CAMPAGNE E AZIONI

 


Campagna per la Pace "Stop Esso War"

[Volantino della campagna contro la petrolifera "Esso". Rivista Nigrizia]

sito ufficiale della campagna www.stopessowar.org  

 


Campagna di pressione per il salvare il popolo indios brasiliano degli Awà-Guajà

 

Chi sono gli Awà-Guajà.

Gli Awà-Guajà sono indios brasiliani dediti alla caccia e alla raccolta di frutta selvatica. I loro territori fanno gola ai fazendeiros (latifondisti) che, tramite killers assoldati, costringono il popolo degli Awà-Guajà a spingersi sempre più dentro la foresta.

Impossibile stabilire quanti indios siano stati uccisi fino ad oggi.

Attualmente gli indios sono relegati in quattro villaggi; prima la loro terra ammontava a ben 118.000 ettari.

Nel 1970 la Banca Mondiale, la Comunità Europea e il Giappone hanno concesso un prestito cospicuo per lo sfruttamento della miniera di ferro nella Serra del Carajas chiedendo in cambio la demarcazione e la legalizzazione delle aree indigene situate lungo la ferrovia del Carajas.

I soldi sono stati usati, la miniera funziona e dopo 30 anni i diritti dei più deboli sono ancora calpestati.

Cosa si sta facendo.

Survival International e la congregazione dei Missionari Comboniani del Brasile Nord Est stanno agendo a livello politico dialogando direttamente con il governo brasiliano chiedendo la demarcazione urgente del territorio degli Awa-Guajà, prima che si verifichi l’ennesimo etnocidio, in conformità all’ordinanza 373/92.

Cosa possiamo fare noi.

Con la nostra firma possiamo sostenere e dare forza all’azione intrapresa da Survival International e dai Missionari Comboniani.

La firma serve a dire “Io ci sono, sostengo la causa degli oppressi”

 

Uniti si può vincere!

 

 

[Petizione da stampare e firmare]

 

[Volantino]

 

 

AZIONI VIA POSTA CARTACEA O ELETTRONICA

 

Testo del messaggio o della lettera che può essere variato purché si mantenga lo spirito educato ma risoluto

(copiate e incollate questo testo all'interno di un messaggio di posta elettronica o di un documento word da stampare ed inviare agli indirizzi disponibili)

 

Nome e cognome

Indirizzo

Città - Italia

 

Oggetto: Restituite la terra agli Awà Guajà

 

Ex.mo Dr Miguel Reale Junior

Ministro da Justiça

Il popolo degli Awà Guajà è perseguitato da fazendeiros, allevatori, imprese

di legname pregiato e rischia l'estinzione. Attualmente è costretto a vivere

in quattro villaggi mentre il suo territorio si estende per ben 118.000

ettari. Con la presente, chiedo formalmente che venga rispettata l'ordinanza

373/92 e che venga, quindi, restituito agli indios Awà Guajà un territorio

di 118.000 ettari. Chiedo altresì la rimozione degli invasori da suddetto

territorio.

Certo di un Vostro positivo riscontro, distintamente saluto.

 

 

Indirizzo di posta elettronica: 

gabinetemj@mj.gov.br

 

 

Indirizzi di posta cartacea:

 

1)

Ex.mo Dr Josè Carlo do Vale Madeira

Justiça Federal - Quinta Vara

Av. Senador Vitorino Freire s/n

Areinha, 65025-340

São Luis, MA

BRASIL

 

2)

Ex.mo Dr Miguel Reale Junior

Ministro da Justiça

Esplanada dos ministerios

Bloco T, 70064-900

Brasilia DF

BRASIL

 

La nostra forza è che siamo tanti, la loro forza è che non ci muoviamo insieme quindi scrivete, scrivete, rompete le balle, fate casino...

Maurizio Brocchi

 


 

Missionari Saveriani - "Campagna di pressione contro la nomina U.G. Beretta ad ambasciatore in U.S.A."

 

La rivista Missione Oggi ha lanciato dal suo sito internet un appello a tutti i cittadini e alle associazioni per inviare lettere ed email al Presidente della Repubblica chiedendogli di respingere, qualora confermata, la nomina da parte di Berlusconi, del produttore d'armi Ugo Gussalli Beretta ad ambasciatore negli Usa.
 
Ugo Gussalli Beretta non solo non fa parte del "corpo diplomatico" italiano, ma è presidente della Beretta Holding spa, che controlla varie industrie produttrici di armi (pistole, revolver, mitragliette, fucili di precisione) in diversi paesi del mondo e con una rete di vendita in moltissimi stati dal Bangladesh al Libano, dalla Giordania al Pakistan, dal Cile al Perù al SudAfrica, per citarne solo alcuni.

Se vuoi, firma l'appello che trovi sul sito:
www.saveriani.bs.it

 


Un ponte tra Italia ed Ecuador per un'economia solidale

Una proposta molto interessante non solo in se stessa ma anche come modello di sviluppo che potrebbe interessare diversi paesi in difficoltà. Questo articolo è tratto del mensile "Credito Cooperativo". Simone

[Un ponte tra Italia ed Ecuador per un'economia solidale - pagina 1 | 2 | 3 ]

 


 

Campagna Kappa

Poche settimane fa ho spedito una cartolina di protesta pre-stampata indirizzata a Basic Net (Kappa, Robe di Kappa) che ho trovato nel numero di giugno2002 di Altreconomia.

Basic Net S.p.a. con il marchio Kappa è lo sponsor della nazionale di calcio italiana.

