| Imparare l'acqua. Percorsi didattici - Opuscolo | ||||||||
ACQUA - MANEGGIARE CON CURA I nostri consumi domestici L'enorme quantità di acqua a nostra disposizione e l'abitudine a servircene senza troppi complimenti ci hanno ormai fatto dimenticare che l'acqua occupa un posto di primissimo piano nella nostra vita. Con distrazione ci accingiamo a lavare i denti lasciando inutilmente aperto il rubinetto, a lavare l'auto con la preziosa acqua potabile, a scaricare eccessivi volumi di acqua con i nostri scarichi dei wc, ad osservare indifferenti lo stillicidio dei nostri lavandini - che è stato ufficialmente stimato essere in media di 2 litri di acqua a testa al giorno! In una situazione in cui l’acqua potabile diventa un bene sempre più
scarso anche nei paesi ricchi e sul nostro territorio, è di vitale
importanza sensibilizzare i ragazzi alla riduzione degli sprechi. Obiettivi di queste attività
sono condurre lo studente attraverso un percorso di consapevolezza per
tentare di far comprendere l’importanza di gesti e abitudini quotidiane e
dei processi innescati da questi ultimi, successivamente proporre
azioni semplici e concrete che mostrino la possibilità di agire anche nel
piccolo ed accrescere così il senso di responsabilità individuale e
collettiva nei confronti della risorsa acqua. Indagando gli usi dell'acqua
I ragazzi possono indagare quali sono i consumi di acqua all’interno di
una famiglia, di un quartiere e di una città, scendendo nel dettaglio delle
singole attività giornaliere. Le statistiche testimoniano che giornalmente in occidente utilizziamo in
media 350 litri di acqua a testa al giorno: una quantità davvero elevata,
su cui vale la pena riflettere. Molte volte infatti neppure ci accorgiamo
dell'uso che se ne fa, e spesso non siamo consapevoli di tutti gli attimi in
cui l'acqua ci è indispensabile. Si da' quasi per scontato che vi sia
sempre acqua a nostra disposizione, non curandoci se parte di questa va
sprecata, se la sciupiamo, o se addirittura talvolta ne potremmo fare a
meno. La richiesta di acqua è molto varia quanto a consumatori, fasce orarie,
giorni della settimana e dell'anno solare, considerando che alla rete di
distribuzione sono allacciate utenze molto diversificate: abitazioni civili,
uffici, piccole e medie industrie, laboratori artigianali, servizi pubblici.
L'acquedotto di Milano ha rilevato che, durante un giorno lavorativo, la
massima quantità d'acqua viene consumata dalle 6 alle 10 del mattino, per
diminuire poi lievemente nelle ore centrali della giornata. Dopo un picco
serale, dalle 19 alle 20, si ha poi un calo costante del consumo durante le
ore notturne, che raggiunge il minimo intorno alle 4 del mattino. Durante la settimana, il sabato e la domenica sono i giorni in cui si
registrano le minime richieste, distribuite in modo uniforme nell'arco della
giornata. Di conseguenza, la quantità di acqua immessa in rete viene
continuamente adattata alla richiesta, con l'accortezza di mantenere la
pressione dell'acqua costante a 4 atmosfere. Ciascun alunno sarà invitato ad analizzare la propria "giornata
modello", nella quale egli evidenzierà tutti i momenti in cui utilizza
l'acqua in casa, considerando quella usata per lavarsi, per far colazione,
merenda, per giocare... A partire da questi primi elementi, con la classe si affronterà una
breve discussione per individuare alcuni degli usi di acqua più comuni agli
alunni, e sulla base di questa si elaborerà una scheda di indagine
attraverso cui gli studenti dovranno indagare le quantità di acqua
utilizzata nelle diverse attività da loro stessi e dalle loro famiglie. Si
potrà elaborare un questionario da sottoporre direttamente agli alunni e
alle famiglie. I dati via via raccolti saranno rappresentati graficamente con istogrammi
o ideogrammi: ciascun alunno potrà produrre i propri grafici. Infine, dal
