Cenni storici sul nuovo municipalismo

estratto da un documento di comuni della cintura milanese

Municipalità e partecipazione

La grande scommessa, per le amministrazioni comunali, sarà quella di rispondere alla grande richiesta di partecipazione alle decisioni e alla vita democratica del paese, che i cittadini hanno dimostrato in questi anni, e soprattutto in questi ultimi mesi, bisognerà fortemente impegnarsi per costruire un nuovo modello di strutture amministrative intermedie, che sia attento e pronto a confrontarsi con questa grande scommessa, che sappia comunicare ai cittadini, in maniera facile e diretta, che favorisca l'abbattimento delle barrire burocratiche, che contribuisca nel costruire tessuto sociale, relazioni reti.

 

Carta del nuovo municipio

Prima dell'esperienza di Porto Alegre, un gruppo di professori e ricercatori, di diverse università italiane, tra cui Alberto Magnaghi, Giorgio Ferraresi e Giovanni Allegretti, hanno presentato attraverso il settimanale Carta (www.carta.org ) la Carta del nuovo Municipio, insieme di principi, che si identifica in primo luogo con la crescita delle reti civiche, alternative alle reti lunghe globali, fondate sulla valorizzazione delle differenze e specificità locali, di cooperazione non gerarchica e non strumentale. Il nuovo municipio pone al centro tutte le identità e le risorse del territorio, per fondare i progetti sulla valorizzazione dei giacimenti patrimoniali locali, promuove la ricostruzione degli spazi pubblici della società locale come luoghi di formazione delle decisioni sul futuro della nuova comunità. Il nuovo municipio si dà come obiettivo un nuovo rapporto tra eletti ed elettori, oggi espropriati da logiche sovraordinate di natura economicista che escludono dai momenti decisionali proprio i cittadini-abitanti-elettori.

 

PORTO ALEGRE

L'esperienza Brasiliana

Tredici anni fa, in una città del sud del Brasile nello Stato del Rio Grande do Sul, ormai famosa per il Fórum Social Mundial nasceva l'esperienza dell'Orçamento Participativo - il bilancio partecipativo - che ha completamente rivoluzionato le modalità di partecipazione e accesso da parte dei cittadini alla vita democratica della propria città. Elemento di attenta riflessione deve essere anche l'attenzione critica tributata da Comune e cittadini alla loro "creatura portatrice di democrazia" per far sì che nel tempo evolvesse arricchendosi di significato, costituendosi come nodo in un processo di riforma vasto e articolato, che parte dalla proposta audace di coinvolgere i cittadini nelle scelte di natura economico-finanziaria che riguardano il loro territorio non in virtù dell'essere elettori con diritti formali, ma in forza della loro condizione di "abitanti", che costruiscono e trasformano quotidianamente senso, economia, cultura, vivibilità e convivialità del loro quartiere, della loro città, del loro stato.

 

Esperienze nel mondo

Sono circa 200, in 18 paesi del mondo, le città che in modi diversissimi e spesso parziali praticano forme di bilancio partecipativo: tra le altre metropoli come Montevideo, Buenos Aires, Città del Messico, Barcellona, Parigi. Di sviluppo locale sostenibile e bilancio partecipativo si è discusso in un workshop del secondo Forum sociale mondiale di Porto Alegre, organizzato dalla rete francese "Democratizzare radicalmente la democrazia", che cinque anni fa, "scoperta" l'esperienza di Porto Alegre quando era ancora quasi sconosciuta, decide di diffonderla coinvolgendo l'associazione "Gli amici di Le Monde Diplomatique" e la popolazione di una quindicina di comuni francesi.

La pratica si diffonde velocemente in diverse città di Inghilterra, Spagna, Germania, Svizzera, a volte mescolando l'ispirazione all'esperienza brasiliana con quella, per molti aspetti diversa ma comunque interessata alla democratizzazione della gestione del territorio, di alcune città statunitensi e della città neozelandese di Christchurch.

