Un'introduzione all'Agenda 21 locale
di Gabriele Bollini, Gianfranco Bologna, Andrea Calori e Michele Merola (Rete Lilliput)
3.1.
Il coinvolgimento della comunità locale nei processi di sviluppo
sostenibile
Nel
passare dalla teoria all'azione del coinvolgimento della comunità locale, il
limite più evidente è rappresentato dalla difficoltà di condurre processi
partecipati, capaci di definire una "visione" condivisa sul futuro
della comunità locale, e di tradurla in programmi di intervento di medio e
lungo termine.
Agire
in favore della sostenibilità dello sviluppo significa infatti realizzare
interventi settoriali, dinamici, orientati al lungo periodo, che richiedono
spiccate capacità di disegno strategico. Interventi che incidono sull'equità
tra generazioni e all'interno della stessa generazione, sulla capacità di
carico del sistema locale, sugli stili di vita, produzione e consumo e che,
soprattutto, non sono determinabili univocamente, essendo legati a uno spazio
(con i suoi contenuti ecologici e le sue dinamiche sociali) e a un tempo (in
termini di capacità, volontà e possibilità).
Per
ridurre la conflittualità e agevolare l'attuazione degli interventi, devono
quindi maturare obiettivi condivisi, capaci di accrescere il livello di
consapevolezza, di favorire una esplicita assunzione di responsabilità e di
assicurare un'efficace azione collettiva.
Il
coinvolgimento della comunità locale - in altri termini - è necessario, per
non dire strumentale, al conseguimento di obiettivi rilevanti in materia di
sostenibilità.
Molte
delle difficoltà che incontrano le Amministrazioni impegnate nei processi di
Agenda 21 Locale sono riconducibili proprio alla scarsa esperienza (e
dimestichezza) in materia di negoziazione esplicita e di costruzione del
consenso, oltre alla tradizionale "cautela" che viene comunemente
assunta di fronte a processi particolarmente innovativi.
La
dimensione della partecipazione e del coinvolgimento della comunità è in
genere risolta attraverso un forum locale per la sostenibilità, cui
possono essere attribuiti compiti di informazione, di consultazione e
concertazione, di elaborazione e proposta, di valutazione e (se necessario) di
revisione degli interventi avviati.
Il
successo del forum si gioca sulla scelta dei soggetti coinvolti, sulla
legittimazione reciproca dei partecipanti e sulla loro motivazione, sul peso da
assegnare alle esigenze e alle aspettative dei singoli gruppi, ma anche sulla
capacità (o forse sarebbe meglio dire coraggio) dell'amministrazione di andare
al di là dei gruppi di interesse tradizionale, per considerare in modo
realmente democratico le minoranze, i soggetti non organizzati e quelli
impossibilitati a partecipare.
Ugualmente
decisivi sono gli aspetti formali, procedurali e organizzativi. In particolare
devono essere molto chiari la missione, i poteri, gli strumenti e le regole di
funzionamento del forum, nonché i rapporti con il Consiglio (comunale,
provinciale), i cittadini e i gruppi di interesse e l'efficacia degli impegni
assunti dai partecipanti. A questo proposito, va precisato che il forum
mette a punto e approva il programma di azione locale, ma per ovvie ragioni di
opportunità politica e di efficacia amministrativa è necessario che gli atti
formali - da cui discendono gli impegni vincolanti - rimangano nell'autonomia e
nella responsabilità degli organi di governo delle autonomie locali e dei
singoli partecipanti.
Il
Forum è quindi la sede per scambiare e diffondere informazioni e per
confrontare e mediare opinioni diverse.
Il
Forum ha il compito principale di rappresentare gli interessi dell’intera
comunità nelle varie fasi del processo di definizione, di attuazione, di
valutazione e di revisione delle politiche ambientali.
Il
Forum serve quindi a definire le risorse che ogni parte può mettere in gioco,
individuando anche gli eventuali conflitti tra interessi diversi.
Oltre
a ciò ha il compito di disseminare le informazioni e di promuovere un diffuso
coinvolgimento della popolazione provinciale.
3.2.
Il ruolo del singolo o di un gruppo nel processo di Agenda 21 Locale e
nella sua attuazione
Perché uno dovrebbe partecipare?