confronto e dalla discussione in classe, potrà essere tracciato un grafico
riassuntivo della situazione della classe e delle rispettive famiglie. L'acqua nella mia casa Questa attività è consigliata soprattutto per i bambini delle
elementari, per aiutarli ad individuare dove nella propria casa ed in che
modo, ciascuno di loro entra in relazione con l'acqua. A ciascun bambino viene chiesto di procurarsi, o di rilevare egli stesso,
la piantina della propria casa. La rilevazione della stessa può essere
affidata agli alunni come compito; in alternativa potrà essere sostituita
con una pianta di un'unica casa standard per tutti gli allievi o con un
disegno di fantasia della casa dei propri sogni. In classe, con colori diversi, ciascun alunno dovrà poi localizzare su
di essa i vari punti dove l'acqua arriva (rubinetti, riscaldamento, vecchie
finestre che fanno passare la pioggia,...), dove si ferma e dove è
contenuta (vasca da bagno, bottiglie di acqua, umidificatori dei
caloriferi..); quali sono i siti di maggior utilizzo nella sua giornata
tipo, e quali gli impieghi (io bevo in cucina, o uso le tempere sul tavolo
in camera, cambio l'acqua alle tartarughe...); infine dove la vediamo
sparire per sempre dalla nostra casa (si noti che semplicemente la vediamo
sparire, ma in qualche luogo dovrà ben giungere...). E' interessante
evidenziare anche il tipo di trasformazioni che l'acqua subisce nei diversi
luoghi domestici a causa dei diversi usi - cosa ci "mettiamo
dentro", in che modo la trasformiamo lavandoci le mani, sciacquando i
pennelli dal colore... Sorgono qui spontanee domande sulla provenienza effettiva delle acque
utilizzate quotidianamente e sulla destinazione ultima delle acque reflue,
si apre così un ampio discorso sulle reti degli acquedotti e degli scarichi
cittadini, sulle modalità di smaltimento dei rifiuti liquidi e sul
trattamento di depurazione delle acque. A caccia dei nostri sprechi
quotidiani Analizzando i dati raccolti i ragazzi dovranno individuare, anche
attraverso il confronto, gli sprechi di acqua nel proprio quotidiano,
elencando le diverse attività in cui si ha un eccessivo utilizzo di acqua. A questo punto andranno escogitati assieme possibili rimedi, inventando
con gli alunni soluzioni originali, strategie alternative per risparmiare,
nel proprio piccolo, questa risorsa. In una mappa colorata della casa, si
potranno rappresentare punti di uso, sprechi e rimedi utilizzando colori
diversi a seconda delle osservazioni rilevate e delle proposte operative per
l'abbattimento di consumi. Per alcune settimane i ragazzi saranno invitati a sperimentare comportamenti anti-spreco e a rilevare i dati di consumo che saranno poi rielaborati e confrontati con quelli raccolti in precedenza. Campagna di sensibilizzazione L’indagine svolta sui consumi, i dati raccolti e la sperimentazione dei comportamenti alternativi potranno essere la base per una campagna di sensibilizzazione organizzata dagli stessi alunni e rivolta ai cittadini affinché i loro comportamenti siano/diventino esempio da imitare. La campagna può prevedere mostre, materiale informativo, interventi in radio, comunicati stampa ed altre iniziative. L'acqua è davvero un elemento fondamentale Questo secondo gruppo di attività vuole spingere alla rielaborazione
concettuale delle idee emerse nelle attività precedenti. Lo stimolo alla riflessione può essere articolato su due aspetti del
problema acqua: 1 - Se improvvisamente si
asciugassero i rubinetti di casa? Avendo osservato le molteplici attività quotidiane per le quali
necessitiamo di acqua, consideriamo ora il sopraggiungere di una drastica
perturbazione, con il conseguente sconvolgimento delle nostre più radicate
abitudini. Se improvvisamente si asciugassero tutti i rubinetti, in che modo
ne verremmo influenzati, e per quanto tempo e come riusciremmo a resistere?
