INTRODUZIONE DI
FUORITEMPO: Cambiare il modo
modificando i nostri consumi. Simone
CRESCE LA RETE DELLA "SPESA COLLETTIVA"
Etica, qualità biologica e risparmio gli obiettivi di
decine di "gruppi d'acquisto solidale" nel Milanese
Corriere della Sera Martedì, 24 dicembre 2002
Manola Olivia
MILANO - Disertano i supermercati, persino nei
giorni frenetici dello shopping natalizio. Insensibili a offerte speciali,
cedono al carrello dell'iper sotto casa solo quando proprio non possono farne a
meno. La spesa? La fanno in gruppo e deve essere rigorosamente biologica. E' il
popolo dei Gas (Gruppi di acquisto solidale), unioni di consumatori che hanno
scelto una "via etica" all' acquisto. A volte sono vere e proprie
associazioni, con tanto di regolamento: nel Milanese i gruppi ufficiali ( si
concentrano soprattutto in Brianza) sono una decina con circa 200 iscritti che
sono in costante aumento. Spesso, invece, si tratta di famiglie che decidono di
incontrarsi informalmente per fare insieme le compere in modo diverso.
Il meccanismo è semplice: i gruppi si riuniscono una
volta al mese e compilano una lista
della spesa collettiva. I prodotti, dalla pasta al caffé, dalla carne al
dentifricio ecologico, vengono comprati all'ingrosso direttamente dalle aziende
biologiche. La spesa vie ne poi ritirata a turno da un membro del Gas (a
scadenze settimanali se si tratta di frutta e verdura), che hanno diritto
soltanto a un rimborso spese. I vantaggi sono molteplici. Il risparmio,
innanzitutto, dovuto all'ordinazione di grossi quantita tivi di merce e
all'eliminazione degli intermediari (negozi e grande distribuzione).
La qualità dei prodotti, poi, è garantita grazie al
rapporto diretto con il produttore. E,
infine, c'è l'aspetto etico. "Far parte di un Gas non vuole dire soltanto
risparmiare acquistando merce in abbondanza, ma soprattutto chiedersi che cosa
c'è dietro un determinato bene di consumo - dice Sergio Venezia, sindacalista
della Cisl e fondatore del Gas di Villasanta (30 iscritti) -: se chi lo ha
prodotto ha rispettato le risorse naturali e i
lavoratori; quanto del costo finale serve a pagare la manodopera e
quanto invece la pubblicità e la distribuzione; qual è l'impatto sull'ambiente
in termini di inquinamento, imballaggio, trasporto. Ogni prodotto ed ogni
azienda hanno una storia che ne costituisce la carta d'identità". Senza
dimenticare i rapporti di amicizia che si creano tra le famiglie che imparano a
far la spesa di gruppo. "Per me questo è l' elemento più importante -
spiega Fabiana Rusconi, del Gas di Basiano -. Ho riunito quattro famiglie
coinvolgendo vicini di casa con i quali prima ci si scambiava poco più di un saluto". Gli 80 Gas presenti in
Italia sono nati alla fine degli anni Novanta da Lilliput, la rete del
movimento no global, ma ognuno ha una storia diversa. C' è il Gas di Macherio, ad
esempio, collegato a un'associazione cattolica che ha sede all' oratorio del
paese. O lo stesso Gas di Villasanta, fondato due anni fa da un gruppo di
persone iscritte a un corso di alimentazione naturale. Ancora adesso, la
maggior parte dei suoi "iscritti" è rappresentato da casalinghe che
forse non sono del tutto consapevoli della battuta di Beppe Grillo ("La
vera urna elettorale oggi è il carrello del supermercato") che ispira i
pionieri del movimento, ma si sono convertite alla frutta e alla farina
biologica. "E' una valida alternativa alla spesa al supermercato e poi i
prodotti sono molto buoni: apprezzo soprattutto la pasta e l' olio",
spiega Massimo Sampaoli, 59 anni, bancario in pensione, che da due anni ha
sposato la filosofia dell' acquisto etico e fa parte del Gas dell' associazione
Maltrainsema di via Plana, a Milano.
EVOLUZIONE
Dal "passaparola" ai contatti via Internet
Aderire a un gruppo di acquisto
solidale è semplice. I "Gas" usano infatti Internet per
stabilire contatti e scambiarsi
informazioni utili sulle aziende produttrici, sui prezzi e sulle altre attività collegate alla spesa di
gruppo. All' indirizzo Internet
http://pages.inrete.it/cocorico sono indicati, divisi per regione, i
recapiti degli ottanta Gas ufficiali esistenti in Italia (molti altri non sono
registrati, nati per passaparola riuniscono pochissimi iscritti).
Chi fosse interessato troverà anche l'archivio dei
produttori segnalati dai gruppi (dalla
ditta specializzata in cosmetici "etici" alla cascina che coltiva
ortaggi biologici). Sul sito, curato da Cocorico (consumatori coscienti
riciclanti compatibili) - un gruppo nato a Torino nel 1994 che promuove
campagne a favore del consumo critico - è inoltre disponibile il testo del
documento base dei Gas: "Un modo diverso di fare la spesa". Sul sito
sono anche segnalati autori e libri per chi desiderasse approfondire la storia
del movimento. Il vademecum dei Gas è "Gruppi di acquisto solidali. Guida
al consumo locale", scritto da Andrea Faroldi.