Perché
è la nostra città, il nostro paese, il mondo in cui viviamo, e per
migliorarlo servono le idee di tutti
Perché
solo con la partecipazione di tutti gli attori e i portatori di interesse
della comunità locale si potranno elaborare nuove idee e progetti che
potranno elaborare nuove idee e progetti che potranno avere un’efficacia
concreta essendo condivisi
Perché
l’Agenda 21 Locale è una grande possibilità di democrazia a livello
locale
Perché
è un opportunità concreta di cooperazione sociale
Perché
tutti dobbiamo avere una maggiore consapevolezza e responsabilità dei
problemi e delle scelte che riguardano la nostra città e il nostro
territorio
Perché
serve un approccio interdisciplinare ai problemi sociali, economici e
ambientali
Perché
si devono valorizzare i diversi approcci, progetti e culture esistenti
Perché
volgiamo cogliere la possibilità di costruire nuove alleanze tra diversi
attori e portatori di interesse su progetti condivisi
Ogni
attore e portatore di interesse / settore o organizzazione partecipante può:
Fare
conoscere le problematiche e il punto di vista del proprio settore
Diffondere
la conoscenza e valorizzare i progetti realizzati e in corso
Apprendere
e scambiare informazioni e conoscenze
Essere
protagonista attivo nella definizione di nuovi progetti sul territorio.
Linee guida per le Agende 21 Locali in Toscana, Regione Toscana, 1999
Linee guida per le Agende 21 Locali, ANPA, 2000
ICLEI, Guida europea all’Agenda 21 Locale, traduzione a cura della Fondazione Lombardia per l’Ambiente, 1999 (scaricabile da www.flanet.org)
Avanzi
srl, Agenda 21 locale in Italia, 1999, 2º indagine sullo stato di
attuazione-Campagna europea Città Sostenibili, Milano, 1999
(scaricabile da www.avanzi.org)
CNEL,
Rapporto sullo Stato di Attuazione di Agenda 21 Locale in Italia,
Roma, ottobre 2000 (scaricabile da www.cnel.it)
Comune
di Livorno (a cura di Verdesca Daniele e Filippi Sonia), Agenda 21, Vas,
Via. I Nuovi strumenti per uno sviluppo locale sostenibile, Livorno,
2001
M Wackernagel, W Rees, L’impronta ecologica, Edizioni Ambiente, 1996 (ried. 2001)
G. Bologna (a cura di), Italia capace di futuro, EMI, 2000
P.
Hawken, A. Lovins, L. H. Lovins, Capitalismo naturale – la prossima
rivoluzione industriale, Edizioni Ambiente, 2001
E.U.
von Weizsacker, Fattore 4, Edizioni Ambiente, 1998
Magnaghi,
Il progetto locale, Bollati Boringhieri, 2000
AA.VV.,
La natura nel conto, Edizioni Ambiente, 2000
http://www.ambienteitalia.it/agende21.html
http://www.regione.lombardia.it/Ambiente/Agenda21.nsf/Agenda21
(una parte interessante sullo stato di attuazione di A21L in Lombardia)
http://www.rete.toscana.it/index.html (sito regione Toscana, con parte
interessante su indicatori)
http://www.cities21.com/
www.iclei.org (sito dell’I.C.L.E.I.,in
inglese)
http://www.bjmaster.com/idea/
(internet e l’ambiente: guida ai siti web di interesse ambientale –
comune di Ferrara, con ampia sezione su A21L)
http://www.minambiente.it/SVS/agenda21/agenda.htm
(sito sullo Sviluppo Sostenibile del Ministero dell’Ambiente)
http://www.eea.eu.int
(European Environment Agency)
http://www.sustainable-cities.org/
(sito Campagna Europea Città Sostenibili, in inglese)
http://www.sustainable-cities.org/indicators/
(European Commons Indicators)
http://www.comune.modena.it/a21l/
(vecchio sito Coordinamento Agende 21 Locali Italiane)
http://www.a21italy.it/
(nuovo sito Coordinamento Agende 21 Locali Italiane)
http://www.arpa.veneto.it/eduamb/A21Lsito.html
http://www.provincia.to.it/ambiente/agenda21/index.html
http://www.iclei.org/europe
(ICLEI)
http://www.europa.eu.int/eu/comun/dg11/dg11home.htm
(DG Ambiente U.E.)
http://esl.jrc.it/envind/db_it.htm
(Dashboard of Sustainability)
http://e-m-a-i-l.nu/tepi
(Toward Environmental Pressure Indicators for the EU)
http://www.provincia.bologna.it/ag21/index.html
http://www.provincia.modena.it