bosnia. Penso che il Kosovo dovrebbe avere uno status maggiore di quello di una provincia autonoma. I due gruppi etnici, gli albanesi e i serbi, dovrebbero essere riconosciuti come singole collettività, e non solo come semplici cittadini. Ora abbiamo l' illusione di un Kosovo multietnico. E invece abbiamo la preminenza degli albanesi». Ratko Mladic, il generale serbo che comandò l' assedio di Belgrado ed è ricercato per la strage di Srebrenica, pare che sia a Belgrado. «Finora non abbiamo ricevuto alcuna informazione sul luogo dove potrebbe nascondersi. Se sapessimo dove si trova, interverremmo. Perché la legge prevede che tutti i cittadini serbi elencati nella lista del Tribunale internazionale Onu debbano essere inviati all' Aja. Quindi la polizia è tenuta a cercarli». E li cerca attivamente? «E' difficile a dirsi. La polizia ha un ordine. Ma si può immaginare che ne sia tutt' altro che entusiasta. E anche la posizione dell' opinione pubblica è estremamente variegata. Perché, dopo tutto si tratta di ex capi politici. Che improvvisamente si trovano nella lista dei ricercati». Come giudica la minaccia americana di interrompere gli aiuti alla Serbia perché non coopera a sufficienza? «Penso che sia ingiustificato dire che non collaboriamo. Noi facciamo il possibile. E Mladic è un' eccezione. Nessun governo ha mai consegnato ai tribunali internazionali così tanti ex capi politici. Nonostante la situazione molto instabile, con tanti problemi, politici ed economici, ancora da risolvere, abbiamo preso provvedimenti del tutto impopolari. Ma questo non viene considerato a sufficienza, in Occidente. E' scoraggiato? «No, capisco il mondo. Il mondo è ingiusto». Marika de Feo IL MONDO Se sono scoraggiato? No, capisco il mondo e il mondo è ingiusto IL KOSOVO Dovrebbe avere uno status maggiore della provincia autonoma I PROCESSI Nessun governo ha mai consegnato ai giudici così tanti ex capi politici

 

(13/03/2003)