Robe di Kappa commercializza capi di abbigliamento sportivo prodotti in Birmania. In questo modo sostiene una delle dittature militari peggiori del mondo; ecco alcuni dati:

-Rifiuto di trasferire il potere al governo legittimamente eletto. Aung San suu Kyi, premio nobel per la pace nel 1991, e leader del partito di opposizione (NLD), che aveva vinto le elezioni del 1990 con l’82% dei voti.

-Più di un milione di uomini e donne e bambini ridotti ai lavori forzati.

-1,5 milioni di persone spostate a forza dalle loro zone di origine.

-1.700 prigionieri politici di cui molti subiscono torture.

-Il paese è uno dei maggiori produttori illegali di oppio ed eroina del pianeta.

-Utilizzo massiccio di bambini soldato (circa 50.000).

-Mancanza dei più elementari diritti sindacali e paghe tra la più basse del mondo.

L’ organizzazione internazionale del lavoro, assieme all’opposizione democratica e del sindacato birmano in esilio, chiedono alle imprese occidentali di non investire nel paese, anche perché tutte le attività economiche sono controllate dai militari ed i profitti così creati sono in gran parte impiegati nell’acquisto di armi per reprimere la popolazione.

A seguito di queste pressioni molte multinazionali hanno già abbandonato la produzione in Birmania. E’ il caso di Heineken, Philips, Ericsson, Motorola, Pepsico, Carlsberg, Amoco, Wall-Mart, Texaco, Levi’s e recentemente Fila e Triumph (quella dell’intimo).

Questa lotta ha già ottenuto una vittoria: la recente liberazione di Aung San Suu Kyi dopo 19 mesi di arresti domiciliari.

 Questo risultato non sospende la pressione internazionale. Si chiede a tutte le aziende di abbandonare il paese risarcendo adeguatamente i lavoratori che perderanno il lavoro.

Inoltre il fatto che Kappa (Basic Net) è lo sponsor della nostra nazionale di calcio danneggia la natura autentica dello sport.

Ecco la risposta che Basic Net mi ha spedito molto tempestivamente, allegando il proprio codice di condotta chissà perché in inglese?

Le motivazioni che l’impresa sostiene mi sembrano molto superficiali ed inadeguate vista la grave situazione della Birmania… Voi che ne pensate?

 

Andrea

 

[Risposta della Kappa: foglio 1]

[Risposta della Kappa: foglio 2]

 

Nota: Il codice di condotta allegato alla lettera, e al quale si fa riferimento nella stessa, è così superficiale che non perdo nemmeno il tempo a scannerizzarlo e a metterlo in linea! Ne faccio solo un breve cenno per darti un'idea di ciò di cui si sta parlando. Il codice è strutturato per punti e prende in considerazione argomentii che vengono descritti in poche righe (che codice!). Riguardo al lavoro minorile ad esempio il "codice" recita quanto segue: "I venditori non dovrebbero (non dovrebbero??? ndr) utilizzare il lavoro del bambino. "Bambino", è definito una persona di età inferiore a quella di completamento del periodo di educazione obbligatoria, ma comunque inferiore ai 15 anni di età. I venditori devono verificare l'età dei loro lavoratori e conservare una copia dei documenti che la certificano (quale meticolosità!!! ndr). I venditori devono seguire tutte le leggi e regolamenti applicabili (ne esistono di non applicabili??? ndr) riguardanti  orario e condizioni di lavoro per i minori". Bel codice no?

 

Simone


Campagna "Io non taglio la corda" contro l'embargo e la guerra all'Iraq

Questa campagna è uno strumento di sensibilizzazione e di pressione per far cessare l'embargo nei confronti dell'Iraq e per impedire che inizi un'altra guerra contro questa nazione.

www.unponteper.it/nontagliolacorda

 

 

 

 

 

 

 


Campagna di appoggio ai lavoratori delle "Bananeras" in Nicaragua

Le "Bananeras" in Nicaragua

Campagna di appoggio a favore dei lavoratori colpiti dagli effetti del pesticida "NEMAGON", utilizzato nelle piantagioni di banane del Centroamerica.

www.itanica.org



Carovana internazionale in Colombia e Ecuador

Carovana internazionale in Colombia e Ecuador

5 – 20 giugno 2002
per i diritti delle comunità locali
contro i megaprogetti petroliferi

www.osservatorioeni.net

 


Proposta di boicottaggio deli prodotti Agip e Shell

Le multinazionali Agip e Shell che operano in maniera massiccia in alcune zone della Nigeria, non stanno rispettando i diritti dei lavoratori impegnati nell'estrazione e della popolazione stessa. La Commissione Missionaria della Bassa Valtellina, ha lanciato un'interessante iniziativa che proponiamo e che presto approfondiremo.

[Documento CMBV]

 

Tre siti di approfondimento

MOSOP Canada Boycott Shell | Essential Action
Sito del Movimento per la sopravvivenza della popolazione Nigeriana degli Ogoni. Sito che si occupa dell'informazione sull'operato delle multinazionali con particolare attenzione alle Holding petrolifere. Sito che promuove il boicottaggio contro la Shell.

 


Campagna "Un altro mondiale è possibile"

La campagna  "un altromondiale è possibile"  condivide con altre campagne, come la Global March   Against Child Labour, un obiettivo fondamentale: far si che la FIFA appliche, nella concessione delle proprie licenze e nella accettazione dei propri sponsor, i principi contenuti nel codice di condotta del 1996, ma pone un'attenzione particolare al mondo del lavoro, affinché vengano rispettati i fondamentali diritti umani e sindacali, sollecitando il mondo dello sport a prendere coscienza delle condizione e dei diritti dei lavoratori.

Materiale scaricabile per promuovere la campagna:

[Volantino: Componenti del prezzo di un paio di scarpe]

[Volantino: Un altromondiale è possibile]

[Volantino: The dark side of football: global march against child labour]

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