INTRODUZIONE
DI FUORITEMPO: un esempio di
finanza etica che funziona grazie all'impegno e alla serietà delle parti
interessate. Non si tratta di una realtà isolata, ma di un modello di sviluppo che
fa ben sperare, per le sorti dell'Equador. Qualcuno potrebbe anche credere che
ci sia qualcosa sotto, e il fatto che sia io - stipendiato da una bcc - a
proporre questo articolo potrebbe far pensare ad una presa di posizione di
parte, ma conosco abbastanza il presidente Azzi (presidente nazionale della
federazione bcc e casse rurali) avendolo ascoltato in diversi convegni, per
poter affermare il suo grande impegno nel dare un'impronta decisamente etica al
sistema del credito cooperativo italiano e campesino. Simone
CREDITOCOOPERATIVO supplemento n.1 - Gennaio 2003
MICROFINANZA
CAMPESINA
Lo "spirito di Quito"
per globalizzare la speranza
a cura di Sergio Gatti e Francesca Stella con
la collaborazione di Maria Stella Buscemi e Macri Puricelli.
Lo "spirito di Quito" può voler dire
fiducia. Oppure coraggio. Oppure volontà di scommettere su un futuro diverso. Lo "spirito di Quito" è
dare corpo alla reciprocità in tempo di globalizzazione. E porre al centro i
valori. Lo "spirito
di Quito" è quel soffio che prende testa e cuore. E cementa l'alleanza tra
persone, culture, stili di vita, destini differenti con un solo obiettivo:
rendere più vivibile, più umana, più degna di essere vissuta l'esistenza di
milioni di persone. Segnate dalla povertà. Povertà di cose e di opportunità. Di
speranze e di strumenti. Prende il nome di Quito lo spirito di cui parliamo in
queste pagine perché, lo scorso ottobre, lì si è manifestato. Ma potrebbe nascere e
rendersi visibile in una qualsiasi città dell'emisfero Sud del pianeta. Dove la
sfida è quella di invertire la rotta dei flussi della ricchezza. Per evitare
che milioni di disperati seguano i flussi dei denaro che vanno verso il Nord
del mondo. I giorni passati in questo paese a 13 mila chilometri dall'Italia
hanno raccontato come la fiducia nei più poveri, il coraggio di mettere in
campo un sistema alternativo di piccole, a volte piccolissime, Casse Rurali e
di credito in luoghi dove nessun altro ha la forza ‑ o la volontà ‑
di arrivare a portare aiuto e speranza, possono essere una strada vincente per
invertire la rotta. Non un'utopia né un progetto ideale. Bensì una realtà
concreta. Fatta di uomini e donne in carne e ossa che sanno guardare alla vita
con sguardo fiero.
Vivere con due dollari al giorno
Dunque Quito, dunque l'Ecuador. L' 80% della
popolazione qui vive con meno di 2 dollari al giorno. Di questi, il 35% con
meno di uno. "I prezzi delle merci ‑ dice Bepi Tonello, veneto, da
30 anni nel paese andino dove 5 anni fa ha fondato una banca cooperativa di
secondo livello Codesarrollo ‑ sono i medesimi di quelli nordamericani,
mentre i salari sono i più bassi tra quelli sudamericani, 100‑ 150
dollari al mese. La prima e più grave delle conseguenze è che nelle campagne il
60% dei bambini è denutrito". Il prezzo del cacao è cresciuto di tre volte
negli ultimi due anni, quello del caffè è precipitato ai minimi storici, il più
basso da un secolo a questa parte. Dopo la disastrosa crisi finanziaria del
1999 e la dollarizzazione dell'economia, le possibilità di accedere al credito
per coloro che vivono sulla cordigliera o nelle campagne si sono ulteriormente ridotte, spesso sono
inesistenti. Ma le comunità lcali, i villaggi, le associazioni spontanee e
quelle promosse dal Fepp (il Fondo Ecuatoriano Populorum Progressio, la
principale Ong del paese, di cui Codesarollo è una creatura) stanno trovando
nuove vie. Nascono o si consolidano Casse Rurali e cooperative di credito e
risparmio, molte guidate da donne. La microfinanza è una risposta concreta e
feconda. E una delegazione delle Banche di Credito Cooperativo italiane,
insieme a rappresentanti della Banca d'Italia, della Cei e del ministero degli
Esteri, ha trascorso dieci giorni in Ecuador proprio per conoscere più da
vicino la vivace e seria esperienza della microfinanza. Ma anche per
consolidare l'alleanza avviata un anno fa con la banca guidata da Tonello.
La risposta di Codesarrollo
Codesarrollo
è già una realtà importante dell'Ecuador. "Ed è la prova che la
cooperazione rappresenta un metodo vincente per promuovere lo sviluppo",
spiega Alessandro Azzi, presidente di Federcasse, alla guida della delegazione
italiana che si è recata nel paese alla "metà del mondo". I fatti
confermano. Un primo trasferimento di un milione e mezzo di dollari a titolo di
finanziamento al tasso agevolato del 4% è stato effettuato la scorsa primavera.