Come sarebbe la reazione di ciascuno di noi? Stimoliamo i ragazzi a
riflettere su tutte le cose di vitale importanza che non potremmo più fare,
su come ci dovremmo e potremmo - o meno - adattare alla nuova situazione, e
su ciò cui invece potremmo rinunciare senza troppa difficoltà. 2- E se si prosciugassero i
'rubinetti' del Pianeta? Ampliamo l'osservazione all'ambiente, visto come sistema complesso che si
manifesta nell'interazione di natura, società, cultura. Se il pianeta
intero si prosciugasse, quali organismi ne verrebbero per primi sconvolti?
Chi e che cosa subirebbe una drastica trasformazione? Ci sarebbe qualcuno o
qualcosa in grado di sopravvivere? Per coinvolgere in maniera adeguata alle proprie capacità tutti gli
studenti, l'insegnante potrà scegliere tra diversi metodi di espressione e
rielaborazione: - discussione plenaria in classe con verbalizzazione da parte di un
alunno - segretario, o discussione in gruppetti seguendo una griglia per
l'osservazione; - elaborazione singola, in coppia o in gruppo, di disegni, di
fanta-racconti, ipotizzando una realtà senza acqua, un pianeta disidratato
abitato da esseri viventi in grado di sopravvivere senza liquidi, da una
specie umana assolutamente affrancata dall'acqua...; - elaborazione di testi specifici utilizzando registri diversi, per
descrivere la situazione nel contesto già delineato: testi poetici, di
cronaca, scientifici, eccetera. Il consumo invisibile di acqua Tutta l'acqua che non vediamo Nelle osservazioni sui propri consumi idrici quotidiani, difficilmente si
giunge alla consapevolezza di quanta acqua si usa effettivamente nella
nostra giornata. Spesso siamo portati infatti a trascurare ciò che viene
definito il consumo "occulto", cioè la quantità di acqua da
ciascuno indirettamente consumata, per la produzione di gran parte dei
prodotti di nostro uso corrente. Questo utilizzo ci risulta poco evidente in
quanto la risorsa entra in gioco nei processi a monte, ossia nelle fasi
produttive, e quindi in luoghi fisicamente distanti da noi. Sarà quindi
utile la lettura e l'analisi dei dati sull'utilizzo di acqua nella
produzione dei beni di uso più comune, come la quantificazione dei volumi
di acqua effettivamente necessari per la produzione di grano, mais, riso,
verdure, carta... Seppure utilizzate in luoghi molto distanti dalle nostre case, queste
quantità vanno comunque annoverate nel calcolo finale dei consumi idrici
individuali. Ed è su queste basi che ogni allievo potrà dunque ricalcolare
il proprio effettivo consumo giornaliero d'acqua. Il gioco del "prima" Partendo dal presupposto che l'acqua è presente allo stato combinato
quasi in ogni materia di uso quotidiano, e che in molti processi produttivi
si fa largo impiego di acqua, si possono stimare i consumi indiretti,
"occulti" di questa risorsa. Che relazione c'è tra un piatto di pastasciutta e l'acqua? Partendo da
alimenti di uso comune, si risale in un percorso a ritroso alle materie
prime necessarie per la loro produzione, considerando tutte le fasi di
produzione, lavorazione, confezionamento, trasporto. Una serie di passaggi
sempre più alla radice permetteranno di porre in risalto gli elementi che
stanno alla base del cibo prescelto, scoprendo le situazioni in cui
effettivamente si è fatto ricorso all'acqua, per poter fare una valutazione
qualitativa della richiesta idrica di tali prodotti. Organizzare una visita in una
azienda agricola Dopo aver discusso con la classe del ruolo fondamentale che l'acqua
riveste in moltissimi processi di trasformazione e di produzione
nell'industria e nell'agricoltura, è utile verificare quali sono le varie
fasi di lavorazione in cui l'acqua interviene effettivamente. Si potrà organizzare con i ragazzi una visita ad un centro agricolo o ad
