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Le mappe cognitive e concettuali

 

La realtà è un tutto e noi la tagliamo a pezzi per fare dei concetti.

Anthony De Mello

Messaggio per un'aquila che si crede un pollo

 

 

Troppe volte gli allievi vivono l'insegnamento di una determinata disciplina come una sequenza di capitoli - secondo la suddivisione del libro di testo - che, una volta affrontati, possono essere messi da parte e dimenticati dopo l'interrogazione o il test di verifica.

Tutto ciò rende l'insegnamento scarsamente significativo, spesso finalizzato unicamente alla verifica, per nulla motivante, astorico, e riduce il conseguente apprendimento a un sapere frammentario che poco o nulla lascia nel patrimonio di conoscenze dell'allievo. Ne sono esempio le interrogazioni programmate, tipiche della scuola media superiore, dove lo studente deve accumulare un pacchetto di contenuti, a volte considerevole, ammassandoli nella propria mente in breve tempo e che, dopo l'interrogazione, lasciano ben poco nel bagaglio culturale dell'allievo stesso.

Se si vuole che la scuola sia il luogo ove si apprende, nel senso che si attribuiscono significati nuovi alla realtà che ci circonda e si rilegge, sotto altri punti di vista, la propria esperienza, bisogna che i contenuti dell'insegnamento non siano posti e recepiti dagli studenti come scollati, isolati tra loro, non solo tra le varie discipline, ma addirittura all'interno della stessa disciplina. La ciclicità dell'insegnamento presuppone che un argomento non venga trattato una volta sola, ma sia, invece, ripreso più volte nel corso degli studi ed è evidente che il primo ad accorgersene deve essere l'allievo stesso.

Se apprendere vuol dire collegare i nuovi contenuti alle precedenti conoscenze, in un sistema reticolare complesso, allora è necessario essere in grado di rifare il percorso, in altre parole conoscere la storia del proprio processo di apprendimento.

La continuità non deve essere vista solo in un ottica di raccordo tra le scuole di base, ma soprattutto deve riguardare l'intero processo educativo: solo dalla conoscenza dei legami che esistono tra i concetti affrontati nel corso dei propri studi e dalla consapevolezza del processo che ha portato alle nuove conoscenze, si otterrà la continuità nella formazione educativa.

 

Uno strumento metacognitivo molto efficace per rappresentare la conoscenza e riflettere sul proprio processo di apprendimento consiste nella costruzione di mappe concettuali.

In queste strutture reticolari la conoscenza viene rappresentata con due elementi fondamentali:

-          i concetti, individuati con parole-chiave inserite in un ovale, il nodo. In ciascun ovale va posto un solo concetto – non necessariamente una sola parola - che non può essere ripetuto in parti diverse della stessa mappa;

-          le relazioni, linee che collegano i concetti evidenziandone la sovraordinazione, la sotto-ordinazione e la coordinazione, in altre parole la gerarchia. Esse si possono orientare ed etichettare per mezzo di parole-legame sistemate sulle linee;

Rispetto all'argomento da affrontare, il nodo centrale, si individuano i concetti pertinenti e tra questi viene stabilito un ordine gerarchico. E' fondamentale stabilire la gerarchia perchè il disegno della mappa visualizza il grado di inclusività di ciascun concetto per mezzo della disposizione topologica.

Una volta costruita, la mappa può essere interrogata con lo scopo di approfondire meglio la definizione di uno o più concetti, oppure percorsa da un nodo all'altro, in altre parole navigata; in questo caso l'attenzione va soprattutto alle relazioni stabilite tra i concetti.

Si possono utilizzare due tipi di mappe, le mappe cognitive e le mappe concettuali. Le prime sono soggettive perchè rappresentano la conoscenza individuale, ai nodi infatti si possono trovare conoscenze fatte da immagini e ricordi; le seconde invece sono oggettive, disciplinari, nel caso delle scienze ad esempio ai nodi sono sistemati i concetti della "scienza accreditata". La costruzione della mappa concettuale è utile all'insegnante per individuare meglio il ruolo e la natura dei concetti disciplinari; inoltre l'analisi della struttura cognitiva permette di riconoscere i percorsi formativi più adatti al contesto particolare della classe e di evidenziare la molteplicità degli approcci possibili. I ragazzi normalmente costruiscono mappe cognitive.

Completamente diverso dalle mappe è invece il brainstorming, uno strumento usato spesso per fare emergere le preconoscenze dei ragazzi all'inizio di un segmento di lavoro. Con il brainstorming si raccolgono liberamente le idee di ciascuno rispetto a un'idea centrale, senza operare nessuna censura o selezione e lasciando la possibilità di libere associazioni; da questo punto di vista è una tecnica ben utilizzabile per stimolare la creatività.

Le mappe cognitive e concettuali sono dunque uno strumento estremamente flessibile e potente; in queste due caratteristiche sta la loro forza, ma anche il loro principale limite, perciò il loro uso nella normale prassi didattica va fatto con attenzione e gradualità.

 

 

 
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