E proprio alla fine di ottobre, Codesarrollo ha restituito la prima tranche, in anticipo rispetto alla
scadenza concordata. 372 mila dollari sono stati raccolti dalla camp gna
"azionisti di donazione" avviata in tutta Italia a favore della
capitalizzazione di Codesarrollo. "Un proficuo scambio tra due movimenti
di cooperazione di credito che hanno avuto percorsi diversi a un obiettivo
comne: creare una moderna forma di banca locale, forte economicamente e forte
socialmente". Ne è convinto Luigi Pettinati, direttore di Cassa Padana la
prima BCC ad aver creduto nel progetto di Microfinanza Campesina e ad aver
avviato la collaborazione con Codesarrollo. "Tutto ciò non solo per
simpatia, ma per empatia ‑ continua Azzi ‑ per condivisione
profonda, perché le BCC italiane si basano sulla stessa logica: essere una
banca della gente e del territorio, che investe nel territorio per farlo crescere,
non solo economicamente, come un lievito". Esperienza italiana ha
dimostrato che questo modello funziona. E funziona anche in Europa. Dunque può
funzionare altrove. "La ricchezza mondiale si concentra nel Nord del
pianeta", dice Bepi Tonello. 'Troviamo a immaginare la finanza locale come
un fiume che corre al mare portando con sé tutto e lasciando nulla alle spalle.
E' il cammino dal Sud al Nord che non lascia nulla nelle mani di chi
originariamente produce. Noi vogliamo invece che quel fiume si fermi in piccole
lagune che trattengano nelle comunità la ricchezza prodotta e creino lavoro.
Solo in questo modo potremo costruire con i poveri un futuro diverso".
Un'esperienza "indigena"
E Codesarrollo funziona - 24 Casse Rurali socie,
centinaia in procinto di diventarlo, 7 agenzie attive in tutto il paese,
sofferenze del 2% rispetto ad una media del sistema bancario tradizionale
sempre a due cifre - perché non copia formule create in laboratorio o in
determinati contesti e valide soltanto per quelli; perché non deve applicare
ricette definite "a priori" da titolatissimi tecnici. "Funziona
perché nasce dal basso, nasce come esperienza indigena ‑ dice Azzi ‑
modulata sulla realtà congresso". Siamo venuti qui a testimoniare la
validità di questo approccio, la nostra vicinanza profonda a questa esperienza,
il nostro impegno a sostenerne lo sviluppo. Ma siamo venuti qui anche per
apprendere: osservando lo spirito e la qualità delle Casse Rurali, la capacità
di includere nei circuiti finanziari i piccoli produttori e le organizzazioni
di base, la capacità di svolgere una preziosa azione civile e di costruire la
comunità. Cooperazione significa mettere insieme risorse, energie, capacità
progettuali. In questo non ci possono essere primati. C'è sempre, invece,
reciprocità".
Il progetto Microfinanza Campesina è seguito con
attenzione in Ecuador. "Permetterà alle Casse Rurali e comuna li di
questo mio paese di contribuire allo sviluppo degli ambienti rurali", dice
monsignor Vincente Cisneros, presidente
della Conferenza episcopale ecuadoriana. "Si tratta di un ruolo vitale per
l'economia ecuadoriana ‑ dichiara il sovrintendente de Bancos
dell'Ecuador (in pratica il responsabile della Vigilanza bancaria), Miguel
Davila Castillo ‑ oggi le cooperative e le banche che si dedicano al
microcredito sono le uniche istituzioni che favoriscono lo sviluppo delle
piccole e medie imprese del paese che non ricevono finanziamenti dalle banche
commerciali. Noi vogliamo che le nostre Casse cooperative crescano così come
sono cresciute in Italia, magari senza aspettare cento anni". "Questo
progetto ‑ sostiene Enzo Serata, responsabile della Vigilanza sulle BCC
della Banca d'Italia, anch'egli in Ecuador ‑ si inserisce in un momento
importante dello sviluppo della finanza etica e rappresenta un'occasione preziosa
per dimostrare che nella finanza può esistere una profonda dimensione etica.
D'altra parte, il successo in Italia delle BCC è un'ulteriore testimonianza
della sua forza". La vicinanza al progetto da parte della Chiesa italiana
è testimoniata da don Paolo Tarchi, direttore della pastorale sociale e del
lavoro della Conferenza episcopale italiana, presente a Quito lo scorso
ottobre. "E' più che mai necessario che oggi vengano create le condizioni
per cui lo sviluppo si coniughi con la giustizia. Perché si tengano stili di
vita concretizzi un rapporto nuovo fra etica, finanza ed economia reale".
La Chiesa italiana sostiene da una decina di anni i progetti del Fepp con i
fondi dell'8 per mille. Ed è vicina anche alla collaborazione tra le BCC e
Codesarrollo. Così come il governo italiano. Marío Baccini, sottosegretario
agli Affari esteri, pur non potendo essere presente ai lavori del convegno, ha
infatti voluto inviare due collaboratori e un proprio saluto, segno dei vivo
interesse per l'iniziativa: "Il microcredito costituisce uno strumento
privilegiato per affrontare uno dei problemi più delicati dell'America Latina,
la bassissima percentuale di persone che hanno la possibilità di accedere al
credito. Uno strumento ideale per trasformare il capitale cosiddetto 'morto' o
'statico' in capitale dinamico, ovvero in risorse capaci di innescare circoli
economici virtuosi. Solo in questo modo ‑ conclude Baccini ‑
l'individuo non sarà più solo 'parte' del problema, ma egli stesso soggetto
protagonista dello sviluppo".
Il "pensiero nuovo"
Mushuc
yuyay in lingua quechua ‑ l'antico idioma del popolo Inca, parlato ancora
in molte comunità delle Ande significa "pensiero nuovo". Ed è stato
proprio questo "pensiero nuovo" il protagonista delle numerose
testimonianze portate dalle comunità campesine al convegno svoltosi il 24 e il
25 ottobre scorso a Quito. (…).