una stalla, raccogliendo dati attraverso interviste, fotografie e ricerche
mirate per documentare il ruolo dell'acqua nel bilancio complessivo di tali
aziende. Si osserveranno quindi le diverse coltivazioni ed i relativi metodi
utilizzati, il tipo di irrigazione e l'eventuale drenaggio, qualità,
quantità e provenienza delle acque, eventuali sistemi di trattamento delle
acque e problemi connessi di rilevanza ambientale. L'attività potrà essere svolta interamente all'interno del centro, o si
potrà ampliare affrontando anche il tema del legame tra questo e l'ambiente
esterno. Ad esempio l'impatto dell'azienda sull'ambiente circostante (prati,
fiumi, aria,..), le modificazioni che ha indotto nel territorio, nel passato
e attualmente, i rapporti di tipo lavorativo o affettivo con gli abitanti
della zona, e altro ancora. L'indagine potrà anche essere letta in relazione al legame tra l'impiego
di acqua e lo sviluppo dell'azienda stessa. Sarebbe interessante scoprire
l'evoluzione che ha compiuto la tecnica nel settore agricolo, nel corso
degli ultimi decenni, confrontando ad esempio gli attuali sistemi di
irrigazione con quelli di venti, quaranta o sessant'anni fa, o le macchine
agricole, le tecniche di allevamento, l'evoluzione generare della tecnologia
in un'azienda agricola. Organizzare una visita in
un'industria Una visita analoga può essere svolta presso un'industria della zona. La
vista andrà preparata strutturando dei questionari, in relazione agli
obiettivi che con essi ci si propone di raggiungere. Se possibile, durante
la visita si entrerà nel dettaglio del funzionamento delle diverse macchine
e dei vari trattamenti: lavaggi, raffreddamento, scarichi. Questo servirà
innanzi tutto per comprendere il tipo di lavorazione effettuata, per
rendersi conto del ruolo rivestito dall'acqua, per valutare poi i consumi
giornalieri d'acqua, la quantità d'acqua utilizzata in relazione alla
quantità contenuta nel prodotto finale, così come il confronto tra i costi
di produzione per l'acqua ed i costi del prodotto ultimato. Sarà importante verificare lo stato di 'salute' delle acque al momento
dell'immissione nei circuiti produttivi. Di che tipo di acqua si serve uno
stabilimento industriale? Che tipo di trasformazioni subisce l'acqua nelle
diverse fasi di lavorazione (variazione della temperatura, immissione di
sostanze particolari, sottrazione di elementi chimici...)? Che tipo di acqua
viene scaricata ad ultimazione del processo produttivo? Dove viene immessa?
Esiste un impianto di depurazione? Esistono problemi di inquinamento?... In relazione a questi aspetti può essere interessante intervistare
alcuni degli abitanti della zona, per capire l'inserimento di questa nel
tessuto del territorio, il suo impatto con l'ambiente e con le comunità
vicine. Un altro aspetto che potrà emergere è l'evoluzione nel tempo degli
impianti industriali in genere, e di quello prescelto in particolare, nel
cui studio si potrà evidenziare in particolare il ruolo dell'acqua nel
corso di queste trasformazioni tecnologiche. Sicuramente rivoluzionario è
stato il passaggio dalle lavorazioni artigianali a quelle industriali,
l'evoluzione delle macchine, delle diverse tecniche di lavorazione del
settore specifico, eccetera. L'acqua nascosta - qualche
esperimento Avere realmente percezione della proprietà ubiquitaria dell'acqua non è
cosa semplice, e riuscire a scoprire tutti gli elementi, i materiali, gli
oggetti che la contengono può essere un compito molto impegnativo. Come
spunto di lavoro in classe può essere interessante svolgere delle
osservazioni scientifiche sulla disidratazione di alcuni materiali.