Esperimenti paralleli si sviluppano intanto in altri continenti, dal Camerun al Senegal, dal Congo ad Haiti allo stato indiano del Kerala. La rete diventa internazionale e sempre più attiva: elabora proposte, fa pressioni sui governi locali, confronta le esperienze, mette a punto strumenti per valutare l'efficacia del bilancio partecipativo. Nel luglio del '99 la prima riunione di rappresentanti francesi, africani, spagnoli, svizzeri, belgi, per elaborare la carta delle regole della democrazia diretta.

L'obiettivo non è ovviamente "copiare" Porto Alegre, tanto meno farne una moda, ma piuttosto ripensare radicalmente la gestione delle città. Del resto alcune esperienze di bilancio partecipativo si sono sviluppate in modo del tutto autonomo da Porto Alegre: per esempio quella della regione della Charente, Francia meridionale (www.budget.partecipatif.org), dove enti locali e associazioni di cittadini di diversi paesi hanno firmato un protocollo di accordo e creato una consulta popolare (formata da mille persone, che ne rappresentano 300 mila), che gestisce una quota di bilancio per lo sviluppo sostenibile del territorio.

 

IL DOPO PORTO ALEGRE IN ITALIA

Iniziative ed esperienze degli enti locali italiani

Nel frattempo crescono le esperienze di partecipazione: a Venezia, Roma (X e XI Municipi), Napoli, dove vengono nominati assessori o delegati del sindaco al bilancio partecipativo; a Firenze e in altri 40 comuni della Toscana, che stanno sperimentando l'Agenda 21. E ancora a Genova, dove si è costituito un Forum della città educativa; a Trento, dove a maggio si è tenuto un corso di formazione sul bilancio partecipativo e indicatori si sviluppo locale, proprio in questa settimana; nei comuni di Mezzago e Vimercate e in altre città della cintura nord, si è partiti con progetti di pianificazione, dove i cittadini sono coinvolti in esperimenti di gestione del territorio, mentre nella cintura sud, è l'esperienza del comune di Pieve Emanuele, che ha sviluppato un piano operativo per l'applicazione operativa del Bilancio partecipativo presentata il 15 Maggio 2002.

Ma l'esperienza più "antica" e interessante è probabilmente quella di Grottammare (Ascoli Piceno). Nel '94 la cittadinanza è stata coinvolta dal sindaco Massimo Rossi nella discussione del piano regolatore. Da allora il consenso e la partecipazione sono cresciuti in modo esponenziale dando luogo a scelte controcorrente: progetti di cooperazione con il sud del mondo, centri polivalenti per gli immigrati, per i giovani e per gli anziani, gestione democratica ed efficiente dei servizi, metà delle aree edificabili riportate all'uso agricolo, traffico limitato sul lungomare, e tanto altro ancora.

 

Cantiere del nuovo municipio

Il Cantiere del Nuovo Municipio, che si è svolto a Roma il 4/5 Maggio 2002, promosso da Carta e dall'Amministrazione Comunale di Roma, attraverso i suoi Municipi, è stato un momento significativo sul confronto per poter dare una nuova dimensione alla realtà del rapporto tra l'ente locale e il bisogno di partecipazione democratica, diretta e decisionale.

Bisognerà impegnarsi per costruire e immaginare nuovi spazi pubblici di discussione e confronto, mettere in rete i progetti, e da qui la proposta del network degli amministratori per lo sviluppo locale, inoltre bisognerà sviluppare processi includenti che mettano al centro i cittadini e le realtà del territorio, attraverso strumenti di pianificazione aperti alla partecipazione di tutti i soggetti protagonisti.

Infine bisognerà pensare a meccanismi di decisionalità multiscalare in scenari largamente condivisi, individuando strumenti come:

· i patti territoriali

· i contratti di quartiere

· i piani di zona

· i piani di recupero urbano

· l'attività delle consulte e dei forum