Guardiamo allora quanta acqua contiene un fungo, tante foglie di specie
diverse, una fettina di mela o di limone, un pezzo di pane e uno di
prosciutto, un chicco di uva ed uno di uva passa, un chiodo, un pezzo di
cuoio... Può essere monitorata in maniera diretta la variazione di peso nel
tempo, e quindi approssimativamente la quantità di acqua contenuta nei vari
materiali. I campioni scelti non dovranno essere troppo grandi e potranno essere
semplicemente appoggiati su una vaschetta ed esposti all'aria o, se nella
stagione invernale, posizionati vicino ad un calorifero nella classe. I
campioni potranno considerarsi disidratati quando il loro peso resterà
costante per almeno tre giorni. E' possibile anche fare delle esperienze
capovolgendo la situazione, ossia prendendo in considerazione quanto un
materiale è disidratato, quanto è idrofilo, e quindi quanto è intensa la
sua capacità di suzione e di assorbimento di acqua. Dal semplice esempio
dell'inzuppare un biscotto in una tazza di latte o di tè,
"esperimento" che senz'altro i bambini conoscono perfettamente, si
possono prendere le mosse per osservare quanto "beve" un certo
tipo di biscotto rispetto ad un altro, piuttosto che un batuffolo di cotone,
la carta patinata, la carta da pacchi e quella assorbente... Da questi temi il passo è breve verso un approfondimento più
scientifico dell'acqua negli ambienti naturali: dal bilancio idrico dei
vegetali alla capacità di suzione di un apparato radicale, e a molti altri
temi ancora. L’acqua sul territorio L’approvvigionamento idrico Dividendo gli alunni in gruppi di lavoro si potrà svolgere un indagine per ricostruire il percorso che l’acqua effettua dal fiume alle mura domestiche e ritorno. Si dovrà rilevare quali trattamenti e quali accorgimenti tecnici sono collegati all’acqua lungo questo percorso, dalla pompa che capta l’acqua dalla falda o dal fiume fino al rubinetto di casa. Assieme ai ragazzi si potranno anche visitare alcuni luoghi interessati di questo percorso (fiume, acquedotto cittadino, casa ecc.) facendo fotografie, raccogliendo interviste e dati. Tutte le informazioni raccolte assieme a una mappa dettagliata della città e dei punti interessati dall’attività potranno essere riuniti in un album L'acqua nel quartiere Il lavoro di indagine sui consumi e gli sprechi domestici di acqua potrà
essere allargato al quartiere o al territorio comunale. Si può partire da una attività di esplorazione nel quartiere: dotati di
carta e penna ed eventualmente di macchina fotografica o di videocamera, la
classe esce da scuola per individuare, come detectives in cerca di prove: 1) tutti gli indizi che "sanno" di acqua: fontanelle, cartelli
di pulizia stradale, canali, bottiglie abbandonate, stazioni di lavaggio per
auto, caserme dei pompieri, fontanelle, tombini, attacchi per gli idranti...
2) quanto, quando ed in che modo l'acqua viene usata dai vari 'utenti':
dal singolo cittadino, da scuola, quartiere, bar, officine, attività
artigianali, negozi,... Questo secondo obiettivo è naturalmente più ampio e può essere
affrontato in modi diversi: - compiendo un'analisi generale sul quartiere, basandosi sui dati
rilevabili dall'occhio attento dei bambini, tramite una 'passeggiata'
finalizzata per le strade della zona. In questo caso i bambini avranno tutti
la medesima consegna, o potranno essere suddivisi in gruppi, a ciascuno dei
quali saranno affidate modalità di rilevamento diverse - appunti, disegni,
fotografie, filmati; - suddividendo la classe in gruppi per affidare a ciascuno di essi un
incarico ben definito su cui indagare (il bar, la scuola, il parco, l'acqua
nei rifiuti...), da approfondire in relazione ai dati che si necessitano,
con raccolta di 'prove' concrete, interviste, questionari,...; - svolgendo un'analisi strutturata in cerchi concentrici, che prendendo
le mosse dalle abitudini del singolo allievo, si allarga poi alla classe,
alla scuola, alla strada della scuola, all'isolato, al quartiere, alla città... I dati dell’acquedotto Dati utili al lavoro della classe possono essere
reperiti presso i responsabili dell’acquedotto. Si può indagare sulla
situazione idrica del territorio in cui vivono i ragazzi, sulla qualità
dell’acqua, sulle perdite della rete idrica, sui consumi della città. L'acqua ha un costo A partire dalla consultazione degli enti pubblici e delle bollette
familiari emerge che l’acqua ha un costo. Spingiamo i ragazzi ad informarsi presso le famiglie: scartabellando tra
le bollette domestiche, si scopriranno le spese per la "nostra"
acqua nella casa di città, del mare, di montagna. Ripercorriamo quindi con
la mente tutti i pensieri ed i discorsi sugli utilizzi quotidiani di acqua:
i nostri comportamenti tengono conto che l'acqua ha un prezzo? Se noi lamentiamo il fatto che l'acqua abbia un costo, dobbiamo comunque
essere consapevoli del fatto che le tariffe applicate in Italia sono molto
contenute rispetto a quelle europee. E' interessante poi verificare, a proposito del costo per metro cubo di
acqua, eventuali discrepanze tra la tariffa nel proprio Comune, quella
applicata all'acqua erogata da altri acquedotti in città diverse, in altre
regioni, in altri paesi, quella dell'acqua in bottiglia. A tal fine ci si
potrà rivolgere anche a parenti e amici residenti o frequentatori di luoghi
diversi dalla città degli alunni. A caccia degli sprechi nel
quartiere Dopo l’indagine sui comportamenti individuali e domestici si può
passare ad un’indagine nel quartiere, in cui si andrà a caccia degli
sprechi collettivi, dalla fontanella a getto continuo al lavaggio auto,
all'eccessivo consumo idrico dei nostri elettrodomestici. Il lavoro potrà
essere strutturato con interviste ai passanti, questionari alle famiglie e
osservazioni dirette nel quartiere, rielaborando i dati con schemi e grafici
e discutendoli poi con la classe. Per rendere realmente incisivo il lavoro
dei ragazzi, sarebbe interessante che essi stessi, dopo aver verificato lo
stato delle cose sul campo, proponessero alcuni semplici rimedi a tali
sprechi (sempre molto concreti e attuabili) Campagna di sensibilizzazione Anche in questo caso i dati raccolti e le proposte elaborate dagli alunni potranno essere oggetto di una campagna di sensibilizzazione pubblica L'acqua che beviamo Bere acqua minerale in bottiglia è un gesto ormai comune, anche in
situazioni in cui l’acqua del rubinetto è potabile e presenta
caratteristiche addirittura migliori di quella acquistata al supermercato. Assieme ai ragazzi è utile svolgere una indagine comparativa tra acqua
del rubinetto e acqua minerale in bottiglia. L’indagine dovrebbe prendere in esame i seguenti elementi: - caratteristiche chimiche: si possono mettere a confronto i dati
relativi agli elementi chimici presenti in diverse marche di acqua minerale
e quelli forniti dall’acquedotto. Una volta raccolti i dati ci si può
fare aiutare da esperti per fare il confronto; - aspetto economico: tra le
varie marche di acqua minerale e l’acqua del rubinetto si potrà mettere a
confronto il prezzo al litro; - aspetti ambientali: sarà poi interessante analizzare l’impatto
ambientale che ha la commercializzazione delle acque minerali:
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